Back to results

Università degli studi di Catania

Duilio Cambellotti régisseur dell’antico. Memoria, teatro e iconografie dell’effimero

Abstract

dc:description

Nel trentennio compreso tra il 1914 e il 1948, Duilio Cambellotti è impegnato per conto del comitato organizzativo dell’Inda, Istituto Nazionale per il Dramma Antico di Siracusa, nella realizzazione delle scenografiche, dei manifesti, dei costumi e dell’azione drammatica per gli spettacoli al Teatro greco della città siciliana. Pensando a un’arte per il teatro, l’artista romano avverte la necessità di creare un’iconografia contemporanea congeniale al dramma antico, pensando ad elementi di scenotecnica che diano maggiore risalto al logos della tragedia e uniscano la parola classica all’immagine moderna. Se nella realizzazione dei primi impianti scenici Cambellotti si lascia sedurre dal fascino romantico per la citazione archeologica, in seguito giunge a una profonda rivalutazione dei valori estetici dello spazio teatrale che, spogliato dai richiami all’antico, entra in simbiosi con il paesaggio attraverso una volumetria plastica e geometrica, stilizzata e funzionale, più vicina al Razionalismo italiano e all’estetica di quegli anni. A distanza di tempo quella che lo stesso Cambellotti battezza come ‘maniera architettonica’ rimane una lezione sulla scenografia contemporanea di grande impatto che ancora oggi continua a rappresentare una vera e propria linea guida per la messinscena al teatro antico. Attraverso un ricco patrimonio memoriale costituito da tempere, schizzi, bozzetti, figurini, maquettes e piccoli frammenti scenografici in gesso e cartapesta, a cui si aggiunge una fitta documentazione scritta, materiali autografi e un cospicuo corpus fotografico, lo studio ripercorre l’esperienza che lo scenografo Cambellotti compie per il teatro en plein air, focalizzandosi sull’attività di disegnatore, allestitore e teorico della scena che lasciano intendere un profilo professionale vicino alle moderne regie. Il lavoro dell’artista romano prende avvio dall’indagine fatta in primis all’interno degli archivi della Fondazione Inda dove si conserva il Fondo Cambellotti, un ricco dossier cartaceo e iconografico, costituito anche da materiali fotografici che comprovano la sua attività di artista teatrale per i primi dieci Cicli di Rappresentazioni Classiche a Siracusa. A questo materiale si aggiunge una sezione cartacea costituita da una nutrita sezione epistolare a cui va aggiunta anche la rassegna stampa di quegli anni. A questo dossier è stato aggiunto il materiale proveniente dal Fondo Cambellotti custodito presso il Mart di Trento e Rovereto, e il corpus fotografico collezionato dall’artista e conservata presso l’Istituto Centrale di Grafica di Roma. Questo magma vivo di scritti e pensieri costituisce il materiale da cui si genera un raffronto e una rivalutazione della figura dell’artista come régisseur dell’antico, tra memoria, teatro e iconografie dell’effimero. Dalla ricognizione iconografica, dalla rilettura degli scritti autografi e dall’analisi della letteratura critica, prende avvio, infatti, una riflessione sulle strategie compositive ed estetiche che descrivono il processo creativo di Cambellotti, la riattivazione del sentimento del tragico in chiave contemporanea e l’organizzazione dello spettacolo, che ha avvicinato sempre più l’artista all’immagine di regista teatrale ante litteram. Il rientro epistemologico sull’operato dell’artista-scenografo ha suggerito un diverso approccio metodologico. La ricerca si è avvalsa, così, di criteri d’indagine di tipo archivistico, filologico e storico-artistico superando l’univoca prospettiva disciplinare per includere una lettura anche in chiave storico-sociologica e antropologico-culturale, con lo scopo di ampliare gli orizzonti interpretativi e di far emergere riletture inedite mai slegate dalle questioni critiche sull’iconografia teatrale. Dall’utilizzo della lente ermeneutica dei Visual Culture Studies affiora, infatti, un raffronto interessante circa le modalità di rappresentazione, di interpretazione e di fruizione dell’esperienza teatrale en plein air, favorita dall’utilizzo di media e dispositivi visuali che Cambellotti utilizza con grande efficacia e sensibilità nella genesi di una personae poetica. In questa ottica lo studio riflettere sulla nascita moderna del dramma antico a Siracusa e sulla figura poliedrica dell’artista a cui viene affidata la regia dell’immagine antica, ricucendo oggetti e documenti là dove le relazioni reciproche tra questi siano parse finora mute o sconnesse. Si delinea, pertanto, una ricerca finalizzata alla raccolta e allo studio di un patrimonio memoriale che afferente a codici e linguaggi eterogenei chiama in causa sguardi multidisciplinari e conoscenze integrate. Il modus operandi di Cambellotti non prevede, infatti, una gerarchizzante delle immagini, tantomeno dei media. L’artista frequenta indistintamente strumenti visuali misti e intermediali che aprono scenari interpretativi e letture parallele di grande interesse. Il riscontro critico con le posizioni teatrologiche di Wagner, Appia e Craig hanno generato una visione originale sull’operato dell’artista romano, e confermato le sue posizioni circa le soluzioni formali per la messa in scena al Teatro greco di Siracusa, facendolo autore di una propria Gesamtkunstwerk siciliana. Cambellotti stesso ci guida dentro la sua iconosfera, scavalcando i rigidi confini e i paradigmi dello sguardo per raggiunge un tempo e uno spazio engrammatico, dove la natura delle immagini è più complessa e variegata e si spiega anche a partire dalla loro essenza antropologica. La frizione tra storia e mito, tra saperi e deduzioni, tra monumento storico e ricordo emozionato, coesistono pacificamente e trovano un riscontro fattuale dentro le schede cambellottiane a suggello di quella che abbiamo denominato l’officina dell’antico. All’interno di questo dispositivo visuale, uno spazio creativo e di pensiero che riporta in mente le intuizioni di Warburg, si originano confronti che comprovano la predisposizione visuale dell’ artista-scenografo tra la moltitudine di images e un’ininterrotta creazione di pictures che originano una moderna iconografia teatrale che si proietta nel futuro a partire dalla consapevole migrazione di stilemi dall’antico.

Degree

thesis:*
Grantor dc:publisher
Università degli studi di Catania
Year dc:date
2023

Author and committee

dc:creator, dc:contributor.*
Author dc:creator
  • FELICE, GIANCARLO
Contributors dc:contributor
  • RIMINI, STEFANIA

Subjects

dc:subject × 19

Rights

dc:rights
Statement dc:rights
  • info:eu-repo/semantics/openAccess
  • license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright
  • license uri:iris.PUB02
Language dc:language
ita

Identifiers

dc:identifier.*
OAI identifier oai:identifier
oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/597711

Chain of custody

source
Harvested from
Università degli Studi di Catania
Base URL
www.iris.unict.it/oai/request
Last updated
2026-07-24
Source record
OAI-PMH GetRecord
citation

FELICE, GIANCARLO. Duilio Cambellotti régisseur dell’antico. Memoria, teatro e iconografie dell’effimero. Università degli studi di Catania, 2023. https://hdl.handle.net/20.500.11769/597711