{"id":{"repo_id":"milano","oai_identifier":"oai:air.unimi.it:2434/1220195"},"canonical_url":"https://search.dev.ndltd.org/etd/milano/oai:air.unimi.it:2434/1220195","repository":{"repo_id":"milano","name":"Università degli Studi di Milano","base_url":"https://air.unimi.it/oai/request"},"display":{"title":"REPARATION FOR GROSS BUSINESS-RELATED HUMAN RIGHTS ABUSES","abstract":"Nel contesto delle relazioni interstatali, è consolidato, a livello di diritto internazionale consuetudinario, il principio secondo cui ogni violazione di un obbligo internazionale comporta la responsabilità dello Stato e il dovere dello stesso di fornire una riparazione adeguata, segnatamente attraverso la restituzione, il risarcimento o la soddisfazione. Progressivamente, anche il diritto degli individui a ottenere riparazione—sotto forma di restituzione, risarcimento, riabilitazione, soddisfazione e garanzie di non reiterazione, singolarmente o in combinazione—per le violazioni dei propri diritti da parte di agenti statali si è progressivamente affermato nell’ambito del diritto internazionale dei diritti umani. Tuttavia, la crescente implicazione, diretta o indiretta, delle imprese in abusi gravi dei diritti umani solleva questioni ancora irrisolte circa l’esistenza e il contenuto di corrispondenti obblighi di riparazione. Alla luce di ciò, la tesi indaga se, e a quali condizioni, il diritto internazionale contempli un obbligo di riparazione in favore delle vittime di violazioni gravi dei diritti umani derivanti dall’esercizio di attività d’impresa e, in caso affermativo, quale sia o debba essere il contenuto di questo obbligo. Lo studio si struttura in tre parti principali. La prima parte ricostruisce il contesto generale. L’obiettivo principale è quello di esaminare lo status giuridico internazionale del diritto alla riparazione delle vittime di gravi violazioni e abusi dei diritti umani, al fine di valutare se, e in che misura, i diversi rami del diritto internazionale—in particolare il diritto della responsabilità dello Stato, il diritto internazionale dei diritti umani, il diritto penale internazionale e il diritto internazionale umanitario—interagiscono e convergono nel riconoscere agli individui la titolarità di tale diritto. La seconda parte della tesi esamina il tema della riparazione del danno nel contesto degli abusi gravi dei diritti umani che avvengono nell’ambito delle attività d’impresa, dalla duplice prospettiva dello Stato e delle imprese. Da un lato, si tratta di verificare se, a quali condizioni e nei confronti di chi suddetti abusi possano far sorgere, ai sensi del diritto internazionale, la responsabilità ‘diretta’—ovverosia per attribuzione—o ‘indiretta’—ovverosia per mancanza di dovuta diligenza nella protezione dei diritti umani nel contesto delle attività d’impresa—dello Stato. Una volta accertata l’esistenza di un obbligo dello Stato di fornire una riparazione per le violazioni gravi dei diritti umani derivanti dall’esercizio di attività d’impresa, si tratta di verificare quale sia lo status di tale obbligo ai sensi del diritto internazionale, in particolare consuetudinario. Dall’altro lato, si tratta di prendere in considerazione la posizione delle imprese, a partire dalla ancor’oggi dibattuta questione della loro soggettività internazionale e titolarità di obblighi internazionali in materia di diritti umani. Questa parte della tesi mira ad accertare l’esistenza di un principio generale del diritto da cui possa discendere, ai sensi del diritto internazionale, un obbligo di riparazione a carico delle imprese per i danni cagionati dal loro coinvolgimento in violazioni flagranti dei diritti umani. La terza e ultima parte della tesi esamina il contenuto sostanziale dell’obbligo di riparazione gravante sugli Stati e/o sulle imprese, sulla base di un’ampia ricognizione della prassi giudiziale e stragiudiziale. Tale analisi consente di valutare se gli approcci attuali soddisfino gli standard internazionali in materia di riparazione del danno per violazioni dei diritti umani, nonché i requisiti della centralità della vittima nel processo di riparazione—victim-centredness—e della riparazione trasformativa. La tesi adotta una metodologia prevalentemente giuridica e dottrinale, incentrata sull’analisi di legislazione, giurisprudenza e dottrina, in vari settori del diritto internazionale. La ricerca integra, inoltre, prospettive interdisciplinari, attingendo alle teorie della giustizia, comprese le prospettive di giustizia sociale, e ad elementi di analisi economica del diritto, al fine di collocare l’analisi giuridica in un più ampio quadro teorico.","abstract_html":"Nel contesto delle relazioni interstatali, è consolidato, a livello di diritto internazionale consuetudinario, il principio secondo cui ogni violazione di un obbligo internazionale comporta la responsabilità dello Stato e il dovere dello stesso di fornire una riparazione adeguata, segnatamente attraverso la restituzione, il risarcimento o la soddisfazione. 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Questa parte della tesi mira ad accertare l’esistenza di un principio generale del diritto da cui possa discendere, ai sensi del diritto internazionale, un obbligo di riparazione a carico delle imprese per i danni cagionati dal loro coinvolgimento in violazioni flagranti dei diritti umani. La terza e ultima parte della tesi esamina il contenuto sostanziale dell’obbligo di riparazione gravante sugli Stati e/o sulle imprese, sulla base di un’ampia ricognizione della prassi giudiziale e stragiudiziale. Tale analisi consente di valutare se gli approcci attuali soddisfino gli standard internazionali in materia di riparazione del danno per violazioni dei diritti umani, nonché i requisiti della centralità della vittima nel processo di riparazione—victim-centredness—e della riparazione trasformativa. La tesi adotta una metodologia prevalentemente giuridica e dottrinale, incentrata sull’analisi di legislazione, giurisprudenza e dottrina, in vari settori del diritto internazionale. La ricerca integra, inoltre, prospettive interdisciplinari, attingendo alle teorie della giustizia, comprese le prospettive di giustizia sociale, e ad elementi di analisi economica del diritto, al fine di collocare l’analisi giuridica in un più ampio quadro teorico.","In the context of inter-State relations, it is well established in customary international law that any breach of an international obligation entails a duty to make reparation in an adequate