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Università degli Studi di Milano

LE INTERAZIONI TRA ECONOMIA DIGITALE E ORDINAMENTI FISCALI: IPOTESI RICOSTRUTTIVE E PROSPETTIVE DI EVOLUZIONE, NEL RISPETTO DEI PRINCIPI EUROPEI E COSTITUZIONALI

Abstract

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L’imperante diffusione delle tecnologie digitali ha comportato mutamenti radicali, nonché fondamentali innovazioni, in tutti i settori del quotidiano. Nel mercato, l’interazione di questa nuova tecnica con l’economia non solo ha contribuito a plasmare la realtà in cui avvengono le transazioni e gli scambi commerciali, ma, soprattutto, ha sconvolto le modalità di interazione tra imprese e utenti, rivoluzionando i modi con cui, fino ad allora, erano condotte le attività d’impresa. Ma non solo. Con il proliferare dell’economia digitale, potendosi qui intendere, con questa nozione, la sintesi di queste nuove sinergie e dell’azione demiurgica della digitalizzazione, si altresì manifestate nuove forme di ricchezza, dalle più svariate forme e dalle diverse consistenze: idee e creazioni immateriali hanno progressivamente sostituito, a livello quantitativo e qualitativo, le contropartite materiali; si osserva, inoltre, il sempre maggior uso dei dati, elementi dalla difficile classificazione sistematica, sulla cui introduzione in una categoria giuridica piuttosto che in un’altra si dibatte aspramente. L’avvento dell’economia digitale ha colpito tutta la filiera produttiva, arrivando a mettere in dubbio le ricostruzioni econometriche che, fino a poco tempo fa, consideravano intangibile la struttura del bilancio, nonché l’idea stessa della catena del valore (Musgrave 1985); le imprese che si muovo nell’ecosistema digitale, infatti, ovvero il luogo in cui soggetti e mercato si fondono inscindibilmente per proliferare a scapito della stretta regolamentazione statale, agiscono su un duplice piano: quello immateriale, nel quale è condotta l’attività economica rilevante, generatrice di ingenti profitti e quello materiale, ove, sfruttando i vincoli e le asimmetrie ordinamentali, è possibile confezionare un autonomo statuto giuridico, idoneo ad accrescere la ricchezza a dismisura, a prescindere da controlli e volontà statali. Dal punto di vista fiscale, questa ventata innovativa ha portato con sé rilevantissime conseguenze, su cui, nonostante l’interesse e la copiosa mole di opere, si lavora incessantemente tutt’ora. Il presente lavoro, dopo aver indugiato diffusamente sull’identificazione di queste nuove ricchezze e aver tratteggiato lo scenario giuridico rilevante (Capitolo I), dedicato allo studio del tema, cercherà di mostrare come le categorie classiche utilizzate nel diritto tributario internazionale (segnatamente, il reddito [Haig 1921, Hicks 1939, Simons 1938], nonché il binomio luogo della residenza-luogo della fonte) sono forse obsolete e dunque inadatte a cogliere l’interezza degli effetti fiscali del fenomeno digitale (Capitolo II). Nel compiere questo studio, si tenterà, nondimeno, di sfatare alcuni luoghi comuni, che hanno indotto la dottrina a parlare, non senza ragioni di fondo s’intende, di «crisi della sovranità» statale nel mondo digitale; segnatamente, è sì vero che il mondo digitale prescinde dal territorio fisico, luogo privilegiato d’esercizio di un potere sovrano; ma è altrettanto vero che, da un lato, il progresso tecnologico, nonché proprio l’incessante lavorio della dottrina e delle istituzioni che, per almeno vent’anni, hanno trattato del tema, consentono oggi di affrontare l’argomento con rinnovato vigore, nuove certezze e nuove ipotetiche basi teoriche sulle quali progettare nuovi tributi; dall’altro, lo stesso esercizio della sovranità può essere possibile, pur dovendo necessariamente confrontarsi con una realtà invisibile. Analizzando dunque le differenti soluzioni approntate dai diversi ordinamenti, e rilevata l’insoddisfazione che comunque promana dall’adozione di una di quelle soluzioni (Capitolo III), si cercherà infine di suggerire l’introduzione di un nuovo tributo, complementare all’imposta reddituale, e specificamente costruito in ragione delle peculiarità riscontrate nel contesto digitale. A margine di questa teorizzazione, nondimeno, sarà dato giusto e ampio spazio alle più recenti soluzioni che, durante la compilazione del presente elaborato, hanno comunque trovato usbergo nei corridoi delle istituzioni sovranazionali, internazionali e comunitarie (Capitolo IV).

Degree

thesis:*
Grantor dc:publisher
Università degli Studi di Milano
Year dc:date
2023

Author and committee

dc:creator, dc:contributor.*
Author dc:creator
  • RATTI, JACOPO
Contributors dc:contributor
  • tutor: G. RAGUCCI ; coordinatore: F. BIONDI
  • J. Ratti
  • RAGUCCI, GAETANO
  • BIONDI, FRANCESCA

Subjects

dc:subject × 19

Rights

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Statement dc:rights
  • info:eu-repo/semantics/openAccess
Language dc:language
ita

Identifiers

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OAI identifier oai:identifier
oai:air.unimi.it:2434/972608

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source
Harvested from
Università degli Studi di Milano
Base URL
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Last updated
2026-07-27
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RATTI, JACOPO. LE INTERAZIONI TRA ECONOMIA DIGITALE E ORDINAMENTI FISCALI: IPOTESI RICOSTRUTTIVE E PROSPETTIVE DI EVOLUZIONE, NEL RISPETTO DEI PRINCIPI EUROPEI E COSTITUZIONALI. Università degli Studi di Milano, 2023. https://hdl.handle.net/2434/972608