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Università degli studi di Catania

Paesaggio, identità, desertificazione: una prospettiva sociologica sulla crisi ambientale in Sicilia

Abstract

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La ricerca dottorale proposta nei capitoli che seguono si propone di fornire un’analisi approfondita e sistematica del paesaggio siciliano, inteso come “bene comune” nel cui ambito le dinamiche ambientali, culturali e politiche si intrecciano tra loro, contribuendo a configurare processi complessi e multilivello. Attraverso l’esclusivo impiego dei principi e degli insegnamenti della sociologia dell’ambiente e del territorio, lo studio proposto si prefigge l’obiettivo di esaminare in modo rigoroso le trasformazioni del paesaggio siciliano, mettendo in evidenza la sua duplice natura di bene comune e di spazio di contesa, e indagando le risposte adottate dalle comunità e dalle istituzioni di fronte alle crescenti pressioni ambientali in atto. L’elaborato si struttura in sei capitoli, ciascuno dei quali affronta tematiche specifiche ma interconnesse. Nel primo e nel secondo capitolo il paesaggio siciliano viene indagato, in chiave socio-territoriale, come il risultato di processi e di pratiche sociali che ne hanno plasmato la struttura e il significato. Nel corso della trattazione vengono ricostruite le radici concettuali e teoriche attraverso cui il paesaggio ha assunto il ruolo di “bene comune” nel pensiero della sociologia dell’ambiente. Si evidenzia che il territorio siciliano, lungi dal poter essere considerato esclusivamente come un semplice scenario di bellezza naturale, rappresenta invece un insieme complesso in cui le pratiche di conservazione, le politiche di pianificazione e le logiche che regolano il funzionamento del mercato si intrecciano in modo dialettico e confliggente. Le modalità di “musealizzazione” e di mercificazione del paesaggio (si pensi al concetto del borgo agricolo o al fenomeno della mercificazione turistica dei luoghi) sono analizzate come strategie ambivalenti: da un lato esse mirano a preservare e a celebrare la ricchezza ambientale e culturale dell’isola, dall’altro rischiano di escludere dall’interno le comunità locali e di barattare il patrimonio paesaggistico siciliano con interessi economici di matrice consumistica. In questo quadro, il “diritto al paesaggio” viene inteso non soltanto come una garanzia formale prevista da normative di tutela (prima fra tutte la Carta Costituzionale italiana, che all’articolo 9, ricorda a tutti che: “La Repubblica (...) tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni), bensì come un diritto collettivo, garantito a tutti e con efficacia erga omnes, che impone il coinvolgimento attivo della cittadinanza nella definizione delle regole d’uso e nella gestione delle risorse territoriali. Tale orizzonte concettuale, elaborata interamente all’interno dei riferimenti teorici della sociologia dell’ambiente e del territorio, stabilisce le premesse per un’analisi che supera la dicotomia tradizionale tra natura e cultura, evidenziando come il paesaggio rappresenti un elemento costitutivo dell’identità e della memoria di una collettività. I capitoli terzo e quarto sono dedicati alla descrizione della classificazione delle aree naturali protette e dell’individuazione delle attuali strategie di sviluppo territoriale in Sicilia. L’obbiettivo del capitolo è quello di fornire una sistematica descrizione delle diverse tipologie di aree naturali protette, approfondendo quali sono i vincoli normativi e paesaggistici che regolano la fruizione di parte del paesaggio siciliano. Verranno individuati gli obiettivi e la struttura delle Rete Natura 2000, la quale risulta essere altamente ramificata in Sicilia. Sul versante della pianificazione territoriale verranno definiti ed introdotti i Gruppi d'Azione Locale (GAL), i quali rappresentano uno strumento promosso dall'Unione Europea per sviluppare piani e programmi di interventi dedicati al miglioramento socio-economico delle comunità rurali. Nello stesso orizzonte concettuale si colloca anche l’analisi successivamente proposta, volta a spiegare, brevemente, la Strategia Nazionale delle Aree interne. Infine, il capitolo si conclude con un focus specifico sui quattro Parchi Regionali siciliani i quali, come si spiegherà nel capitolo seguente, contribuiscono a garantire il mantenimento, da parte dell’ambiente che ci circonda, delle proprie funzioni ecosistemiche. Il quinto capitolo affronta in maniera dettagliata le sfide ambientali che investono il paesaggio siciliano in ragione del cambiamento climatico in atto. La trattazione parte da un’introduzione che contestualizza la vulnerabilità dell’isola, mettendo in rilievo come la conformazione morfologica e climatica della Sicilia (nonché la sua posizione privilegia al centro