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Università degli studi di Catania

Io il Belgio lo bacio due volte. Memorie di migratori emigrati (1946-1984).

Abstract

dc:description

La ricerca indaga la storia delle comunità italiane emigrate in Belgio a seguito degli accordi bilaterali firmati dall Italia e Belgio nel 1946, accordi che prevedevano lo scambio di manodopera non qualificata per l'estrazione mineraria con materie prime, in particolare carbone. Le comunità italiane emigrate hanno vissuto una prima fase d'isolamento, complicata dal disinteresse della società belga che spesso sfociava in atteggiamenti razzisti. L'isolamento nelle zone minerarie era voluto dalle società carbonifere, per non attirare l'attenzione della società e dei sindacati sulle pessime condizioni di lavoro e di vita dei migranti. A partire dai primi anni cinquanta, il ricongiungimento familiare ha permesso alcuni miglioramenti nella vita dei migranti e ha stabilizzato il fenomeno migratorio. La catastrofe di Marcinelle, nel 1956, attira l'attenzione pubblica sulla realtà mineraria. Sebbene le condizioni lavorative restino invariate, la catastrofe permette l'inizio di un percorso di solidarietà e integrazione tra la società ospite e gli immigrati. La crisi del settore carbonifero causa rivolte sindacali e sposta buona parte dell emigrazione nei centri urbani, le miniere sono destinate a essere chiuse tra la fine degli anni settanta e gli anni ottanta. Gli italiani immigrati in Belgio hanno raggiunto l'uguaglianza formale ma soffrono di alcuni gap causati dalle difficoltà sociali tipiche delle comunità migranti. La ricerca si occupa di individuare la differenza narrativa tra la storia dell evento e come questo sia stato percepito dalle comunità migranti, cercando di ricostruire le tappe del percorso migratorio, i momenti sui quali si è basata la costruzione di un identità collettiva e una memoria comune che hanno permesso ai migranti di percepirsi come un unico gruppo compatto. La ricerca è condotta con la metodologia della storia orale. In particolare sono stati intervistati circa quaranta emigrati, tra ex-minatori, figli, mogli ed emigrati di seconda generazione. Le interviste aperte hanno permesso di ricostruire le emozioni e i ricordi sia individuali che collettivi. Dalla ricerca si evince che esiste una differenza narrativa tra l'evento e la sua percezione nella comunità, che origina delle discrasie temporali. Gli emigrati costruiscono una narrazione formale e collettiva della loro esperienza che vede come momenti salienti la catastrofe di Marcinelle, il conflitto generazionale e la vittoria ai mondiali del 1982.

Degree

thesis:*
Grantor dc:publisher
Università degli studi di Catania
Year dc:date
2013

Author and committee

dc:creator, dc:contributor.*
Author dc:creator
  • MILAZZO, CHIARA
Contributors dc:contributor
  • MANGIAMELI, Rosario
  • SCIACCA, Fabrizio

Subjects

dc:subject × 1

Rights

dc:rights
Statement dc:rights
  • info:eu-repo/semantics/openAccess
  • license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright
  • license uri:iris.PUB02
Language dc:language
ita

Identifiers

dc:identifier.*
OAI identifier oai:identifier
oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/588012

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source
Harvested from
Università degli Studi di Catania
Base URL
www.iris.unict.it/oai/request
Last updated
2026-07-24
Source record
OAI-PMH GetRecord
citation

MILAZZO, CHIARA. Io il Belgio lo bacio due volte. Memorie di migratori emigrati (1946-1984).. Università degli studi di Catania, 2013. https://hdl.handle.net/20.500.11769/588012