{"id":{"repo_id":"milano","oai_identifier":"oai:air.unimi.it:2434/1216621"},"canonical_url":"https://search.dev.ndltd.org/etd/milano/oai:air.unimi.it:2434/1216621","repository":{"repo_id":"milano","name":"Università degli Studi di Milano","base_url":"https://air.unimi.it/oai/request"},"display":{"title":"LA TUTELA DELL¿ACQUIRENTE DI OPERE D¿ARTE: UNO STUDIO DI DIRITTO COMPARATO","abstract":"Il presente elaborato si propone di studiare, in prospettiva comparata, l’evoluzione nell’applicazione dei classici paradigmi giuridici, intimamente ispirati al rigore e alla chiarezza, al “sistema arte”, notoriamente poco trasparente e dispiegantesi attraverso prassi eterogenee. Conseguenza dell’iperbolica crescita del mercato dell’arte è difatti il parimenti tumultuoso incremento delle problematiche giuridiche sottese al trasferimento di proprietà delle opere, pratica indissolubilmente animata dalla necessità di verificarne e garantirne l’autenticità. Nella quasi totale assenza di un assetto normativo ad hoc – aspetto, questo, che accomuna numerosi ordinamenti giuridici contemporanei, si noterà che a destare maggiori controversie e particolari complessità, tanto nei sistemi di civil law quanto in quelli di common law ̧ è proprio la mancanza di chiarezza per quanto concerne i criteri di applicazione alla vendita di beni mobili di interesse artistico dei classici rimedi di risoluzione e di annullamento del contratto per errore. L’analisi prenderà così le mosse da alcuni dei principali ordinamenti della Western Legal Tradition – Italia, Francia, Regno Unito e Stati Uniti – individuati sulla base della loro rilevanza storica, normativa e operativa nel panorama internazionale dell’arte, con l’obiettivo di restituire una rappresentazione fedele e una sistematizzazione ragionata dell’esistente, mappando e verificando la tenuta dei paradigmi contrattuali tradizionali in un contesto peculiare. In proposito, si osserverà che nei Paesi di civil law, l’acquirente di un’opera mal attribuita, laddove la ragione portante dell’acquisto coincida proprio con l’affidamento riposto nella corrispondenza tra una certa opera e un certo autore, può ricorrere alle soluzioni classiche del diritto positivo. Italia e Francia, ad esempio, sono accomunate dalla possibilità di esperire l’azione di risoluzione per mancanza o difetto di qualità essenziali dell’opera o, ancora, per aliud pro alio/non-conformité quale vizio funzionale della vicenda contrattuale, nonché di annullamento del contratto per vizi del consenso. Si noterà che in Francia, anche alla luce della recente riforma, l’azione di risoluzione parrebbe utilizzata di rado, trattandosi di un rimedio sussidiario rispetto ad un’altra fondamentale azione: quella di annullamento per errore. Quest’ultima, in Italia, trovando nondimeno una propria dimensione applicativa ed essendo stata a lungo oggetto di studi dottrinali, risulta però essere rimedio azionabile solo in assenza di dichiarazione o garanzia di autenticità dell’opera d’arte venduta. Nei Paesi di common law, per contro, il contratto di vendita è in generale caratterizzato dal noto e rigoroso principio del caveat emptor. Quanto all’acquirente di opere d’arte, a tutela della propria posizione, egli dispone, oltre all’azione per violazione delle clausole del contratto, di quella per mistake e misrepresentation. Sulla trama rimediale così delineata, si tenterà, pertanto, di individuare spazi di convergenza, tendenze trasversali e sviluppi giurisprudenziali o dottrinali che possano favorire l’elaborazione di nuove categorie o approcci interpretativi, offrendo spunti per una razionalizzazione delle prassi e per una riscrittura funzionale di alcuni istituti, superando altresì la generale assenza di percezione delle complessità che stanno alla base del contesto in esame.","abstract_html":"Il presente elaborato si propone di studiare, in prospettiva comparata, l’evoluzione nell’applicazione dei classici paradigmi giuridici, intimamente ispirati al rigore e alla chiarezza, al “sistema arte”, notoriamente poco trasparente e dispiegantesi attraverso prassi eterogenee. Conseguenza dell’iperbolica crescita del mercato dell’arte è difatti il parimenti tumultuoso incremento delle problematiche giuridiche sottese al trasferimento di proprietà delle opere, pratica indissolubilmente animata dalla necessità di verificarne e garantirne l’autenticità. Nella quasi totale assenza di un assetto normativo ad hoc – aspetto, questo, che accomuna numerosi ordinamenti giuridici contemporanei, si noterà che a destare maggiori controversie e particolari complessità, tanto nei sistemi di civil law quanto in quelli di common law ̧ è proprio la mancanza di chiarezza per quanto concerne i criteri di