{"id":{"repo_id":"catania","oai_identifier":"oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/705893"},"canonical_url":"https://search.dev.ndltd.org/etd/catania/oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/705893","repository":{"repo_id":"catania","name":"Università degli Studi di Catania","base_url":"https://www.iris.unict.it/oai/request"},"display":{"title":"Patrimonio archeologico e comunicazione pubblica: modelli, strumenti e strategie per la valorizzazione in Sicilia","abstract":"Il presente studio propone un’analisi critica e multidisciplinare delle modalità di comunicazione e delle strategie di valorizzazione del patrimonio archeologico siciliano, con particolare attenzione all’efficacia degli strumenti digitali, ai modelli di partecipazione e al ruolo delle istituzioni culturali nel contesto contemporaneo. In un’epoca segnata da una profonda trasformazione dei linguaggi e dei processi comunicativi, la ricerca intende ridefinire il concetto stesso di patrimonio, che da oggetto di tutela diventa oggi risorsa attiva per la crescita culturale, economica e sociale delle comunità. L’indagine si articola in cinque capitoli interconnessi, muovendo dal quadro generale della legislazione nazionale e regionale fino alla formulazione di un modello integrato e sostenibile per la comunicazione e la gestione del patrimonio archeologico. L’analisi prende avvio dall’esame del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.lgs. 42/2004), approfondendo il ruolo dei diversi soggetti istituzionali – Stato, Regioni, Università, enti locali – e la progressiva affermazione delle pratiche di archeologia pubblica e partecipata, intese come strumenti di coinvolgimento diretto dei cittadini nella conoscenza e nella valorizzazione del territorio. Il focus regionale dedicato alla Sicilia consente di ricostruire un articolato panorama identitario e istituzionale, in cui il patrimonio archeologico si configura come espressione di una stratificazione culturale millenaria e, al contempo, come campo d’azione privilegiato per sperimentare nuove forme di comunicazione pubblica. In tale prospettiva, lo studio analizza due importanti strumenti digitali promossi dalla Regione Siciliana – il GeoPortale Sicilia e la piattaforma Sicilia archeologica. Il Sistema dei Parchi – valutandone struttura informativa, accessibilità, design e coerenza comunicativa. L’analisi comparata mette in evidenza punti di forza e criticità, proponendo interventi migliorativi in termini di architettura informativa, user experience e integrazione narrativa. Sulla base dei risultati emersi, la ricerca elabora un modello metodologico di comunicazione della ricerca archeologica fondato su principi di trasparenza, partecipazione e responsabilità etica. Tale modello integra strategie di progettazione transmediale, pratiche di branding culturale e strumenti di monitoraggio dell’impatto comunicativo. Il caso studio della missione archeologica di Villa romana di Durrueli (Realmonte, AG) offre un’applicazione concreta di tali riflessioni, dimostrando come la collaborazione tra Università e Regione possa generare processi virtuosi di valorizzazione territoriale, innovazione culturale e coesione comunitaria. In conclusione, il lavoro propone la costruzione di un ecosistema comunicativo unitario e sostenibile, in cui la comunicazione istituzionale e quella della ricerca convergano in un dialogo aperto con i cittadini. L’obiettivo è quello di rendere il patrimonio archeologico siciliano uno spazio vivo, accessibile e partecipato: un laboratorio permanente di educazione, sviluppo e identità condivisa.","abstract_html":"Il presente studio propone un’analisi critica e multidisciplinare delle modalità di comunicazione e delle strategie di valorizzazione del patrimonio archeologico siciliano, con particolare attenzione all’efficacia degli strumenti digitali, ai modelli di partecipazione e al ruolo delle istituzioni culturali nel contesto contemporaneo. In un’epoca segnata da una profonda trasformazione dei linguaggi e dei processi comunicativi, la ricerca intende ridefinire il concetto stesso di patrimonio, che da oggetto di tutela diventa oggi risorsa attiva per la crescita culturale, economica e sociale delle comunità. 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Il focus regionale dedicato alla Sicilia consente di ricostruire un articolato panorama identitario e istituzionale, in cui il patrimonio archeologico si configura come espressione di una stratificazione culturale millenaria e, al contempo, come campo d’azione privilegiato per sperimentare nuove forme di comunicazione pubblica. In tale prospettiva, lo studio analizza due importanti strumenti digitali promossi dalla Regione Siciliana – il GeoPortale Sicilia e la piattaforma Sicilia archeologica. Il Sistema dei Parchi – valutandone struttura informativa, accessibilità, design e coerenza comunicativa. L’analisi comparata mette in evidenza punti di forza e criticità, proponendo interventi migliorativi in termini di architettura informativa, user experience e integrazione narrativa. Sulla base dei risultati emersi, la ricerca elabora un modello