{"id":{"repo_id":"catania","oai_identifier":"oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/724791"},"canonical_url":"https://search.dev.ndltd.org/etd/catania/oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/724791","repository":{"repo_id":"catania","name":"Università degli Studi di Catania","base_url":"https://www.iris.unict.it/oai/request"},"display":{"title":"Inclusività e approccio di genere nel linguaggio: dalla pubblicistica alla pubblica amministrazione","abstract":"La ricerca indaga il rapporto tra linguaggio e genere assumendo che il linguaggio non sia un mezzo neutrale, ma un dispositivo di potere capace di produrre soggettività e modellare gerarchie sociali. L’analisi prende avvio da una problematizzazione del concetto di “inclusività”, spesso presentato come soluzione universalistica ma, in realtà, inscritto in rapporti di forza che rischiano di riprodurre le stesse logiche di esclusione che intenderebbe superare. L’obiettivo non è dunque proporre un modello linguistico corretto, bensì interrogare le condizioni attraverso cui le pratiche discorsive possono aprire spazi reali di riconoscimento e trasformazione. L’impianto metodologico si fonda sull’Analisi Critica del Discorso, integrata da una prospettiva femminista. Tale approccio consente di cogliere il nesso tra forme linguistiche, strutture ideologiche e pratiche istituzionali, assumendo il discorso come spazio di negoziazione — e spesso di conflitto — nella produzione del senso sociale. La tesi si articola in tre capitoli. Il primo ricostruisce le principali elaborazioni post-strutturaliste e femministe sulla non-neutralità del linguaggio e sulla sua dimensione performativa, con particolare attenzione a de Beauvoir, Irigaray, Wittig e Butler, in dialogo con Foucault e con la tradizione italiana inaugurata da Alma Sabatini. Il secondo analizza, attraverso i metodi della CDA, le scritture della rivista «Noi Donne» e gli interventi delle elette all’Assemblea costituente, mostrando la costruzione di un “singolare collettivo” femminile in transito tra linguaggio della liberazione e linguaggio del diritto, e mettendo in luce continuità e tensioni nella relazione tra parola femminile, cittadinanza e identità. Il terzo capitolo affronta infine il rapporto tra linguaggio e tecnologie digitali, esaminando come i sistemi algoritmici incorporino e amplifichino bias di genere, e come pratiche critiche o creative — dal cyborg al glitch — possano disinnescarli. Particolare attenzione è dedicata al ruolo del dato e al gender data gap, inteso come forma strutturale di esclusione che limita la rappresentazione delle soggettività femminili.","abstract_html":"La ricerca indaga il rapporto tra linguaggio e genere assumendo che il linguaggio non sia un mezzo neutrale, ma un dispositivo di potere capace di produrre soggettività e modellare gerarchie sociali. L’analisi prende avvio da una problematizzazione del concetto di “inclusività”, spesso presentato come soluzione universalistica ma, in realtà, inscritto in rapporti di forza che rischiano di riprodurre le stesse logiche di esclusione che intenderebbe superare. L’obiettivo non è dunque proporre un modello linguistico corretto, bensì interrogare le condizioni attraverso cui le pratiche discorsive possono aprire spazi reali di riconoscimento e trasformazione. L’impianto metodologico si fonda sull’Analisi Critica del Discorso, integrata da una prospettiva femminista. Tale approccio consente di cogliere il nesso tra forme linguistiche, strutture ideologiche e pratiche istituzionali, assumendo il discorso come spazio di negoziazione — e spesso di conflitto — nella produzione del senso sociale. La tesi si articola in tre capitoli. Il primo ricostruisce le principali elaborazioni post-strutturaliste e femministe sulla non-neutralità del linguaggio e sulla sua dimensione performativa, con particolare attenzione a de Beauvoir, Irigaray, Wittig e Butler, in dialogo con Foucault e con la tradizione italiana inaugurata da Alma Sabatini. Il secondo analizza, attraverso i metodi della CDA, le scritture della rivista «Noi Donne» e gli interventi delle elette all’Assemblea costituente, mostrando la