Università degli studi di Catania
GETI: GEological-geoTechnical Index for Natural Risks Assessment with a Multi-Hazard Approach, Applied to Linear Infrastructure [GETI: Indice GEologico-geoTecnico per la Valutazione dei Rischi Naturali con un Approccio Multi-Pericolosità, Applicato alle Infrastrutture Lineari]
Abstract
dc:descriptionQuesta tesi introduce l’Indice Geologico-geoTecnico (GETI), un nuovo strumento per la valutazione del rischio in ottica multi-pericolosità applicata alle infrastrutture lineari, in particolare ponti e viadotti stradali e autostradali. GETI utilizza un Modello Grafico Probabilistico (PGM), che combina la Rete Bayesiana (BN) e l’Analisi degli Alberi dei Guasti (FTA) per valutare la pericolosità sismica e i suoi effetti secondari. L’indice considera i terremoti come pericolo primario, mentre gli effetti secondari includono frane/caduta massi, liquefazione del suolo/espansione laterale e scuotimento del terreno. Queste pericolisità secondarie sono trattate come agenti simultaneamente sulle strutture, con effetti distinguibili e non sovrapposti. Il modello ibrido BN-FTA consente di mantenere l’indipendenza degli effetti e applicare la probabilità condizionata per calcolare i danni strutturali attesi durante eventi sismici. GETI non è un indice di rischio in senso stretto, poiché utilizza uno scenario sismico fisso basato su un’accelerazione massima del suolo prescritta o basata su spettri di risposta all’accelerazione relativi a un periodo di ritorno selezionato. L’indice ha l’obiettivo di fornire ai gestori delle infrastrutture uno strumento efficace per valutare il rischio sismico da una prospettiva multi-pericolosità e stabilire le priorità per le azioni di mitigazione. Due casi di studio sono stati utilizzati per testare la funzionalità del GETI: un viadotto nel comune di Avezzano, Italia, ed uno a Farmington, Utah, USA. Questi studi hanno dimostrato l’applicabilità dell’indice in condizioni e livelli conoscitivi differenti, nonché la sua sensibilità alle variazioni delle condizioni del terreno. I casi di studio hanno evidenziato che GETI può evidenziare efficacemente i contributi delle singole pericolosità ai danni totali indotti dai terremoti, consentendo una facile identificazione degli impatti predominanti sulle strutture. L’indice si è anche dimostrato in grado di quantificare la riduzione della probabilità di danno conseguente a interventi di mitigazione della vulnerabilità. Le limitazioni dell’attuale formulazione del GETI includono la sua applicabilità solo ai pericoli sismici e l’assunzione di effetti dannosi indipendenti che agiscono simultaneamente. Sviluppi futuri mirano ad affrontare queste problematiche ed estendere l’indice a un vero contesto multi-pericolosità. Nonostante queste limitazioni, GETI raggiunge il suo obiettivo di determinare le percentuali di danno atteso durante i terremoti tenendo conto degli effetti secondari. L’indice costituisce uno strumento efficace per i gestori delle reti al fine di valutare il rischio sismico e stabilire le priorità per le azioni di mitigazione delle infrastrutture lineari.
Degree
thesis:*- Grantor dc:publisher
- Università degli studi di Catania
- Year dc:date
- 2026
Author and committee
dc:creator, dc:contributor.*- Author dc:creator
-
- SALVATORE, NADIA
- Contributors dc:contributor
-
- CONTRAFATTO, Loredana Caterina
Subjects
dc:subject × 8Rights
dc:rights- Statement dc:rights
-
- info:eu-repo/semantics/openAccess
- license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright
- license uri:iris.PUB02
- Language dc:language
- eng
Identifiers
dc:identifier.*- Handle dc:identifier
- https://hdl.handle.net/20.500.11769/724333
- OAI identifier oai:identifier
- oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/724333