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L’analisi delle pronunce ha tuttavia evidenziato come tale istituto risulti sfornito di un’adeguata intelaiatura dogmatica e, allo stesso tempo, non appaia coerente con alcuni fondamentali principi del diritto amministrativo sostanziale e processuale. Al fine di trovare un’adeguata collocazione sistematica all’invalidità derivata, la ricerca ha preliminarmente approfondito la conformazione del rapporto di presupposizione tra atti amministrativi e, successivamente, sulla base delle acquisizioni in tal modo ottenute, ha cercato di individuare la causa per cui l’illegittimità di un atto rilevi per la validità di quello successivo e, in alcuni casi, sia addirittura in grado di causarne la caducazione. Il quadro in tal modo delineato ha consentito di verificare come i rapporti tra atti trovino proiezione nel processo amministrativo, nonché di individuare gli strumenti attraverso cui sia possibile ottenere l’annullamento di un atto in quanto affetto da invalidità derivata. Il lavoro si chiude con un’analisi di carattere comparato, guardando alla soluzione elaborata dall’ordinamento francese. Il Conseil d’État ha infatti impiegato un’impostazione differente rispetto a quella del Consiglio di Stato italiano, osservando la sorte degli atti adottati sul presupposto di uno illegittimo dalla prospettiva degli effetti ripristinatori della sentenza di annullamento. L’analisi della giurisprudenza francese ha consentito di evidenziare come, nonostante la diversità di prospettive, i problemi sottesi e le risposte fornite presentino numerosi punti di contatto con il nostro ordinamento.","abstract_html":"La tesi analizza le conseguenze che l’illegittimità di un atto amministrativo produce per quelli successivamente adottati sul suo presupposto. 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