costruzione di un “singolare collettivo” femminile in transito tra linguaggio della liberazione e linguaggio del diritto, e mettendo in luce continuità e tensioni nella relazione tra parola femminile, cittadinanza e identità. Il terzo capitolo affronta infine il rapporto tra linguaggio e tecnologie digitali, esaminando come i sistemi algoritmici incorporino e amplifichino bias di genere, e come pratiche critiche o creative — dal cyborg al glitch — possano disinnescarli. Particolare attenzione è dedicata al ruolo del dato e al gender data gap, inteso come forma strutturale di esclusione che limita la rappresentazione delle soggettività femminili.","abstract_has_math":false,"creators":["CARUSO, GIULIA"],"institution":"Università degli studi di Catania","degree_name":null,"degree_level":null,"degree_discipline":null,"degree_department":null,"school":null,"contributors":["MAZZONE, STEFANIA GIULIA"],"advisors":[],"committee_chairs":[],"committee_members":[],"year":2026,"date_issued":"2026-02-26","date_published":"2026-02-26","updated_at":"2026-07-24T01:34:58Z","subjects":["Gendered language","Critical Discourse Analysis (CDA)","«Noi Donne»","Constituent Assembly","Datafeminism","Algorithmic bias","Feminisms","Linguaggio di genere","Analisi Critica del Discorso (CDA)","Assemblea costituente","Bias algoritmico","Femminismi"],"languages":["ita"],"rights":["info:eu-repo/semantics/openAccess","license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright","license uri:iris.PUB02"],"rights_urls":[],"identifier_entries":[]},"links":{"outbound_url":"https://hdl.handle.net/20.500.11769/724791","outbound_label":"Handle","outbound_source":"dc:identifier"},"metadata_groups":[{"id":"people","label":"People","entries":[{"key":"dc:contributor","label":"Contributor","values":["Caruso, Giulia","MAZZONE, STEFANIA GIULIA"]},{"key":"dc:creator","label":"Author","values":["CARUSO, GIULIA"]}]},{"id":"academic_context","label":"Academic Context","entries":[{"key":"dc:date","label":"Dc Date","values":["2026-02-26"]},{"key":"dc:publisher","label":"Institution","values":["Università degli studi di Catania","place:Catania"]},{"key":"dc:type","label":"Dc Type","values":["info:eu-repo/semantics/doctoralThesis"]}]},{"id":"subjects_keywords","label":"Subjects and Keywords","entries":[{"key":"dc:subject","label":"Dc Subject","values":["Gendered language","Critical Discourse Analysis (CDA)","«Noi Donne»","Constituent Assembly","Datafeminism","Algorithmic bias","Feminisms","Linguaggio di genere","Analisi Critica del Discorso (CDA)","Assemblea costituente","Bias algoritmico","Femminismi"]}]},{"id":"language_rights","label":"Language and Rights","entries":[{"key":"dc:language","label":"Dc Language","values":["ita"]},{"key":"dc:rights","label":"Dc Rights","values":["info:eu-repo/semantics/openAccess","license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright","license uri:iris.PUB02"]}]},{"id":"identifiers","label":"Identifiers","entries":[{"key":"dc:identifier","label":"Identifier","values":["https://hdl.handle.net/20.500.11769/724791"]}]},{"id":"additional","label":"Additional Metadata","entries":[{"key":"dc:description","label":"Description","values":["La ricerca indaga il rapporto tra linguaggio e genere assumendo che il linguaggio non sia un mezzo neutrale, ma un dispositivo di potere capace di produrre soggettività e modellare gerarchie sociali. L’analisi prende avvio da una problematizzazione del concetto di “inclusività”, spesso presentato come soluzione universalistica ma, in realtà, inscritto in rapporti di forza che rischiano di riprodurre le stesse logiche di esclusione che intenderebbe superare. L’obiettivo non è dunque proporre un modello linguistico corretto, bensì interrogare le condizioni attraverso cui le pratiche discorsive possono aprire spazi reali di riconoscimento e trasformazione. L’impianto metodologico si fonda sull’Analisi Critica del Discorso, integrata da una prospettiva femminista. Tale approccio consente di cogliere il nesso tra forme linguistiche, strutture ideologiche e pratiche istituzionali, assumendo il discorso come spazio di negoziazione — e spesso di conflitto — nella produzione del senso sociale. La