applicazione alla vendita di beni mobili di interesse artistico dei classici rimedi di risoluzione e di annullamento del contratto per errore. L’analisi prenderà così le mosse da alcuni dei principali ordinamenti della Western Legal Tradition – Italia, Francia, Regno Unito e Stati Uniti – individuati sulla base della loro rilevanza storica, normativa e operativa nel panorama internazionale dell’arte, con l’obiettivo di restituire una rappresentazione fedele e una sistematizzazione ragionata dell’esistente, mappando e verificando la tenuta dei paradigmi contrattuali tradizionali in un contesto peculiare. In proposito, si osserverà che nei Paesi di civil law, l’acquirente di un’opera mal attribuita, laddove la ragione portante dell’acquisto coincida proprio con l’affidamento riposto nella corrispondenza tra una certa opera e un certo autore, può ricorrere alle soluzioni classiche del diritto positivo. Italia e Francia, ad esempio, sono accomunate dalla possibilità di esperire l’azione di risoluzione per mancanza o difetto di qualità essenziali dell’opera o, ancora, per aliud pro alio/non-conformité quale vizio funzionale della vicenda contrattuale, nonché di annullamento del contratto per vizi del consenso. Si noterà che in Francia, anche alla luce della recente riforma, l’azione di risoluzione parrebbe utilizzata di rado, trattandosi di un rimedio sussidiario rispetto ad un’altra fondamentale azione: quella di annullamento per errore. Quest’ultima, in Italia, trovando nondimeno una propria dimensione applicativa ed essendo stata a lungo oggetto di studi dottrinali, risulta però essere rimedio azionabile solo in assenza di dichiarazione o garanzia di autenticità dell’opera d’arte venduta. Nei Paesi di common law, per contro, il contratto di vendita è in generale caratterizzato dal noto e rigoroso principio del caveat emptor. Quanto all’acquirente di opere d’arte, a tutela della propria posizione, egli dispone, oltre all’azione per violazione delle clausole del contratto, di quella per mistake e misrepresentation. Sulla trama rimediale così delineata, si tenterà, pertanto, di individuare spazi di convergenza, tendenze trasversali e sviluppi giurisprudenziali o dottrinali che possano favorire l’elaborazione di nuove categorie o approcci interpretativi, offrendo spunti per una razionalizzazione delle prassi e per una riscrittura funzionale di alcuni istituti, superando altresì la generale assenza di percezione delle complessità che stanno alla base del contesto in esame.","abstract_has_math":false,"creators":["GATTILLO, FEDERICA"],"institution":"Università degli Studi di Milano","degree_name":null,"degree_level":null,"degree_discipline":null,"degree_department":null,"school":null,"contributors":["tutor: A. Candian","ordinaria di Diritto Privato Comparato (unimi) co-tutor: A. Donati","associata di Diritto Privato Comparato (unimib)","F. Gattillo","CANDIAN, ALBINA","LUDOVICO, GIUSEPPE"],"advisors":[],"committee_chairs":[],"committee_members":[],"year":2026,"date_issued":"2026-02-09","date_published":"2026-02-09","updated_at":"2026-07-27T20:18:46Z","subjects":["diritto comparato","Art Law","mercato dell'arte","contratto di vendita","autenticità","vizi del consenso","risoluzione del contratto","Settore GIUR-11/A - Diritto privato comparato"],"languages":["ita"],"rights":["info:eu-repo/semantics/embargoedAccess","license:Creative commons","license uri:http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/"],"rights_urls":[],"identifier_entries":[]},"links":{"outbound_url":"https://hdl.handle.net/2434/1216621","outbound_label":"Handle","outbound_source":"dc:identifier"},"metadata_groups":[{"id":"people","label":"People","entries":[{"key":"dc:contributor","label":"Contributor","values":["tutor: A. Candian","ordinaria di Diritto Privato Comparato (unimi) co-tutor: A. Donati","associata di Diritto Privato Comparato (unimib)","F. Gattillo","CANDIAN, ALBINA","LUDOVICO, GIUSEPPE"]},{"key":"dc:creator","label":"Author","values":["GATTILLO, FEDERICA"]}]},{"id":"academic_context","label":"Academic Context","entries":[{"key":"dc:date","label":"Dc Date","values":["2026-02-09"]},{"key":"dc:publisher","label":"Institution","values":["Università degli Studi di Milano","place:Università Statale di Milano"]},{"key":"dc:relation","label":"Dc Relation","values":["numberofpages:420"]},{"key":"dc:type","label":"Dc Type","values":["info:eu-repo/semantics/doctoralThesis"]}]},{"id":"subjects_keywords","label":"Subjects and Keywords","entries":[{"key":"dc:subject","label":"Dc Subject","values":["diritto comparato","Art Law","mercato dell'arte","contratto di vendita","autenticità","vizi del consenso","risoluzione del contratto","Settore GIUR-11/A - Diritto privato