Università degli studi di Catania
TRATTAMENTO DEL NSCLC EGFR-MUTATO LOCALMENTE AVANZATO MEDIANTE ASSOCIAZIONE DI ERLOTINIB E RADIOTERAPIA
Abstract
dc:descriptionObiettivo: Scopo di questo progetto di ricerca è di selezionare pazienti affetti da carcinoma del polmone NSCLC localmente avanzato, ad istologia non squamosa ed esprimenti mutazione del gene per l Epidermal Growth Factor Receptor (EGFR) e di candidarli ad un trattamento combinato di radioterapia e targeted therapy. Razionale e Background: i recenti dati della letteratura scientifica indicano per i pazienti affetti da NSCLC localmente avanzato, esprimenti mutazione dell EGFR, tassi di risposta alla terapia con erlotinib superiori a quelli ottenuti con la chemioterapia. A tale scopo, abbiamo avviato un Progetto di Ricerca per questa categoria di pazienti che prevede l associazione di erlotinib e di radioterapia 3D- conformazionale toracica. Materiali e metodi: a partire dall ottobre 2010, sono stati reclutati 35 pazienti (rapporto M/F: 26/9; età: 49-74 anni) affetti da NSCLC localmente avanzato inoperabile (TNM stadio IIIA/IIIB: 10/25 pazienti). La presenza di mutazioni attivanti il dominio tirosino-chinasico del gene EGFR negli esoni 18-21 è stata descritta in 12 pazienti, 9 maschi ed 3 femmine. I pazienti eleggibili (n= 12) sono stati avviati alle somministrazione di Erlotinib al dosaggio di 150 mg/die per un periodo di tre mesi. Durante tale periodo non si sono manifestate tossicità di rilievo. Dopo tre mesi di targeted therapy, al restaging è stata evidenziata una risposta parziale in 10 pazienti ed in 2 una stabilizzazione di malattia. Per tale motivo, i 12 pazienti sono stati avviati alla fase concomitante. Essa ha previsto la prosecuzione di Erlotinib associata alla Radioterapia toracica, condotta in tecnica 3D-Conformazionale, fino alla dose di 60-64 Gy. Al termine della radioterapia, i pazienti hanno proseguito il trattamento con Erlotinib fino a progressione, con rivalutazione strumentale ogni 3 mesi. Risultati: al termine dello studio, a settembre 2013, dopo un follow-up mediano di 21 mesi (range 5-34 mesi), 9 pazienti stanno proseguendo il trattamento, fino ad eventuale progressione. Dei 12 pazienti trattati, 3 hanno interrotto il trattamento per l evidenza di progressione di malattia in sede: encefalica per uno di essi (dopo una progression-free survival di 13 mesi) e locoregionale ed epatica per il secondo (dopo una progression-free survival di 18 mesi). Conclusioni: Lo studio ha dimostrato, quindi, che il trattamento combinato descritto ha permesso di ottenere una risposta parziale/stabilità di malattia in fase iniziale in tutti i pazienti. Il beneficio ottenuto si è mantenuto mediamente per un periodo di circa 18 mesi (sopravvivenza libera da progressione), con 9 pazienti (75% del campione) sopravviventi ed attualmente in corso di terapia. Il trattamento combinato, inoltre, è stato ben tollerato e, per tale motivo, è proponibile in alternativa al trattamento convenzionale radio-chemioterapico nei tumori esprimenti una mutazione attivante dell EGFR.
Degree
thesis:*- Grantor dc:publisher
- Università degli studi di Catania
- Year dc:date
- 2013
Author and committee
dc:creator, dc:contributor.*- Author dc:creator
-
- SPATOLA, CORRADO
- Contributors dc:contributor
-
- NICOLETTI, FERDINANDO
Subjects
dc:subject × 1Rights
dc:rights- Statement dc:rights
-
- info:eu-repo/semantics/openAccess
- license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright
- license uri:iris.PUB02
- Language dc:language
- ita
Identifiers
dc:identifier.*- Handle dc:identifier
- https://hdl.handle.net/20.500.11769/586016
- OAI identifier oai:identifier
- oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/586016