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Partendo, quindi, dal presupposto che le politiche di conservazione non si possono considerare concluse al termine dei lavori di restauro, ma devono forzatamente proseguire al fine di garantire corretti ed efficaci interventi di manutenzione e monitoraggio dei beni culturali, l’azione di raccolta ragionata dei dati e delle informazioni, diviene condizione indispensabile se si vogliono scongiurare o ritardare quanto più possibile gli interventi di restauro che, comunque sia, hanno spesso e inevitabilmente carattere invasivo. Il lavoro che segue, derivando da tali considerazioni, individua nella tecnologia informatica lo strumento necessario e più efficace per governare i processi di conoscenza e monitoraggio dei beni culturali; ed attraverso la disamina di alcune applicazioni specifiche si pone come obiettivo finale la definizione di alcune linee guida, riferite alla raccolta ed alla gestione dei dati di un bene culturale architettonico, unitamente ad un tentativo pratico di applicazione, delle regole individuate, al caso del Castello di Serralunga D’Alba (CN).","abstract_html":"Come riportato nella citazione di Letellier, fatta nell’ambito del progetto RecorDIM2, la raccolta delle informazioni e dei dati su un bene culturale, non è un aspetto secondario del processo di conservazione e di tutela del bene, ma ne è parte integrante e fondamentale. 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