{"id":{"repo_id":"trento","oai_identifier":"oai:iris.unitn.it:11572/482730"},"canonical_url":"https://search.dev.ndltd.org/etd/trento/oai:iris.unitn.it:11572/482730","repository":{"repo_id":"trento","name":"Università degli Studi di Trento","base_url":"https://iris.unitn.it/oai/request"},"display":{"title":"La discrezionalità sanzionatoria del giudice penale: fondamento costituzionale, paradigmi commisurativi e prospettive di riforma","abstract":"La tesi si propone di indagare il tema della discrezionalità sanzionatoria del giudice penale, il cui terreno d’elezione è senz’altro la commisurazione della pena. L'analisi prende le mosse dal dettato costituzionale, esplorando il legame che avvince la discrezionalità ai principi costituzionali sotto una duplice prospettiva: da un lato, infatti, i principi e le garanzie costituzionali possono venire in gioco come criteri che presiedono all’esercizio del potere discrezionale, direttamente applicabili dal giudice, e dunque in grado di orientare o limitare le sue scelte commisurative; dall’altro lato, possono essere valorizzati come parametri di legittimità costituzionale della legislazione penale che incide sulla disciplina del potere discrezionale del giudice. Tuttavia, come si può evincere dalla disamina de iure condito dei paradigmi commisurativi che chiamano in causa il potere discrezionale del giudice penale, le maggiori criticità si rinvengono, non tanto sul piano assiologico, da cui, anzi, possono ricavarsi alcuni punti fermi, quanto a livello di normativa di fonte primaria: la disciplina legislativa che oggi regola il potere commisurativo si rivela, invero, farraginosa, confusa, a tratti contraddittoria e, non di rado, in tensione con i medesimi principi costituzionali che dovrebbe attuare. Ne deriva uno scarto significativo tra modello costituzionale – garantistico e improntato alla personalizzazione – e modello legale di commisurazione, ma anche, più vistosamente, tra quest’ultimo e la prassi delle aule di giustizia. Pertanto, nel tentativo di procedere ad una razionalizzazione della discrezionalità commisurativa, nella parte conclusiva della ricerca, si ragionerà, per un verso, su riforme di sistema ma, più pragmaticamente, anche sull’implementazione di soluzioni endogene al sistema, in grado di operare nell’immediato e di assicurare una più corretta funzionalità a un momento cruciale e delicato come quello della determinazione della pena.","abstract_html":"La tesi si propone di indagare il tema della discrezionalità sanzionatoria del giudice penale, il cui terreno d’elezione è senz’altro la commisurazione della pena. 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