metodologico di comunicazione della ricerca archeologica fondato su principi di trasparenza, partecipazione e responsabilità etica. Tale modello integra strategie di progettazione transmediale, pratiche di branding culturale e strumenti di monitoraggio dell’impatto comunicativo. Il caso studio della missione archeologica di Villa romana di Durrueli (Realmonte, AG) offre un’applicazione concreta di tali riflessioni, dimostrando come la collaborazione tra Università e Regione possa generare processi virtuosi di valorizzazione territoriale, innovazione culturale e coesione comunitaria. In conclusione, il lavoro propone la costruzione di un ecosistema comunicativo unitario e sostenibile, in cui la comunicazione istituzionale e quella della ricerca convergano in un dialogo aperto con i cittadini. L’obiettivo è quello di rendere il patrimonio archeologico siciliano uno spazio vivo, accessibile e partecipato: un laboratorio permanente di educazione, sviluppo e identità condivisa.","This study presents a critical and multidisciplinary analysis of the communication methods and enhancement strategies applied to Sicilian archaeological heritage, with particular attention to the effectiveness of digital tools, participatory models, and the evolving role of cultural institutions in the contemporary context. In an era marked by a profound transformation of communicative paradigms, this research aims to redefine the very concept of heritage — no longer conceived solely as an object of protection, but as an active resource for cultural growth, social cohesion, and territorial development. The investigation is structured across five interrelated chapters, moving from the national and regional legislative framework to the formulation of an integrated and sustainable model for the management and communication of archaeological heritage. The analysis begins with an examination of the Italian Cultural Heritage and Landscape Code (Legislative Decree 42/2004), exploring the roles of institutional actors — the State, Regions, Universities, and local authorities — and the growing importance of public and participatory archaeology as a methodological approach that fosters active community involvement in research and heritage valorization. The regional focus on Sicily provides a complex cultural and institutional landscape, where archaeological heritage emerges both as the result of millennia of cultural stratification and as a privileged field for experimenting with innovative forms of public communication. Within this framework, the study examines two major digital platforms promoted by the Sicilian Region — GeoPortale Sicilia and Sicilia archeologica. Il Sistema dei Parchi — assessing their informational structure, accessibility, design, and communicative coherence. The comparative analysis highlights both strengths and weaknesses, suggesting specific improvements in terms of information architecture, user experience, and narrative integration. Building on these findings, the research proposes a methodological model for communicating archaeological research grounded in transparency, participation, and ethical responsibility. The model integrates transmedia design strategies, cultural branding practices, and communication impact assessment tools. The case study of the archaeological mission at Villa Romana di Durrueli (Realmonte, Agrigento) offers a concrete application of these principles, demonstrating how structured collaboration between Universities and the Sicilian Region can foster virtuous processes of territorial enhancement, cultural innovation, and community engagement. Ultimately, the study advocates for the creation of a unified and sustainable communicative ecosystem in which institutional and research communication converge in an open dialogue with citizens. The goal is to render Sicilian archaeological heritage a living, accessible, and participatory space — a dynamic laboratory of education, development, and shared identity."]},{"key":"dc:title","label":"Title","values":["Patrimonio archeologico e comunicazione pubblica: modelli, strumenti e strategie per la valorizzazione in Sicilia"]}]}],"canonical_facts":{"dc:contributor":["Meli, Giusi","MALFITANA, DANIELE"],"dc:creator":["MELI, GIUSI"],"dc:date":["2025-12-19"],"dc:description":["Il presente studio propone un’analisi critica e multidisciplinare delle modalità di comunicazione e delle strategie di valorizzazione del patrimonio archeologico siciliano, con particolare attenzione all’efficacia degli strumenti digitali, ai modelli di partecipazione e al ruolo delle istituzioni culturali nel contesto contemporaneo. In un’epoca segnata da una profonda trasformazione dei linguaggi e dei processi comunicativi, la ricerca intende ridefinire il concetto stesso di patrimonio, che da oggetto di tutela diventa oggi risorsa attiva per la crescita culturale, economica e sociale delle comunità. L’indagine si articola in cinque capitoli interconnessi, muovendo dal quadro generale della legislazione nazionale e regionale fino alla formulazione di un modello integrato e sostenibile per la comunicazione e la gestione del patrimonio