Università degli studi di Catania
Targeted therapy: strategie innovative per approcci teranostici
Abstract
dc:descriptionNegli ultimi anni, l’oncologia ha compiuto notevoli progressi, principalmente grazie all’impiego di approcci multidisciplinari, che hanno rinnovato la medicina di precisione nella ricerca di terapie personalizzate e metodi diagnostici all’avanguardia. Tra queste, le modalità radioterapeutiche non convenzionali, come la protonterapia, hanno migliorato sensibilmente il trattamento di alcune tipologie di cancro particolarmente aggressive. Tuttavia, il trattamento adeguato di tali tumori rimane una sfida che richiede ancora ulteriori approfondimenti. In parallelo, gli approcci di medicina nucleare non solo si concentrano sulla terapia oncologica, ma facilitano anche l’integrazione di strategie diagnostiche e terapeutiche, concetto noto come teranostica. La teranostica, infatti, si serve dell’utilizzo di composti chimici in grado di garantire entrambi gli approcci contemporaneamente. I nostri studi si sono quindi focalizzati sull’utilizzo di metodi innovativi per applicazioni diagnostiche, terapeutiche e teranostiche. Tra i radionuclidi comunemente utilizzati, il 68Ga è attualmente impiegato nella diagnosi clinica del cancro, in particolare per i tumori neuroendocrini e della prostata. La sua breve emivita, circa 68 minuti, consente ai pazienti di ricevere una dose radioattiva per un periodo di tempo limitato all’esecuzione delle procedure di imaging. Nello specifico, le nostre ricerche hanno previsto lo studio in vivo di un nuovo radiofarmaco marcato con 68Ga, ottenendo risultati di imaging promettenti mediante l'ausilio di analisi radiomiche e della patologia digitale. L'identificazione di un potenziale radionuclide teranostico e di un target molecolare innovativo sono degli elementi cruciali per l’avanzamento della medicina di precisione, soprattutto nella terapia di tumori attualmente difficili da trattare. In questo contesto, un potenziale radionuclide candidato alla teranostica è l’111Ag. Esso presenta infatti caratteristiche promettenti per applicazioni sia diagnostiche che terapeutiche. Tuttavia, la necessità di trovare un bersaglio innovativo per tumori aggressivi e radioresistenti rimane tuttora una sfida ardua. Tra gli oncogeni overespressi in tali tumori, Src è emerso come potenziale target molecolare. Per tale ragione, abbiamo valutato la possibilità di utilizzare un inibitore di Src, Si306, valutandone la marcatura con Boro, attualmente applicata per studi di protonterapia. Tale studio ha confermato la capacità della molecola di mantenere le sue caratteristiche coadiuvanti con la protonterapia, nonostante le modifiche strutturali. Sebbene siano essenziali ulteriori approfondimenti per convalidare i nostri risultati preliminari, lo scopo ultimo di questo studio è quello di gettare le basi per approcci teranostici innovativi da applicare in ambito oncologico. Ciò include la potenziale combinazione di trattamenti con composti radiomarcati e approcci radioterapici non convenzionali, tra cui la protonterapia, al fine di migliorare il trattamento di tumori aggressivi, attualmente resistenti alle terapie tradizionali.
Degree
thesis:*- Grantor dc:publisher
- Università degli studi di Catania
- Year dc:date
- 2024
Author and committee
dc:creator, dc:contributor.*- Author dc:creator
-
- PAVONE, ANNA MARIA
- Contributors dc:contributor
-
- DE PINTO, Vito Nicola
Subjects
dc:subject × 17Rights
dc:rights- Statement dc:rights
-
- info:eu-repo/semantics/openAccess
- license:NON PUBBLICO - Accesso privato/ristretto
- license uri:iris.PRI01
- Language dc:language
- ita
Identifiers
dc:identifier.*- Handle dc:identifier
- https://hdl.handle.net/20.500.11769/641487
- OAI identifier oai:identifier
- oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/641487