tesi si articola in tre capitoli. Il primo ricostruisce le principali elaborazioni post-strutturaliste e femministe sulla non-neutralità del linguaggio e sulla sua dimensione performativa, con particolare attenzione a de Beauvoir, Irigaray, Wittig e Butler, in dialogo con Foucault e con la tradizione italiana inaugurata da Alma Sabatini. Il secondo analizza, attraverso i metodi della CDA, le scritture della rivista «Noi Donne» e gli interventi delle elette all’Assemblea costituente, mostrando la costruzione di un “singolare collettivo” femminile in transito tra linguaggio della liberazione e linguaggio del diritto, e mettendo in luce continuità e tensioni nella relazione tra parola femminile, cittadinanza e identità. Il terzo capitolo affronta infine il rapporto tra linguaggio e tecnologie digitali, esaminando come i sistemi algoritmici incorporino e amplifichino bias di genere, e come pratiche critiche o creative — dal cyborg al glitch — possano disinnescarli. Particolare attenzione è dedicata al ruolo del dato e al gender data gap, inteso come forma strutturale di esclusione che limita la rappresentazione delle soggettività femminili.","This research examines the relationship between language and gender, starting from the premise that language is not a neutral medium but a dispositive of power that produces subjectivities and shapes social hierarchies. It opens with a critical interrogation of the notion of “inclusivity”, often framed as a universal solution yet embedded in power relations that risk reproducing the very exclusions it seeks to address. The aim is not to propose a correct linguistic model, but to question the conditions under which discursive practices can create genuine spaces of recognition and transformation. Methodologically, the study draws on Critical Discourse Analysis, combined with a feminist perspective, to illuminate the links between linguistic forms, ideological structures and institutional practices. Discourse is approached as a site of negotiation — and frequently of conflict — in the production of social meaning. The thesis is organized into three chapters. The first reconstructs major post-structuralist and feminist theories on linguistic non-neutrality and performativity, focusing on de Beauvoir, Irigaray, Wittig and Butler, in dialogue with Foucault and with the Italian tradition inaugurated by Alma Sabatini. The second employs CDA to analyze the writings of the journal «Noi Donne» and the interventions of the women elected to the Constituent Assembly, tracing the formation of a female “collective singular” between the language of liberation and that of law, and highlighting continuities and tensions in the relationship between women’s speech, citizenship and identity. The third examines the interplay between language and digital technologies, showing how algorithmic systems embed and amplify gender bias, and how critical or creative practices — from cyborg to glitch — may unsettle these dynamics. Particular attention is given to data infrastructures and the gender data gap as structural forms of exclusion limiting female representation."]},{"key":"dc:title","label":"Title","values":["Inclusività e approccio di genere nel linguaggio: dalla pubblicistica alla pubblica amministrazione"]}]}],"canonical_facts":{"dc:contributor":["Caruso, Giulia","MAZZONE, STEFANIA GIULIA"],"dc:creator":["CARUSO, GIULIA"],"dc:date":["2026-02-26"],"dc:description":["La ricerca indaga il rapporto tra linguaggio e genere assumendo che il linguaggio non sia un mezzo neutrale, ma un dispositivo di potere capace di produrre soggettività e modellare gerarchie sociali. L’analisi prende avvio da una problematizzazione del concetto di “inclusività”, spesso presentato come soluzione universalistica ma, in realtà, inscritto in rapporti di forza che rischiano di riprodurre le stesse logiche di esclusione che intenderebbe superare. L’obiettivo non è dunque proporre un modello linguistico corretto, bensì interrogare le condizioni attraverso cui le pratiche discorsive possono aprire spazi reali di riconoscimento e trasformazione. L’impianto metodologico si fonda sull’Analisi Critica del