archeologico. L’analisi prende avvio dall’esame del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.lgs. 42/2004), approfondendo il ruolo dei diversi soggetti istituzionali – Stato, Regioni, Università, enti locali – e la progressiva affermazione delle pratiche di archeologia pubblica e partecipata, intese come strumenti di coinvolgimento diretto dei cittadini nella conoscenza e nella valorizzazione del territorio. Il focus regionale dedicato alla Sicilia consente di ricostruire un articolato panorama identitario e istituzionale, in cui il patrimonio archeologico si configura come espressione di una stratificazione culturale millenaria e, al contempo, come campo d’azione privilegiato per sperimentare nuove forme di comunicazione pubblica. In tale prospettiva, lo studio analizza due importanti strumenti digitali promossi dalla Regione Siciliana – il GeoPortale Sicilia e la piattaforma Sicilia archeologica. Il Sistema dei Parchi – valutandone struttura informativa, accessibilità, design e coerenza comunicativa. L’analisi comparata mette in evidenza punti di forza e criticità, proponendo interventi migliorativi in termini di architettura informativa, user experience e integrazione narrativa. Sulla base dei risultati emersi, la ricerca elabora un modello metodologico di comunicazione della ricerca archeologica fondato su principi di trasparenza, partecipazione e responsabilità etica. Tale modello integra strategie di progettazione transmediale, pratiche di branding culturale e strumenti di monitoraggio dell’impatto comunicativo. Il caso studio della missione archeologica di Villa romana di Durrueli (Realmonte, AG) offre un’applicazione concreta di tali riflessioni, dimostrando come la collaborazione tra Università e Regione possa generare processi virtuosi di valorizzazione territoriale, innovazione culturale e coesione comunitaria. In conclusione, il lavoro propone la costruzione di un ecosistema comunicativo unitario e sostenibile, in cui la comunicazione istituzionale e quella della ricerca convergano in un dialogo aperto con i cittadini. L’obiettivo è quello di rendere il patrimonio archeologico siciliano uno spazio vivo, accessibile e partecipato: un laboratorio permanente di educazione, sviluppo e identità condivisa.","This study presents a critical and multidisciplinary analysis of the communication methods and enhancement strategies applied to Sicilian archaeological heritage, with particular attention to the effectiveness of digital tools, participatory models, and the evolving role of cultural institutions in the contemporary context. In an era marked by a profound transformation of communicative paradigms, this research aims to redefine the very concept of heritage — no longer conceived solely as an object of protection, but as an active resource for cultural growth, social cohesion, and territorial development. The investigation is structured across five interrelated chapters, moving from the national and regional legislative framework to the formulation of an integrated and sustainable model for the management and communication of archaeological heritage. The analysis begins with an examination of the Italian Cultural Heritage and Landscape Code (Legislative Decree 42/2004), exploring the roles of institutional actors — the State, Regions, Universities, and local authorities — and the growing importance of public and participatory archaeology as a methodological approach that fosters active community involvement in research and heritage valorization. The regional focus on Sicily provides a complex cultural and institutional landscape, where archaeological heritage emerges both as the result of millennia of cultural stratification and as a privileged field for experimenting with innovative forms of public communication. Within this framework, the study examines two major digital platforms promoted by the Sicilian Region — GeoPortale Sicilia and Sicilia archeologica. Il Sistema dei Parchi — assessing their informational structure, accessibility, design, and communicative coherence. The comparative analysis highlights both strengths and weaknesses, suggesting specific improvements in terms of information architecture, user experience, and narrative integration. Building on these findings, the research proposes a methodological model for communicating archaeological research grounded in transparency, participation, and ethical responsibility. The model integrates transmedia design strategies, cultural branding practices, and communication impact assessment tools. The case study of the archaeological mission at Villa Romana di Durrueli (Realmonte, Agrigento) offers a concrete application of these principles, demonstrating how structured collaboration between Universities and the Sicilian Region can foster virtuous processes of territorial enhancement, cultural innovation, and community engagement. Ultimately, the study advocates for the creation of a unified and sustainable communicative ecosystem in which institutional and research communication converge in an open dialogue with citizens. 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