comparato"]}]},{"id":"language_rights","label":"Language and Rights","entries":[{"key":"dc:language","label":"Dc Language","values":["ita"]},{"key":"dc:rights","label":"Dc Rights","values":["info:eu-repo/semantics/embargoedAccess","license:Creative commons","license uri:http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/"]}]},{"id":"identifiers","label":"Identifiers","entries":[{"key":"dc:identifier","label":"Identifier","values":["https://hdl.handle.net/2434/1216621"]}]},{"id":"additional","label":"Additional Metadata","entries":[{"key":"dc:description","label":"Description","values":["Il presente elaborato si propone di studiare, in prospettiva comparata, l’evoluzione nell’applicazione dei classici paradigmi giuridici, intimamente ispirati al rigore e alla chiarezza, al “sistema arte”, notoriamente poco trasparente e dispiegantesi attraverso prassi eterogenee. Conseguenza dell’iperbolica crescita del mercato dell’arte è difatti il parimenti tumultuoso incremento delle problematiche giuridiche sottese al trasferimento di proprietà delle opere, pratica indissolubilmente animata dalla necessità di verificarne e garantirne l’autenticità. Nella quasi totale assenza di un assetto normativo ad hoc – aspetto, questo, che accomuna numerosi ordinamenti giuridici contemporanei, si noterà che a destare maggiori controversie e particolari complessità, tanto nei sistemi di civil law quanto in quelli di common law ̧ è proprio la mancanza di chiarezza per quanto concerne i criteri di applicazione alla vendita di beni mobili di interesse artistico dei classici rimedi di risoluzione e di annullamento del contratto per errore. L’analisi prenderà così le mosse da alcuni dei principali ordinamenti della Western Legal Tradition – Italia, Francia, Regno Unito e Stati Uniti – individuati sulla base della loro rilevanza storica, normativa e operativa nel panorama internazionale dell’arte, con l’obiettivo di restituire una rappresentazione fedele e una sistematizzazione ragionata dell’esistente, mappando e verificando la tenuta dei paradigmi contrattuali tradizionali in un contesto peculiare. In proposito, si osserverà che nei Paesi di civil law, l’acquirente di un’opera mal attribuita, laddove la ragione portante dell’acquisto coincida proprio con l’affidamento riposto nella corrispondenza tra una certa opera e un certo autore, può ricorrere alle soluzioni classiche del diritto positivo. Italia e Francia, ad esempio, sono accomunate dalla possibilità di esperire l’azione di risoluzione per mancanza o difetto di qualità essenziali dell’opera o, ancora, per aliud pro alio/non-conformité quale vizio funzionale della vicenda contrattuale, nonché di annullamento del contratto per vizi del consenso. Si noterà che in Francia, anche alla luce della recente riforma, l’azione di risoluzione parrebbe utilizzata di rado, trattandosi di un rimedio sussidiario rispetto ad un’altra fondamentale azione: quella di annullamento per errore. Quest’ultima, in Italia, trovando nondimeno una propria dimensione applicativa ed essendo stata a lungo oggetto di studi dottrinali, risulta però essere rimedio azionabile solo in assenza di dichiarazione o garanzia di autenticità dell’opera d’arte venduta. Nei Paesi di common law, per contro, il contratto di vendita è in generale caratterizzato dal noto e rigoroso principio del caveat emptor. Quanto all’acquirente di opere d’arte, a tutela della propria posizione, egli dispone, oltre all’azione per violazione delle clausole del contratto, di quella per mistake e misrepresentation. Sulla trama rimediale così delineata, si tenterà, pertanto, di individuare spazi di convergenza, tendenze trasversali e sviluppi giurisprudenziali o dottrinali che possano favorire l’elaborazione di nuove categorie o approcci interpretativi, offrendo spunti per una razionalizzazione delle prassi e per una riscrittura funzionale di alcuni istituti, superando altresì la generale assenza di percezione delle complessità che stanno alla base del contesto in esame.","This dissertation aims to examine, from a comparative perspective, the evolution in the application of classical legal paradigms—traditionally grounded in rigor and clarity—to the “art system,” a notoriously opaque sphere shaped by heterogeneous practices. The exponential growth of the art market has been accompanied by a corresponding surge in legal issues underlying the transfer of ownership, inherently linked to the need to verify and guarantee the authenticity of artworks. In the near-total absence of dedicated regulatory frameworks—a feature common to many contemporary legal systems—the principal source of disputes and complexity, in both civil law and common law jurisdictions, arises from the lack of