Università degli Studi di Milano
IL CONTROLLO GIURISDIZIONALE DELLE MISURE DI APPLICAZIONE DEL DIRITTO DELL'UNIONE EUROPEA
Abstract
dc:descriptionIn assenza di rilevanti elementi d’innovazione all’interno del Trattato di Lisbona, l’approccio del diritto primario al tema dell’esecuzione del diritto dell’Unione europea non sembra essersi mai discostato dalla dicotomia tra casi, del tutto ordinari, di amministrazione indiretta del diritto dell’Unione da parte degli Stati membri e (rari) casi di amministrazione diretta da parte dell’Unione (cfr. art. 291, par. 2 TFUE e art. 4, par. 3 TUE). In tempi più recenti, tuttavia, la comparsa di nuove forme organizzative (si pensi, in primo luogo, all’avvento del modello delle agenzie europee e delle autorità amministrative nazionali) e procedimentali ha condotto a un intreccio via via maggiore tra il livello di amministrazione nazionale e quello “comunitario”, tale da comportare una sempre più fitta rete di tecniche collaborative, formali e informali, tra Unione europea e Stati membri, dalla quale sono scaturite misure di applicazione a carattere progressivamente più ibrido, composte di una parte nazionale e di una parte prettamente “comunitaria”. Tale fenomeno è stato, per altro, accompagnato dalla contestuale emersione di “nuove” fonti del diritto, marcatamente atipiche e dalla forza obbligatoria socialmente rilevante. Complessivamente, si è così assistito alla graduale erosione de facto del tradizionale sistema binario di esecuzione del diritto dell’Unione, in favore dell’emersione di un terzo, nuovo, modello esecutivo, denominato della coamministrazione. Quest’ultimo, se da un lato risponde a esigenze applicative ineludibili, dall’altro sembra aver dato origine a non poche questioni per quanto concerne il profilo della tutela giurisdizionale nei confronti degli atti di esecuzione del diritto “comunitario”. A fronte di tale scenario, il presente lavoro si propone di indagare il tema del controllo giurisdizionale delle misure di applicazione del diritto dell’Unione europea, allo scopo di provare a comprendere se il sistema delineato dall’Unione possa dirsi soddisfacente e rispettoso dei principi di effettività e di completezza dei rimedi giurisdizionali di cui all’art. 47 Carta e all’art. 19 TUE. Premessa la descrizione dell’attuale sistema integrato di esecuzione del diritto “comunitario”, si procederà all’indagine dei meccanismi di tale controllo giurisdizionale, ossia dei soggetti incaricati, a più livelli, di svolgere questa funzione e dei mezzi tramite i quali la medesima si esplica, per poi completare l’analisi con uno studio delle modalità con cui il giudice, competente a controllare la misura applicativa, svolge il proprio sindacato, in particolar modo con riferimento ai parametri e all’intensità di tale controllo. Questo sempre alla luce dei principi di cui all’art. 47 Carta e all’art. 19 TUE, quindi al fine di provare a comprendere se, una volta che la parte abbia avuto accesso al giudice, l’ampiezza del controllo esercitato da quest’ultimo sugli atti applicativi del diritto dell’Unione possa ritenersi soddisfacente o se, invece, residuino (ancora) criticità, tali da realizzare delle aree (più o meno giustificate) di “immunità giurisdizionale”.
Degree
thesis:*- Grantor dc:publisher
- Università degli Studi di Milano
- Year dc:date
- 2024
Author and committee
dc:creator, dc:contributor.*- Author dc:creator
-
- AGRATI, GIULIA
- Contributors dc:contributor
-
- tutor: M. Condinanzi ; coordinator: F. Biondi
- G. Agrati
- CONDINANZI, MASSIMO
- BIONDI, FRANCESCA
Subjects
dc:subject × 1Rights
dc:rights- Statement dc:rights
-
- info:eu-repo/semantics/openAccess
- Language dc:language
- ita
Identifiers
dc:identifier.*- Identifier
-
http://dx.doi.org/10.13130/agrati-giulia_phd2024-07-09
10.13130/agrati-giulia_phd2024-07-09 - OAI identifier oai:identifier
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