Università degli Studi di Milano
NEUTRALIZING ACTIVITY AGAINST SARS-COV-2 OF HUMAN BREAST MILK FROM COVID-19 POSITIVE AND NEGATIVE LACTATING MOTHERS
Abstract
dc:descriptionL'alimentazione svolge un ruolo fondamentale per la salute umana, soprattutto nella popolazione pediatrica e neonatale. Il latte materno è senza dubbio l'alimento migliore per i neonati, sia per i benefici dovuti al suo contenuto nutrizionale sia per la presenza di numerose sostanze funzionali e bioattive. Le sostanze bioattive presenti nel latte materno svolgono diverse funzioni che promuovono la salute del neonato sia a breve che a lungo termine. Tra le importanti proprietà funzionali del latte umano vi è la sua spiccata attività antimicrobica e, in particolare, antivirale. La pandemia di SARS-CoV-2, l'agente patogeno alla base della COVID-19, nella sua drammaticità, è stata lo spunto per la ricerca scientifica globale, per rivalutare e testare composti con presunta o comprovata attività antivirale. La presenza di una quantità considerevole di questi composti antivirali nel latte materno spiegherebbe la sua attività antivirale non specifica nei confronti di molti virus, tra cui il SARS-CoV-2. Date queste premesse, è stato condotto uno studio per indagare l'attività antivirale non specifica del latte materno, nei confronti del SARS-CoV-2. Sono stati raccolti campioni di latte materno da madri con tampone nasofaringeo positivo per la presenza del virus (gruppo A) e da madri con tampone nasofaringeo negativo, non vaccinate contro il virus e con anamnesi negativa per l'infezione COVID-19. I campioni sono stati raccolti nei seguenti timepoints: 2 giorni dopo il parto (T0, colostro), 7 giorni dopo il parto (T1, latte di transizione) e 20 giorni dopo il parto (T2, latte maturo). I campioni raccolti sono stati poi analizzati per valutare la microneutralizzazione NT50 secondo il metodo di Reed e Muench. Il saggio di neutralizzazione ha analizzato l'effetto citopatico causato dalla replicazione virale in una popolazione di cellule VERO poste in coltura, incubate con i campioni di latte materno e infettate con SARS-CoV-2. Per valutare la presenza di attività anticorpale eventualmente responsabile della neutralizzazione, i campioni di entrambi i gruppi A e B sono stati analizzati con kit ELISA per la ricerca di anticorpi diretti conto SARS-CoV-2. I risultati hanno confermato la capacità dei campioni provenienti da madri positive (gruppo A) di neutralizzare il virus, con effetto decrescente da T0 a T2. I test ELISA su questi campioni hanno mostrato una diretta correlazione tra il titolo anticorpale presente nel campione e la capacità neutralizzante dello stesso. Per quanto riguarda il gruppo B, madri sieronegative per il virus, anche i campioni di questo gruppo hanno mostrato una attività neutralizzante, sempre decrescente nei vari timepoints, senza una diretta correlazione tra capacità neutralizzante e titolo anticorpale nel campione. La presenza di un certo titolo anticorpale anche nei campioni delle madri del gruppo B è da ascriversi alla presenza di Immunoglobuline A secretorie con cross-reattività nei confronti di SARS-CoV-2, dato già descritto in letteratura, tuttavia senza una correlazione tra titolo e capacità di neutralizzazione. I risultati di questo studio dimostrano quindi che il latte materno possiede composti, diversi dagli anticorpi, in grado di neutralizzare il virus SARS-CoV-2, con effetto più spiccato nel colostro e meno evidente nel latte maturo. Sono stati inoltre condotti alcuni test preliminari sugli stessi campioni per valutare la natura dei composti responsabili di questo effetto. I risultati preliminari hanno mostrato una diretta correlazione tra capacità neutralizzante del campione e la quantità di acido eicosatrienoico (20:3 ω-9) il cui eventuale effetto antivirale non è ancora stato descritto in letteratura. Inoltre, test pilota successivi allo studio hanno dimostrato un effetto neutralizzante crescente di concentrazioni crescenti di oligosaccaridi del latte materno (da 0,12 mg/dL a 0,5 mg/dL), maggiormente rappresentati nel colostro che nel latte maturo. Concludendo, il latte materno ha una capacità antivirale innata e indipendente dagli anticorpi specifici presenti. La prosecuzione della ricerca scientifica in questa direzione è necessaria per comprendere quale composto, o sinergia di composti, possa essere responsabile di questo effetto.
Degree
thesis:*- Grantor dc:publisher
- Università degli Studi di Milano
- Year dc:date
- 2024
Author and committee
dc:creator, dc:contributor.*- Author dc:creator
-
- MORNIROLI, DANIELA
- Contributors dc:contributor
-
- tutor: M.L. Giannì
- F. Mosca ; coordinatore: L. Pinotti
- D. Morniroli
- GIANNI', MARIA LORELLA
- PINOTTI, LUCIANO
Subjects
dc:subject × 7Rights
dc:rights- Statement dc:rights
-
- info:eu-repo/semantics/openAccess
- Language dc:language
- eng
Identifiers
dc:identifier.*- Identifier
-
http://dx.doi.org/10.13130/morniroli-daniela_phd2024-02-08
10.13130/morniroli-daniela_phd2024-02-08 - OAI identifier oai:identifier
- oai:air.unimi.it:2434/1025742