clarity regarding the application, to movable cultural goods, of traditional remedies such as contract rescission and annulment for mistake. The analysis focuses on key jurisdictions of the Western Legal Tradition—Italy, France, the United Kingdom, and the United States—selected for their historical, normative, and operational relevance in the international art market. The study seeks to provide a faithful representation and reasoned systematization of existing practices, mapping and assessing the resilience of traditional contractual paradigms in this peculiar context. In civil law countries, an acquirer of a misattributed artwork—where the purchase was primarily motivated by reliance on the correspondence between a specific work and its supposed author—may invoke classical remedies. Italy and France, for example, share the possibility of seeking contract rescission for the absence or defect of essential qualities of the work or, alternatively, under the doctrines of aliud pro alio/non-conformité, as well as annulment for vitiated consent. In France, particularly in light of recent reforms, rescission appears rarely employed, being a subsidiary remedy to the principal action of annulment for mistake. In Italy, annulment has a recognized, though limited, application, contingent on the absence of express representations or warranties regarding authenticity. By contrast, common law jurisdictions generally frame sales contracts under the strict principle of caveat emptor. Buyers of artworks may, however, protect their position through claims for breach of contract, mistake, or misrepresentation. Within this remedial framework, the dissertation aims to identify points of convergence, cross-cutting trends, and jurisprudential or doctrinal developments that may inform the creation of new interpretative approaches or categories, offering guidance for the rationalization of practices and the functional reformulation of specific legal instruments, while also addressing the general lack of awareness of the underlying complexities of the art market."]},{"key":"dc:title","label":"Title","values":["LA TUTELA DELL¿ACQUIRENTE DI OPERE D¿ARTE: UNO STUDIO DI DIRITTO COMPARATO"]}]}],"canonical_facts":{"dc:contributor":["tutor: A. Candian","ordinaria di Diritto Privato Comparato (unimi) co-tutor: A. Donati","associata di Diritto Privato Comparato (unimib)","F. Gattillo","CANDIAN, ALBINA","LUDOVICO, GIUSEPPE"],"dc:creator":["GATTILLO, FEDERICA"],"dc:date":["2026-02-09"],"dc:description":["Il presente elaborato si propone di studiare, in prospettiva comparata, l’evoluzione nell’applicazione dei classici paradigmi giuridici, intimamente ispirati al rigore e alla chiarezza, al “sistema arte”, notoriamente poco trasparente e dispiegantesi attraverso prassi eterogenee. Conseguenza dell’iperbolica crescita del mercato dell’arte è difatti il parimenti tumultuoso incremento delle problematiche giuridiche sottese al trasferimento di proprietà delle opere, pratica indissolubilmente animata dalla necessità di verificarne e garantirne l’autenticità. Nella quasi totale assenza di un assetto normativo ad hoc – aspetto, questo, che accomuna numerosi ordinamenti giuridici contemporanei, si noterà che a destare maggiori controversie e particolari complessità, tanto nei sistemi di civil law quanto in quelli di common law ̧ è proprio la mancanza di chiarezza per quanto concerne i criteri di applicazione alla vendita di beni mobili di interesse artistico dei classici rimedi di risoluzione e di annullamento del contratto per errore. L’analisi prenderà così le mosse da alcuni dei principali ordinamenti della Western Legal Tradition – Italia, Francia, Regno Unito e Stati Uniti – individuati sulla base della loro rilevanza storica, normativa e operativa nel panorama internazionale dell’arte, con l’obiettivo di restituire una rappresentazione fedele e una sistematizzazione ragionata dell’esistente, mappando e verificando la tenuta dei paradigmi contrattuali tradizionali in un contesto peculiare. In proposito, si osserverà che nei Paesi di civil law, l’acquirente di un’opera mal attribuita, laddove la ragione portante dell’acquisto coincida proprio con l’affidamento riposto nella corrispondenza tra una certa opera e un certo autore, può ricorrere alle soluzioni classiche del diritto positivo. Italia e Francia, ad esempio, sono accomunate dalla possibilità di esperire l’azione di risoluzione per mancanza o difetto di qualità essenziali dell’opera o, ancora, per aliud pro alio/non-conformité quale vizio funzionale della vicenda contrattuale, nonché di annullamento del contratto per vizi del consenso. Si noterà che in Francia, anche alla luce della recente riforma, l’azione di risoluzione