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Università degli Studi di Milano

OXYGEN DELIVERY AND CONSUMPTION DURING HYPOTHERMIC OXYGENATED MACHINE PERFUSION AND THEIR IMPACT ON POST-LIVER TRANSPLANT OUTCOME.

Abstract

dc:description

Introduzione Sebbene sia comunemente raccomandato mantenere una pO2 >600 mmHg (80 kPa) per garantire un’adeguata ossigenazione durante la perfusione ipotermica epatica ossigenata con macchina (HOPE), studi recenti hanno evidenziato come l’aumento della produzione di anidride carbonica (CO2) sia associato a un maggior danno del graft. Obiettivo di questo studio è analizzare la relazione dinamica tra apporto (DO2) e consumo di ossigeno (VO2) durante HOPE e valutarne l’impatto sugli esiti dopo trapianto di fegato (LT). Metodi Sono stati analizzati i casi di DHOPE eseguiti presso la nostra Fondazione, suddividendoli in due gruppi in base alla pO2 del perfusato: >600 mmHg (H-DO2) e <600 mmHg (L-DO2). La pO2 <600 mmHg è stata ottenuta mediante titolazione della pO2 post-epatica (>120mmHg). DO2 e VO2 sono stati calcolati utilizzando l’equazione di Fick modificata. Risultati Ventisette fegati trapiantati sono stati sottoposti a DHOPE, di cui 12 provenienti da donatori a cuore battente e 15 da donatori a cuore non battente. Tredici casi (48,1%) sono stati inclusi nel gruppo L-DO2 e 14 (51,9%) nel gruppo H-DO2. Nei graft L-DO2, il DO2 era pari a 1,46±1,07 ml/min, con una pO2 di 233±89 mmHg, mentre il VO2 risultava di 0,82±0,44 ml/min. Nei graft H-DO2, il DO2 era >5,06±1,95 ml/min (pO2 >600 mmHg) e il VO2 >0,56±1,14 ml/min. L’aumento del DO2 mostrava una correlazione diretta con il VO2 (r=0,56; p=0,046); entrambi risultavano inoltre associati al flusso portale (DO2: r=0,81, p=0,001; VO2: r=0,58, p=0,047), sebbene il flusso portale non differisse tra i due gruppi (p=0,214). È stata osservata una maggiore incidenza di disfunzione precoce dell’allotrapianto nei graft con DO2 più elevato (p=0,021), mentre tale associazione non era presente per il VO2 (p=0,451). I graft con steatosi ≤30% presentavano un VO2 significativamente più elevato (0,933±0,216 ml/min) rispetto a quelli con steatosi >30% (0,594±0,233 ml/min; p=0,038). Conclusioni Durante la DHOPE, un apporto di ossigeno elevato (DO2) può influenzare negativamente la funzione del graft nel periodo post-trapianto, mentre il grado di steatosi sembra incidere sull’attivazione metabolica del graft durante HOPE. Pertanto, la titolazione della pO2 al fine di ottenere un DO2 più contenuto, in particolare nei graft con elevato flusso portale, dovrebbe essere presa in considerazione.

Degree

thesis:*
Grantor dc:publisher
Università degli Studi di Milano
Year dc:date
2026

Author and committee

dc:creator, dc:contributor.*
Author dc:creator
  • DEL PRETE, LUCA
Contributors dc:contributor
  • tutor: A. Zanella ; co-tutor: D. Dondossola ; coordinatore: M. Clerici
  • L. Del Prete
  • ZANELLA, ALBERTO
  • DONDOSSOLA, DANIELE ELISEO
  • CLERICI, MARIO SALVATORE

Subjects

dc:subject × 9

Rights

dc:rights
Statement dc:rights
  • info:eu-repo/semantics/openAccess
  • license:Creative commons
  • license uri:http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/
Language dc:language
eng

Identifiers

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OAI identifier oai:identifier
oai:air.unimi.it:2434/1211795

Chain of custody

source
Harvested from
Università degli Studi di Milano
Base URL
air.unimi.it/oai/request
Last updated
2026-07-27
Source record
OAI-PMH GetRecord
citation

DEL PRETE, LUCA. OXYGEN DELIVERY AND CONSUMPTION DURING HYPOTHERMIC OXYGENATED MACHINE PERFUSION AND THEIR IMPACT ON POST-LIVER TRANSPLANT OUTCOME.. Università degli Studi di Milano, 2026. https://hdl.handle.net/2434/1211795