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La tesi indaga l’intreccio tra ricezione dei classici, cultura mediterranea, femminismo e costruzione dell’identità nelle opere di tre autrici: Michael Field (pseudonimo di Katharine Bradley ed Edith Cooper), Amy Levy e Virginia Woolf. Inserite nel tardo vittorianesimo e in dialogo con i primi orizzonti modernisti, queste autrici condividono un confronto con l’antico e le identità queer che forniscono una cornice analitica unitaria. Il lavoro adotta la metodologia dei Women's Studies e degli studi di genere, degli studi culturali, della ricezione dei classici e degli studi mediterranei, considerando il contesto storico e le condizioni materiali con cui, pur escluse da Oxford e Cambridge, queste autrici poterono accedere ai classici.","abstract_html":"Sebbene spesso escluse dalle università e dal Grand Tour, molte donne vittoriane instaurarono un rapporto profondo con il Mediterraneo e con l’antichità greco-latina, non solo come viaggiatrici ma anche come traduttrici, studiose e interpreti culturali, sfidando i vincoli di genere nello studio dei classici. La tesi indaga l’intreccio tra ricezione dei classici, cultura mediterranea, femminismo e costruzione dell’identità nelle opere di tre autrici: Michael Field (pseudonimo di Katharine Bradley ed Edith Cooper), Amy Levy e Virginia Woolf. Inserite nel tardo vittorianesimo e in dialogo con i primi orizzonti modernisti, queste autrici condividono un confronto con l’antico e le identità queer che forniscono una cornice analitica unitaria. 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This thesis examines the intersections among classical reception, Mediterranean culture, feminism and identity formation in selected works by three women writers: Michael Field, the collaborative pseudonym of Katharine Bradley (1846–1914) and Edith Cooper (1862–1913), Amy Levy (1861–1889), and Virginia Woolf. Although writing within the broader context of late Victorian culture, each author also engaged with emerging modernist perspectives, reflecting distinctive historical and cultural positions. Their sustained engagement with classical antiquity and shared queer identities collectively provide a cohesive analytical framework for this research. By adopting the methodology of Women’s Studies, Gender and Cultural Studies, Classical Reception Studies and Mediterranean Studies, I analyse the historical context and the material conditions in which these women, excluded from Oxford and Cambridge, had access to the classics."]},{"key":"dc:title","label":"Title","values":["Greek antiquity, women’s modernity: hellenism in the work of Michael Field, Amy Levy and Virginia Woolf [Antichità greca, modernità delle donne: l’ellenismo nelle opere di Michael Field, Amy Levy e Virginia Woolf]"]}]}],"canonical_facts":{"dc:contributor":["Romano, Silvia","ARCARA, STEFANIA"],"dc:creator":["ROMANO, SILVIA"],"dc:date":["2026-02-02"],"dc:description":["Sebbene spesso escluse dalle università e dal Grand Tour, molte donne vittoriane instaurarono un rapporto profondo con il Mediterraneo e con l’antichità greco-latina, non solo come viaggiatrici ma anche come traduttrici, studiose e interpreti culturali, sfidando i vincoli di genere nello studio dei classici. 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