parrebbe utilizzata di rado, trattandosi di un rimedio sussidiario rispetto ad un’altra fondamentale azione: quella di annullamento per errore. Quest’ultima, in Italia, trovando nondimeno una propria dimensione applicativa ed essendo stata a lungo oggetto di studi dottrinali, risulta però essere rimedio azionabile solo in assenza di dichiarazione o garanzia di autenticità dell’opera d’arte venduta. Nei Paesi di common law, per contro, il contratto di vendita è in generale caratterizzato dal noto e rigoroso principio del caveat emptor. Quanto all’acquirente di opere d’arte, a tutela della propria posizione, egli dispone, oltre all’azione per violazione delle clausole del contratto, di quella per mistake e misrepresentation. Sulla trama rimediale così delineata, si tenterà, pertanto, di individuare spazi di convergenza, tendenze trasversali e sviluppi giurisprudenziali o dottrinali che possano favorire l’elaborazione di nuove categorie o approcci interpretativi, offrendo spunti per una razionalizzazione delle prassi e per una riscrittura funzionale di alcuni istituti, superando altresì la generale assenza di percezione delle complessità che stanno alla base del contesto in esame.","This dissertation aims to examine, from a comparative perspective, the evolution in the application of classical legal paradigms—traditionally grounded in rigor and clarity—to the “art system,” a notoriously opaque sphere shaped by heterogeneous practices. The exponential growth of the art market has been accompanied by a corresponding surge in legal issues underlying the transfer of ownership, inherently linked to the need to verify and guarantee the authenticity of artworks. In the near-total absence of dedicated regulatory frameworks—a feature common to many contemporary legal systems—the principal source of disputes and complexity, in both civil law and common law jurisdictions, arises from the lack of clarity regarding the application, to movable cultural goods, of traditional remedies such as contract rescission and annulment for mistake. The analysis focuses on key jurisdictions of the Western Legal Tradition—Italy, France, the United Kingdom, and the United States—selected for their historical, normative, and operational relevance in the international art market. The study seeks to provide a faithful representation and reasoned systematization of existing practices, mapping and assessing the resilience of traditional contractual paradigms in this peculiar context. In civil law countries, an acquirer of a misattributed artwork—where the purchase was primarily motivated by reliance on the correspondence between a specific work and its supposed author—may invoke classical remedies. Italy and France, for example, share the possibility of seeking contract rescission for the absence or defect of essential qualities of the work or, alternatively, under the doctrines of aliud pro alio/non-conformité, as well as annulment for vitiated consent. In France, particularly in light of recent reforms, rescission appears rarely employed, being a subsidiary remedy to the principal action of annulment for mistake. In Italy, annulment has a recognized, though limited, application, contingent on the absence of express representations or warranties regarding authenticity. By contrast, common law jurisdictions generally frame sales contracts under the strict principle of caveat emptor. Buyers of artworks may, however, protect their position through claims for breach of contract, mistake, or misrepresentation. Within this remedial framework, the dissertation aims to identify points of convergence, cross-cutting trends, and jurisprudential or doctrinal developments that may inform the creation of new interpretative approaches or categories, offering guidance for the rationalization of practices and the functional reformulation of specific legal instruments, while also addressing the general lack of awareness of the underlying complexities of the art market."],"dc:identifier":["https://hdl.handle.net/2434/1216621"],"dc:language":["ita"],"dc:publisher":["Università degli Studi di Milano","place:Università Statale di Milano"],"dc:relation":["numberofpages:420"],"dc:rights":["info:eu-repo/semantics/embargoedAccess","license:Creative commons","license uri:http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/"],"dc:subject":["diritto comparato","Art Law","mercato dell'arte","contratto di vendita","autenticità","vizi del consenso","risoluzione del contratto","Settore GIUR-11/A - Diritto privato comparato"],"dc:title":["LA TUTELA DELL¿ACQUIRENTE DI OPERE D¿ARTE: UNO STUDIO DI DIRITTO COMPARATO"],"dc:type":["info:eu-repo/semantics/doctoralThesis"]},"updated_at":"2026-07-27T20:18:46Z"}