{"id":{"repo_id":"milano","oai_identifier":"oai:air.unimi.it:2434/1199876"},"canonical_url":"https://search.dev.ndltd.org/etd/milano/oai:air.unimi.it:2434/1199876","repository":{"repo_id":"milano","name":"Università degli Studi di Milano","base_url":"https://air.unimi.it/oai/request"},"display":{"title":"PREDIZIONE DECISORIA E GIUSTIZIA PENALE: MACHINA IUS DICERE POTEST?","abstract":"La tesi indaga l’interazione tra intelligenza artificiale e ius dicere, con particolare attenzione al ruolo della giustizia predittiva intesa, nella sua accezione più restrittiva, come analisi algoritmica dei precedenti giurisprudenziali. Nel vaglio della compatibilità di tali strumenti con lo statuto epistemologico e le regole decisorie che governano il processo penale risiede, pertanto, il fine ultimo della presente ricerca, tesa a prospettare rischi e opportunità del futuribile ruolo della logica computazionale nella formazione del thema decidendum. Il primo capitolo analizza il rapporto tra sistemi predittivi e certezza del diritto, soffermandosi sui diversi modelli di ragionamento algoritmico e sui limiti della decisione automatizzata rispetto alle dinamiche cognitive e valutative proprie del giudice umano. Il secondo capitolo ricostruisce, poi, il quadro normativo europeo e sovranazionale in materia di intelligenza artificiale, da un lato, evidenziando la persistente tensione tra efficientismo tecnologico e tutela dei diritti fondamentali e, dall’altro, sottolineando la difficoltà di conciliare uniformità e prevedibilità delle decisioni con i principi del giusto processo. Il terzo capitolo, infine, affronta il tema della compatibilità tra logica algoritmica e regole di giudizio, alla luce della riscontrata impossibilità di ridurre la decisione penale a un mero output probabilistico, nonché della necessità di preservare l’immediatezza percettiva e la capacità di intus legere del giudice.","abstract_html":"La tesi indaga l’interazione tra intelligenza artificiale e ius dicere, con particolare attenzione al ruolo della giustizia predittiva intesa, nella sua accezione più restrittiva, come analisi algoritmica dei precedenti giurisprudenziali. Nel vaglio della compatibilità di tali strumenti con lo statuto epistemologico e le regole decisorie che governano il processo penale risiede, pertanto, il fine ultimo della presente ricerca, tesa a prospettare rischi e opportunità del futuribile ruolo della logica computazionale nella formazione del thema decidendum. Il primo capitolo analizza il rapporto tra sistemi predittivi e certezza del diritto, soffermandosi sui diversi modelli di ragionamento algoritmico e sui limiti della decisione automatizzata rispetto alle dinamiche cognitive e valutative proprie del giudice umano. Il secondo capitolo ricostruisce, poi, il quadro normativo europeo e sovranazionale in materia di intelligenza artificiale, da un lato, evidenziando la persistente tensione tra efficientismo tecnologico e tutela dei diritti fondamentali e, dall’altro, sottolineando la difficoltà di conciliare uniformità e prevedibilità delle decisioni con i principi del giusto processo. 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Il terzo capitolo, infine, affronta il tema della compatibilità tra logica algoritmica e regole di giudizio, alla luce della riscontrata impossibilità di ridurre la decisione penale a un mero output probabilistico, nonché della necessità di preservare l’immediatezza percettiva e la capacità di intus legere del giudice.","The thesis examines the interaction between artificial intelligence and the power of ius dicere, with particular attention to the role of predictive justice, in its most restrictive sense, as the algorithmic analysis of judicial precedents. The ultimate goal of this research is, therefore, to scrutinize the compatibility of these tools with the epistemological criteria of criminal law, aiming to outline the risks and opportunities of the future role of computational logic in the formation of the thema decidendum. The first chapter examines the connection between predictive systems and the certainty of law, focusing on the various models of algorithmic reasoning and the limitations of automated decision-making in comparison to the cognitive and evaluative dynamics of human judges. Then, the second chapter reconstructs the international regulatory framework on artificial intelligence, highlighting, on one hand, the persistent tension between technological efficiency and the protection of fundamental rights and, on the other hand, underscoring the difficulty of reconciling the uniformity and predictability of decisions with the principles of due process. Finally, the third chapter addresses the theme of compatibility between algorithmic logic and rules of judgment, in light of the confirmed impossibility of reducing the criminal decision to a mere probabilistic output, as well as the necessity of preserving the perceptive immediacy and the capacity of intus legere (the ability to truly understand or \"read within\") of the judge."]},{"key":"dc:title","label":"Title","values":["PREDIZIONE DECISORIA E GIUSTIZIA PENALE: MACHINA IUS DICERE POTEST?"]}]}],"canonical_facts":{"dc:contributor":["tutor: L. B. C. Camaldo; co-tutor: P. Perri; coordinatore: F. Poggi","L. Mantovani","CAMALDO, LUCIO BRUNO CRISTIANO","POGGI, FRANCESCA"],"dc:creator":["MANTOVANI, LETIZIA"],"dc:date":["2025-12-15"],"dc:description":["La tesi indaga l’interazione tra intelligenza artificiale e ius dicere, con particolare attenzione al ruolo della giustizia predittiva intesa, nella sua accezione più restrittiva, come analisi algoritmica dei precedenti giurisprudenziali. 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Finally, the third chapter addresses the theme of compatibility between algorithmic logic and rules of judgment, in light of the confirmed impossibility of reducing the criminal decision to a mere probabilistic output, as well as the necessity of preserving the perceptive immediacy and the capacity of intus legere (the ability to truly understand or \"read within\") of the judge."],"dc:identifier":["https://hdl.handle.net/2434/1199876"],"dc:language":["ita"],"dc:publisher":["Università degli Studi di Milano"],"dc:relation":["numberofpages:307"],"dc:rights":["info:eu-repo/semantics/openAccess","license:Creative commons","license uri:http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/"],"dc:subject":["intelligenza artificiale","giustizia predittiva","processo penale","decisione penale","regola di giudizio","Settore GIUR-13/A - Diritto processuale penale"],"dc:title":["PREDIZIONE DECISORIA E GIUSTIZIA PENALE: MACHINA IUS DICERE POTEST?"],"dc:type":["info:eu-repo/semantics/doctoralThesis"]},"updated_at":"2026-07-27T20:18:46Z"}