del mar Mediterraneo), unita alle pressioni antropiche, renda il territorio particolarmente vulnerabile a fenomeni quali la siccità, l’aridità, la perdita di biodiversità e la desertificazione, svolgendosi per altro un focus specifico su questo. Attraverso un’approfondita analisi, nel corso della trattazione del capitolo V vengono esaminate le cause strutturali di tali fenomeni, evidenziando il mutare dei cicli idrologici e l’innalzamento delle temperature medie, fattori che determinano la riduzione della fertilità dei suoli e la compromissione dei sistemi agricoli tradizionali (conseguenze negative alle quali partecipano anche le attività antropiche). La trattazione si sofferma, inoltre, sull’impatto negativo della desertificazione, intesa nel presente elaborato con la definizione di perdita di fertilità del suolo, che si manifesta nella progressiva scomparsa degli habitat naturali e nella diminuzione della biodiversità, fenomeni che compromettono la capacità produttiva dei terreni destinati all’agricoltura e la resistenza degli ecosistemi. La perdita di fertilità del suolo viene analizzata non soltanto come una questione ambientale, ma anche come un problema sociale, poiché il declino degli ecosistemi naturali incide direttamente sulle pratiche agrarie, sulle economie locali e sulla fruizione quotidiana del territorio. In questo quinto capitolo, il paesaggio siciliano viene pertanto descritto come un sistema integrato in cui le variabili bio-climatiche interagiscono con le strutture socio‐territoriali, e in cui le sfide derivanti dal cambiamento climatico impongono una revisione dei modelli di gestione e di adattamento. L’avvertita necessità di politiche di mitigazione dei rischi ambientali e di strategie di adattamento agli stessi, basate sui principi della sociologia dell’ambiente e del territorio è qui evidenziata in maniera preminente, proponendo un approccio che sappia coniugare la salvaguardia degli ecosistemi naturali con le esigenze delle comunità locali, in un’ottica di sostenibilità a lungo termine. Il sesto capitolo costituisce la parte empirica della ricerca e si concentra su uno studio condotto nel territorio della provincia di Catania fra gli agricoltori, coltivatori diretti o imprenditori agricoli. Tale analisi si pone l’obiettivo di indagare se e in che modo (oltre che eventualmente in che misura) le modalità di fruizione del territorio siciliano siano mutate a seguito degli effetti del cambiamento climatico, con particolare riferimento alle pratiche dei coltivatori diretti/imprenditori agricoli. Tramite la raccolta di dati qualitativi, ottenuti mediante la somministrazione di una web survey, l’indagine ha rilevato come le condizioni di siccità e di aridità abbiano indotto un ripensamento delle tecniche agricole tradizionali, portando all’adozione di forme di coltivazioni alternative e innovative rispetto a quelle tradizionalmente diffuse in Sicilia. In particolare, i coltivatori diretti hanno evidenziato come la scarsità d’acqua, l’innalzamento delle temperature medie, la progressiva sterilità dei territori siciliani abbiano reso imprescindibile l’utilizzo di tecniche agronomiche più efficienti e meno impattanti, mirate a preservare la fertilità dei terreni e a garantire una produzione agricola compatibile con le tristemente nuove condizioni ambientali. L’analisi empirica, pur essendo circoscritta al territorio della provincia di Catania, offre spunti di riflessione che si estendono a tutto il territorio della Sicilia, evidenziando come il cambiamento climatico sia in grado di rappresentare un fattore di rottura e di rinnovamento, idoneo ad innescare trasformazioni profonde nella relazione fra la comunità e il proprio territorio.

Degree

thesis:*
Grantor dc:publisher
Università degli studi di Catania
Year dc:date
2025

Author and committee

dc:creator, dc:contributor.*
Author dc:creator
  • JELO DI LENTINI, FEDERICO MARIA
Contributors dc:contributor
  • COLLOCA, CARLO

Subjects

dc:subject × 10

Rights

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Statement dc:rights
  • info:eu-repo/semantics/openAccess
  • license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright
  • license uri:iris.PUB02
Language dc:language
ita

Identifiers

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OAI identifier oai:identifier
oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/691041

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Università degli Studi di Catania
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Last updated
2026-07-24
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OAI-PMH GetRecord
citation

JELO DI LENTINI, FEDERICO MARIA. Paesaggio, identità, desertificazione: una prospettiva sociologica sulla crisi ambientale in Sicilia. Università degli studi di Catania, 2025. https://hdl.handle.net/20.500.11769/691041