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Università degli Studi di Milano

LA GIUSTIZIA TRIBUTARIA TRA EFFICIENZA E CERTEZZA DEL DIRITTO NELLA PROSPETTIVA DEL GIUSTO PROCESSO

Abstract

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La presente tesi di dottorato si propone di condurre un’analisi approfondita e critica dell’ordinamento della giurisdizione tributaria italiana, con precipuo riguardo alle significative riforme introdotte nel recente periodo storico, in particolare attraverso la L. 31 agosto 2022, n. 130 e la L. delega 9 agosto 2023, n. 111. Tali interventi normativi si inseriscono nel più ampio contesto di rinnovamento strutturale promosso dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il quale individua nella riforma della giustizia, inclusa quella tributaria, un asse strategico per il rilancio del sistema Paese. L’indagine si articola attorno alla complessa interrelazione e, talvolta, alla tensione dialettica, tra l’esigenza impellente di efficienza del sistema giudiziario – intesa come capacità di risolvere le controversie in modo tempestivo ed efficace – e, al contempo, di certezza del diritto – concepita come prevedibilità delle conseguenze giuridiche delle azioni dei consociati. La valutazione di tali profili è condotta costantemente attraverso il prisma della correlazione tra quest’ultimi e i principi cardine del giusto processo, enunciati nella Costituzione italiana e nelle fonti sovranazionali, con particolare riguardo alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (art. 6 CEDU) e la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (art. 47). Il primo capitolo è dedicato all'analisi dello status giuridico del giudice tributario, considerato quale condicio sine qua non per l’instaurazione di una giurisdizione autenticamente efficiente e credibile. Muovendo da una disamina dell’evoluzione storica della magistratura tributaria, l’analisi si concentra sull'innovazione più rilevante introdotta dalla L. n. 130/2022, ossia l’istituzione di una magistratura tributaria professionale. Vengono scrutinate nel dettaglio le garanzie poste a presidio dei requisiti fondamentali dello status del magistrato, quali l’autonomia dell’ordine giudiziario tributario, l’indipendenza del singolo magistrato, nonché la professionalità del giudice tributario, attraverso una comparazione, principalmente, con i canoni dell’ordine giudiziario ordinario. Il secondo capitolo analizza i fattori che concorrono a determinare l’efficienza e la qualità complessiva della giustizia tributaria in relazione al correlato obiettivo di certezza del diritto, mantenendo fermo il riferimento alla prospettiva del giusto processo. Si avvia la disamina considerando la ricerca di standard qualitativi elevati attraverso la promozione della coerenza delle decisioni giudiziarie, nonché l’esigenza di migliorare la qualità delle pronunce come punto di partenza per una giurisdizione efficiente. Si discute il ruolo cruciale della disponibilità della conoscenza giuridica e il valore, non formalmente vincolante ma di fatto persuasivo, del precedente giurisprudenziale nel sistema italiano, valutandone la specificità e la problematicità di applicazione nel contesto del processo tributario. L’attenzione si concentra dunque, da un lato, sul ruolo della governance e degli assetti organizzativi interni alle Corti di giustizia tributaria, funzionali alla gestione dei carichi di lavoro e alla definizione degli obiettivi di rendimento. Dall’altro lato, sull’istituzione di strutture ritenute idonee a promuovere l’uniformità interpretativa, discutendo il rischio del conformismo giudiziario, nonché ponendole a confronto con alcune esperienze straniere significative. Il capitolo prosegue esaminando il ruolo, in relazione agli obiettivi enunciati, della trasparenza del sistema giudiziario. Si riflette sull’accessibilità del dato giuridico e la promozione della trasparenza attraverso banche dati giuridiche pubbliche, con particolare riferimento all'impulso dato dalla L. n. 111/2023 alla creazione della Banca Dati della Giurisprudenza Tributaria di merito, analizzandone le caratteristiche tecniche, le potenzialità e le criticità legate alla completezza e rappresentatività dei dati, nonché riflettendo sui rischi connessi agli open data giudiziari alla luce delle esperienze e dei dibattiti in corso in altri Paesi europei. L’ultima parte del capitolo è dedicata all’analisi dell’utilizzo di sistemi algoritmici nel settore della giustizia e, specificamente, all’impatto che questi posso generare nei processi di interpretazione delle regole giuridiche e in quelli decisionali. Si esaminano le opportunità e i rischi derivanti dall’impiego dell’intelligenza artificiale (IA) nel settore della giustizia e, in particolare, dei sistemi predittivi, alla luce