Università degli studi di Catania
Inclusività e approccio di genere nel linguaggio: dalla pubblicistica alla pubblica amministrazione
Abstract
dc:descriptionLa ricerca indaga il rapporto tra linguaggio e genere assumendo che il linguaggio non sia un mezzo neutrale, ma un dispositivo di potere capace di produrre soggettività e modellare gerarchie sociali. L’analisi prende avvio da una problematizzazione del concetto di “inclusività”, spesso presentato come soluzione universalistica ma, in realtà, inscritto in rapporti di forza che rischiano di riprodurre le stesse logiche di esclusione che intenderebbe superare. L’obiettivo non è dunque proporre un modello linguistico corretto, bensì interrogare le condizioni attraverso cui le pratiche discorsive possono aprire spazi reali di riconoscimento e trasformazione. L’impianto metodologico si fonda sull’Analisi Critica del Discorso, integrata da una prospettiva femminista. Tale approccio consente di cogliere il nesso tra forme linguistiche, strutture ideologiche e pratiche istituzionali, assumendo il discorso come spazio di negoziazione — e spesso di conflitto — nella produzione del senso sociale. La tesi si articola in tre capitoli. Il primo ricostruisce le principali elaborazioni post-strutturaliste e femministe sulla non-neutralità del linguaggio e sulla sua dimensione performativa, con particolare attenzione a de Beauvoir, Irigaray, Wittig e Butler, in dialogo con Foucault e con la tradizione italiana inaugurata da Alma Sabatini. Il secondo analizza, attraverso i metodi della CDA, le scritture della rivista «Noi Donne» e gli interventi delle elette all’Assemblea costituente, mostrando la costruzione di un “singolare collettivo” femminile in transito tra linguaggio della liberazione e linguaggio del diritto, e mettendo in luce continuità e tensioni nella relazione tra parola femminile, cittadinanza e identità. Il terzo capitolo affronta infine il rapporto tra linguaggio e tecnologie digitali, esaminando come i sistemi algoritmici incorporino e amplifichino bias di genere, e come pratiche critiche o creative — dal cyborg al glitch — possano disinnescarli. Particolare attenzione è dedicata al ruolo del dato e al gender data gap, inteso come forma strutturale di esclusione che limita la rappresentazione delle soggettività femminili.
Degree
thesis:*- Grantor dc:publisher
- Università degli studi di Catania
- Year dc:date
- 2026
Author and committee
dc:creator, dc:contributor.*- Author dc:creator
-
- CARUSO, GIULIA
- Contributors dc:contributor
-
- MAZZONE, STEFANIA GIULIA
Subjects
dc:subject × 12Rights
dc:rights- Statement dc:rights
-
- info:eu-repo/semantics/openAccess
- license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright
- license uri:iris.PUB02
- Language dc:language
- ita
Identifiers
dc:identifier.*- Handle dc:identifier
- https://hdl.handle.net/20.500.11769/724791
- OAI identifier oai:identifier
- oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/724791