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Questa risorsa è stata concettualizzata attraverso la nozione di “capitale sociale solidale” e di essa si è tentato di comprenderne: 1) le specificità; 2) il suo processo di microfondazione; e infine 3) le sue implicazioni teoriche per una teoria dell’integrazione sociale. Il primo obiettivo è stato raggiunto mappando le azioni volontarie messe in atto nelle provincie di Trento e di Treviso. La mappa ha mostrato un quadro eterogeneo e diffuso di 119 azioni realizzate dalle principali categorie di attori della società locale. Per analizzare il processo di generazione di questa risorsa, le ragioni dei promotori sono state identificate grazie a 23 interviste biografiche. I risultati di queste interviste mostrano una pluralità di motivazioni che sostengono queste azioni e i limiti esplicativi della teoria della scelta razionale. Per quanto riguarda il terzo obiettivo, la riflessione ha cercato di chiarire la natura di bene pubblico del capitale sociale e l'utilità della nozione di capitale sociale solidale per i dibattiti sulla società civile e sulla coesione sociale. Da questo punto di vista, la ricerca ha messo in luce da una parte il contributo del capitale sociale solidale nella valorizzazione del legame sociale e, dall'altra, l'utilità della nozione nelle analisi della tradizione associativa interna al dibattito sulla società civile e nei modelli individualisti di tipo comunitario della coesione sociale. Infine, a partire dai risultati conseguiti vengono indicati tre percorsi di ricerca futuri da realizzarsi sia nel Nordest e sia nella regione francese Pays de la Loire.","abstract_html":"La ricerca si è occupata dei legami di solidarietà spontanea che si creano a partire dalle azioni volontarie messe in atto in una comunità territoriale. 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