del quadro europeo (Reg. UE 2024/1689) e nazionale (L. 23 settembre 2025, n. 132), a mente del quale l’utilizzo di tali strumenti nel settore giudiziario può comportare dei rischi in relazione all’obiettivo di tutela dei diritti fondamentali. Si approfondisce la declinazione della giustizia predittiva in materia tributaria, analizzando le criticità intrinseche ai sistemi predittivi sviluppati in tale ambito. Il terzo capitolo si focalizza sul dialogo istituzionale tra le corti di merito e le corti superiori, introducendo il concetto di rinvio pregiudiziale come meccanismo di cooperazione giurisdizionale e analizzandolo come potenziale strumento per promuovere l’efficienza della giurisdizione e l’uniformità interpretativa. Muovendo dalle esperienze in altri ordinamenti europei (ad esempio la saisine pour avis alla Cour de Cassation francese) e cogliendone similitudini e differenze, l’analisi si concentra sull’istituto del rinvio pregiudiziale alla Corte di cassazione previsto nell’ordinamento italiano dall'art. 363-bis cod. proc. civ. introdotto dalla c.d. “Riforma Cartabia” (D.lgs. n. 149/2022). Se ne ricostruisce in primo luogo l’iter normativo per poi riflettere, in virtù degli obiettivi dichiarati, sulle scelte procedurali operate dal legislatore nonché, in relazione ai canoni del giusto processo, sull’efficacia vincolante attribuita al principio di diritto enunciato dalla Corte di cassazione, ancorché svincolato dal contesto tipico dell’impugnazione. Vengono, infine, affrontate le questioni relative alla rilevanza della ricostruzione del fatto nel giudizio di rinvio pregiudiziale. Si sottolinea come, pur vertendo su questioni “esclusivamente di diritto”, la pronuncia della Corte superiore sia inevitabilmente condizionata dalla rappresentazione dei fatti offerta dal giudice remittente, evidenziando la necessità di una ricostruzione fattuale completa e definita prima del rinvio, anche alla luce della limitata possibilità per la Corte di cassazione di integrare o sindacare tale ricostruzione. Le conclusioni della tesi traggono un bilancio complessivo dell'indagine. Si riconosce che le riforme avviate costituiscono un passo significativo verso la modernizzazione della giustizia tributaria, sebbene residuino alcune perplessità a causa del persistente legame organico e funzionale con il Ministero dell’economia e delle finanze. Si osserva come il legislatore, nel perseguire l’obiettivo PNRR di maggiore efficienza, sembri aver privilegiato strategie volte a incrementare la coerenza delle decisioni giudiziarie e la stabilizzazione degli orientamenti giurisprudenziali. Tale approccio si manifesta attraverso interventi sulla governance (Ufficio massimario, Sezione tributaria in Cassazione), l’accessibilità alla giurisprudenza (banche dati), lo sviluppo di strumenti tecnologici basati sull’IA (giustizia predittiva) e sull’introduzione di meccanismi procedurali come il rinvio pregiudiziale vincolante. Si evidenzia come questa enfasi sulla “prevedibilità” e sulla “vincolatività” della giurisprudenza, pur mossa da intenti positivi di certezza del diritto, possa presentare il rischio di un appiattimento conformistico della giurisprudenza sui precedenti (reali o “prevedibili”) ed entrare in frizione con i principi fondamentali del giusto processo, in particolare limitando l’indipendenza interpretativa del giudice di merito. Si conclude auspicando un ripensamento che valorizzi maggiormente il ruolo del singolo giudice, la sua cultura giuridica e la sua capacità di interpretare la legge nel contesto specifico della controversia, quale garanzia ultima di una giustizia non solo efficiente, ma anche “giusta”.

Degree

thesis:*
Grantor dc:publisher
Università degli Studi di Milano
Year dc:date
2026

Author and committee

dc:creator, dc:contributor.*
Author dc:creator
  • DIDONI, STEFANO
Contributors dc:contributor
  • tutor: G. Ragucci ; co-tutor: F.V. Albertini ; coordinatore: E. Damiani
  • S. Didoni
  • RAGUCCI, GAETANO
  • DAMIANI, ERNESTO

Subjects

dc:subject × 9

Rights

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Statement dc:rights
  • info:eu-repo/semantics/openAccess
  • license:Creative commons
  • license uri:http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/
Language dc:language
ita

Identifiers

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OAI identifier oai:identifier
oai:air.unimi.it:2434/1220555

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Università degli Studi di Milano
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Last updated
2026-07-27
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DIDONI, STEFANO. LA GIUSTIZIA TRIBUTARIA TRA EFFICIENZA E CERTEZZA DEL DIRITTO NELLA PROSPETTIVA DEL GIUSTO PROCESSO. Università degli Studi di Milano, 2026. https://hdl.handle.net/2434/1220555