Discorso, integrata da una prospettiva femminista. Tale approccio consente di cogliere il nesso tra forme linguistiche, strutture ideologiche e pratiche istituzionali, assumendo il discorso come spazio di negoziazione — e spesso di conflitto — nella produzione del senso sociale. La tesi si articola in tre capitoli. Il primo ricostruisce le principali elaborazioni post-strutturaliste e femministe sulla non-neutralità del linguaggio e sulla sua dimensione performativa, con particolare attenzione a de Beauvoir, Irigaray, Wittig e Butler, in dialogo con Foucault e con la tradizione italiana inaugurata da Alma Sabatini. Il secondo analizza, attraverso i metodi della CDA, le scritture della rivista «Noi Donne» e gli interventi delle elette all’Assemblea costituente, mostrando la costruzione di un “singolare collettivo” femminile in transito tra linguaggio della liberazione e linguaggio del diritto, e mettendo in luce continuità e tensioni nella relazione tra parola femminile, cittadinanza e identità. Il terzo capitolo affronta infine il rapporto tra linguaggio e tecnologie digitali, esaminando come i sistemi algoritmici incorporino e amplifichino bias di genere, e come pratiche critiche o creative — dal cyborg al glitch — possano disinnescarli. Particolare attenzione è dedicata al ruolo del dato e al gender data gap, inteso come forma strutturale di esclusione che limita la rappresentazione delle soggettività femminili.","This research examines the relationship between language and gender, starting from the premise that language is not a neutral medium but a dispositive of power that produces subjectivities and shapes social hierarchies. It opens with a critical interrogation of the notion of “inclusivity”, often framed as a universal solution yet embedded in power relations that risk reproducing the very exclusions it seeks to address. The aim is not to propose a correct linguistic model, but to question the conditions under which discursive practices can create genuine spaces of recognition and transformation. Methodologically, the study draws on Critical Discourse Analysis, combined with a feminist perspective, to illuminate the links between linguistic forms, ideological structures and institutional practices. Discourse is approached as a site of negotiation — and frequently of conflict — in the production of social meaning. The thesis is organized into three chapters. The first reconstructs major post-structuralist and feminist theories on linguistic non-neutrality and performativity, focusing on de Beauvoir, Irigaray, Wittig and Butler, in dialogue with Foucault and with the Italian tradition inaugurated by Alma Sabatini. The second employs CDA to analyze the writings of the journal «Noi Donne» and the interventions of the women elected to the Constituent Assembly, tracing the formation of a female “collective singular” between the language of liberation and that of law, and highlighting continuities and tensions in the relationship between women’s speech, citizenship and identity. The third examines the interplay between language and digital technologies, showing how algorithmic systems embed and amplify gender bias, and how critical or creative practices — from cyborg to glitch — may unsettle these dynamics. Particular attention is given to data infrastructures and the gender data gap as structural forms of exclusion limiting female representation."],"dc:identifier":["https://hdl.handle.net/20.500.11769/724791"],"dc:language":["ita"],"dc:publisher":["Università degli studi di Catania","place:Catania"],"dc:rights":["info:eu-repo/semantics/openAccess","license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright","license uri:iris.PUB02"],"dc:subject":["Gendered language","Critical Discourse Analysis (CDA)","«Noi Donne»","Constituent Assembly","Datafeminism","Algorithmic bias","Feminisms","Linguaggio di genere","Analisi Critica del Discorso (CDA)","Assemblea costituente","Bias algoritmico","Femminismi"],"dc:title":["Inclusività e approccio di genere nel linguaggio: dalla pubblicistica alla pubblica amministrazione"],"dc:type":["info:eu-repo/semantics/doctoralThesis"]},"updated_at":"2026-07-24T01:34:58Z"}