Università degli Studi di Milano
LA GIUSTIZIA ALGORITMICA ALLA PROVA DELLE GARANZIE COSTITUZIONALI
Abstract
dc:descriptionLa giustizia algoritmica, intesa come l’impiego di algoritmi e dell’intelligenza artificiale all’interno dei sistemi giudiziari, ha già sollevato numerosi interrogativi sul piano delle garanzie costituzionali. Ancorché negli ordinamenti europei e in quello italiano sia ad oggi confinata a iniziative sperimentali e non abbia ancora raggiunto un impiego strutturale, alcune esperienze straniere, soprattutto quella statunitense, hanno già mostrato l’urgenza di analizzare il fenomeno da una prospettiva costituzionalistica. Dopo un primo capitolo introduttivo in cui viene delimitato il perimetro dell’indagine e indicata la metodologia utilizzata nella ricerca, una prima parte del lavoro, secondo un metodo empirico e induttivo, è dedicata all’analisi dello stato dell’arte della giustizia algoritmica, con un approfondimento particolare sull’esperienza statunitense di impiego di strumenti di previsione del rischio di recidiva nel procedimento penale e sugli esperimenti della cd. giustizia predittiva negli ordinamenti europei. La seconda parte mira invece alla ricognizione degli approcci regolatori dell’intelligenza artificiale e della giustizia algoritmica negli Stati Uniti e in Europa, nel cui ambito sono di recente stati approvati il Regolamento sull’intelligenza artificiale (Unione Europea) e la Convenzione quadro sull’intelligenza artificiale (Consiglio d’Europa). Chiariti stato dell’arte e regolazione, la terza parte della tesi riflette sull’impatto dell’impiego degli algoritmi sulla decisione del giudice e sulle ricadute che ciò comporta sulle garanzie costituzionali, in particolar modo su quelle legate al giusto processo nella prospettiva costituzionale europea. Muovendo dagli insegnamenti della vasta giurisprudenza americana sulla compatibilità degli algoritmi impiegati nel processo con la discrezionalità del giudice e con il due process of law, l’indagine si focalizza su quelle garanzie costituzionali che, ad oggi, appaiono più “sotto pressione” in conseguenza dell’utilizzo di algoritmi da parte del giudice, tra cui l’indipendenza e l’imparzialità dello stesso, il diritto di difesa, la parità delle armi e il diritto a un ricorso effettivo. Infine, presa coscienza delle problematiche in gioco, l’ultima parte del lavoro tenta, anche alla luce delle recenti soluzioni normative adottate in Europa, di ragionare sul giusto processo algoritmico, guardando i limiti e le opportunità della giustizia algoritmica e le guarentigie necessarie per accompagnare tale profondo cambiamento.
Degree
thesis:*- Grantor dc:publisher
- Università degli Studi di Milano
- Year dc:date
- 2024
Author and committee
dc:creator, dc:contributor.*- Author dc:creator
-
- VALSECCHI, ANDREA
- Contributors dc:contributor
-
- tutor: B. Randazzo ; coordinatrice: F. Biondi
- A. Valsecchi
- RANDAZZO, BARBARA
- BIONDI, FRANCESCA
Subjects
dc:subject × 1Rights
dc:rights- Statement dc:rights
-
- info:eu-repo/semantics/openAccess
- Language dc:language
- ita
Identifiers
dc:identifier.*- Identifier
-
http://dx.doi.org/10.13130/valsecchi-andrea_phd2024-12-18
10.13130/valsecchi-andrea_phd2024-12-18 - OAI identifier oai:identifier
- oai:air.unimi.it:2434/1119009