Università degli Studi di Milano
PACTA SUNT SERVANDA NELL'ORDINAMENTO DELLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI: MECCANISMI E STRUMENTI VOLTI A FAVORIRE L'ADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI SOCIALI
Abstract
dc:descriptionA fronte dell’ampio e pervasivo sviluppo del fenomeno dell’organizzazione internazionale a partire dal secondo dopoguerra, negli ultimi decenni l’operato delle organizzazioni internazionali è stato sottoposto a critiche crescenti, da parte della dottrina e dell’opinione pubblica, in ragione dei risultati ottenuti, giudicati spesso insoddisfacenti, degli ingenti costi connessi alla gestione di tali apparati e dell’erosione dei poteri connessi alla sovranità nazionale che si determina in capo ai membri dell’ente. Il complesso di tale criticità, da un lato, ha contribuito al riemergere di una tendenza all’unilateralismo e, dall’altro, ha finito per mettere in dubbio la stessa percezione che la cooperazione istituzionalizzata nel quadro delle organizzazioni internazionali sia lo strumento migliore offerto dal diritto internazionale ai fini di una miglior gestione delle relazioni internazionali. Le censure avanzate nei confronti delle organizzazioni internazionali non sono confutabili con argomentazioni semplicistiche o di principio. Al contrario, è ineludibile la ricerca di soluzioni giuridiche che rendano maggiormente efficace l’azione delle organizzazioni internazionali e che siano tali da garantire un proficuo coordinamento tra gli Stati membri nelle materie di competenza dell’ente. In tale quadro, si rende in particolare necessario individuare meccanismi e strumenti idonei ad assicurare che gli Stati membri adempiano al complesso degli obblighi derivanti dalla partecipazione all’ente. Dalla natura funzionale delle organizzazioni internazionali, infatti, consegue che l’applicazione delle norme dell’ente avvenga, perlopiù, a livello decentrato, attraverso gli organi degli Stati membri; di qui, la debolezza del sistema posto a garanzia dell’ordinamento dell’ente potrebbe dunque concorrere a rallentare, se non addirittura a bloccare l’attività delle organizzazioni internazionali. La tesi è così finalizzata, anzitutto, a offrire una ricostruzione ampia e sistematica di come i principali strumenti attraverso cui le organizzazioni internazionali mirano a favorire il rispetto degli obblighi sociali da parte degli Stati membri, ossia le sanzioni, il controllo e la condizionalità, sono disciplinati a livello normativo negli ordinamenti di tali enti e della relativa prassi applicativa. Al fine di formare un campione quantitativamente significativo e, al contempo, sufficientemente rappresentativo dell’eterogeneità del fenomeno dell’organizzazione internazionale, tale indagine verrà estesa, adottando un approccio comparativo, a 60 organizzazioni internazionali. In particolare, l’esame sarà volto a mettere in luce le principali difficoltà che le organizzazioni internazionali riscontrano nell’applicazione di detti strumenti – ovvero, se queste possano essere attribuite a carenze del procedimento o alla loro inadeguatezza rispetto alla finalità della misura in relazione al contenuto dell’obbligo violato – nonché, per contro, quali procedure e modalità applicative siano risultate più efficaci a fini di garanzia dell’ordinamento e hanno così consentito all’organizzazione di funzionare in maniera efficiente nell’espletamento delle competenze che le sono attribuite. La tesi, infine, sarà tesa a individuare, alla luce della prassi, le soluzioni suppletive a cui le organizzazioni internazionali sono ricorse per i casi di mancata previsione o di difficoltà applicativa delle procedure finalizzate a sanzionare l’inadempimento degli obblighi sociali. In simili situazioni di impasse, infatti, è proprio con riferimento al principale strumento attraverso cui le organizzazioni internazionali mirano a favorire l’adempimento degli obblighi sociali da parte dei membri, ossia le sanzioni, che tali enti hanno tentato di individuare, avendo riguardo tanto all’ordinamento interno quanto al diritto internazionale generale, soluzioni alternative o integrative, che permettessero di raggiungere gli stessi fini ultimi a cui detto strumento è generalmente preposto. L’esame sarà ulteriormente volto a verificare in quali casi e su quali presupposti si sia fatto ricorso a tali soluzioni suppletive e se queste già possano offrire spunti di riflessione d’interesse per l’oggetto dell’indagine.
Degree
thesis:*- Grantor dc:publisher
- Università degli Studi di Milano
- Year dc:date
- 2024
Author and committee
dc:creator, dc:contributor.*- Author dc:creator
-
- GALLINARO, ELISA
- Contributors dc:contributor
-
- relatrice: L. Sandrini ; correlatrice: A. Lang ; coordinatrice del corso di dottorato: F. Biondi
- E. Gallinaro
- SANDRINI, LIDIA
- BIONDI, FRANCESCA
Subjects
dc:subject × 7Rights
dc:rights- Statement dc:rights
-
- info:eu-repo/semantics/openAccess
- license:Creative commons
- license uri:http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/
- Language dc:language
- ita
Identifiers
dc:identifier.*- Identifier
-
http://dx.doi.org/10.13130/gallinaro-elisa_phd2024-05-07
10.13130/gallinaro-elisa_phd2024-05-07 - OAI identifier oai:identifier
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