form, notably through restitution, compensation, or satisfaction. The right of individuals to obtain reparation—through restitution, compensation, rehabilitation, satisfaction, and guarantees of non-repetition—for violations of their rights by State agents has progressively gained recognition under international human rights law. Yet, the growing direct or indirect involvement of businesses in gross human rights violations and abuses raises complex and unresolved questions regarding the existence and content of corresponding obligations to provide reparation. Against this backdrop, the thesis examines whether, and under what conditions, international law recognises an obligation to provide reparation to victims of gross business-related human rights abuses, and if so, what the content of such a duty is or should be. The thesis is structured in three main parts. The first part provides the foundation by examining the international legal standing of the right to reparation for victims of gross human rights violations and abuses. The main objective is to assess whether, and to what extent, different branches of international law—notably, the law of State responsibility, international human rights law, international criminal law, and international humanitarian law—interact and converge to support and consolidate the entitlement of individuals to reparation for the harm suffered as a result of infringements of their rights. The second part addresses reparation in the context of gross business-related human rights abuses, from the dual perspective of States and businesses. On the one hand, the thesis examines whether, under what conditions, and towards whom such abuses may give rise to State international responsibility, whether ‘directly’—through attribution—or ‘indirectly’—due to the failure to exercise due diligence in protecting human rights in the context of business activities. Once the existence of a State obligation to provide reparation for business-related human rights abuses is established, the thesis assesses the legal status of this obligation under international law, particularly customary international law. On the other hand, the thesis considers the position of businesses, addressing the still-debated question of their international legal personality and obligations under international human rights law. Specifically, this part of the thesis aims to determine whether a general principle of law exists from which an international obligation of businesses to provide reparation for harm resulting from their involvement in gross human rights violations and abuses can be derived. The third and final part of the thesis examines the substantive content of the reparation duties incumbent upon States and/or businesses, based on an extensive and in-depth review of judicial and non-judicial practice. This analysis assesses whether such practice aligns with international standards for the reparation of human rights violations, as well as the requirement of victim-centredness and the imperative of transformative reparation. The thesis adopts a primarily doctrinal legal methodology, focusing on the analysis of legislation, case law, and doctrine across various branches of international law. Where appropriate, it also integrates interdisciplinary perspectives, drawing on theories of justice, including social justice, and elements of the economic analysis of law, with the aim of situating the legal analysis within a broader theoretical and normative framework."]},{"key":"dc:title","label":"Title","values":["REPARATION FOR GROSS BUSINESS-RELATED HUMAN RIGHTS ABUSES"]}]}],"canonical_facts":{"dc:contributor":["tutor: A. Bonfanti ; co-tutor: E. Chiappero Martinetti ; coordinatore: D. Urania Galetta","E. 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L’obiettivo principale è quello di esaminare lo status giuridico internazionale del diritto alla riparazione delle vittime di gravi violazioni e abusi dei diritti umani, al fine di valutare se, e in che misura, i diversi rami del diritto internazionale—in particolare il diritto della responsabilità dello Stato, il diritto internazionale dei diritti umani, il diritto penale internazionale e il diritto internazionale umanitario—interagiscono e convergono nel riconoscere agli individui la titolarità di tale diritto. La seconda parte della tesi esamina il tema della riparazione del danno nel contesto degli abusi gravi dei diritti umani che avvengono nell’ambito delle attività d’impresa, dalla duplice prospettiva dello Stato e delle imprese. Da un lato, si tratta di verificare se, a quali condizioni e nei confronti di chi suddetti abusi possano far sorgere, ai sensi del diritto internazionale, la responsabilità ‘diretta’—ovverosia per attribuzione—o ‘indiretta’—ovverosia per mancanza di dovuta diligenza nella protezione dei diritti umani nel contesto delle attività d’impresa—dello Stato. Una volta accertata l’esistenza di un obbligo dello Stato di fornire una riparazione per le violazioni gravi dei diritti umani derivanti dall’esercizio di attività d’impresa, si tratta di verificare quale sia lo status di tale obbligo ai sensi del diritto internazionale, in particolare consuetudinario. Dall’altro lato, si tratta di prendere in considerazione la posizione delle imprese, a partire dalla ancor’oggi dibattuta questione della loro soggettività internazionale e titolarità di obblighi internazionali in materia di diritti umani. Questa parte della tesi mira ad accertare l’esistenza di un principio generale del diritto da cui possa discendere, ai sensi del diritto internazionale, un obbligo di riparazione a carico delle imprese per i danni cagionati dal loro coinvolgimento in violazioni flagranti dei diritti umani. La terza e ultima parte della tesi esamina il contenuto sostanziale dell’obbligo di riparazione gravante sugli Stati e/o sulle imprese, sulla base di un’ampia ricognizione della prassi giudiziale e stragiudiziale. Tale analisi consente di valutare se gli approcci attuali soddisfino gli standard internazionali in materia di riparazione del danno per violazioni dei diritti umani, nonché i requisiti della centralità della vittima nel processo di riparazione—victim-centredness—e della riparazione trasformativa. La tesi adotta una metodologia prevalentemente giuridica e dottrinale, incentrata sull’analisi di legislazione, giurisprudenza e dottrina, in vari settori del diritto internazionale. 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