{"id":{"repo_id":"catania","oai_identifier":"oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/585415"},"canonical_url":"https://search.dev.ndltd.org/etd/catania/oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/585415","repository":{"repo_id":"catania","name":"Università degli Studi di Catania","base_url":"https://www.iris.unict.it/oai/request"},"display":{"title":"L'acte de traduire L'arte della gioia","abstract":"L'arte delle gioia è stato per la sua scrittrice, Goliarda Sapienza, una sorta di libro maledetto. Dopo una gestazione di dieci anni, infatti, la scrittrice ne trascorre altri venti nel vano tentativo di farlo pubblicare, riducendosi per questa ragione alla miseria. Il romanzo viene pubblicato integralmente solo nel 1998, due anni dopo la morte della Sapienza. Il senso di estatico appagamento seguito alla casuale lettura del romanzo, la grande curiosità relativa alle sue vicende editoriali e linguistiche sono all origine di questo lavoro che non può esimersi dal volere indagare quello che pare uno degli assi portanti del romanzo: la lingua. Da qui l'inevitabile necessità di analizzare le forme di questo passaggio, nel tentativo di comprenderle e darne conto. Per raggiungere tale scopo, si è deciso di dare al lavoro una struttura in sei capitoli, nel primo dei quali ci si accosta alle teorie traduttologiche dalle origini ai giorni nostri, soffermandosi con maggiore intento analitico al periodo che muove dal 1950, che segna la fase scientifica degli studi sulla traduzione. La prima parte del secondo capitolo si propone di ripercorrere le politiche linguistiche in Francia dal Medioevo in poi, in modo da poter cogliere, da un punto di vista storico, l'evoluzione non solo della lingua ufficiale, ma anche delle parlate regionali. La seconda parte del capitolo affronta, di conseguenza, la questione della vitalità dei dialetti nella Francia metropolitana, andando a osservarli sia nella loro distribuzione geografica che nelle situazioni in cui oggi sono ancora utilizzati. Nel terzo capitolo, dopo aver cercato di offrire una panoramica dell'impianto linguistico sul quale si è innestata la traduzione dell'Arte della gioia, è il romanzo a essere oggetto di analisi. Si passano pertanto in rassegna la biografia dell autrice, la trama, i personaggi, la storia editoriale sia in Italia che in Francia, per finire con la biografia della traduttrice, Nathalie Castagné, e con una relazione, da me rielaborata e arricchita di considerazioni relative alla prospettiva della traduzione, di un incontro-intervista avvenuto a Montpellier nel giugno 2011. Nel quarto capitolo si propone un analisi sociolinguistica per dimensioni di variazione (diamesica, diastratica, diafasica, diatopica) dell'intero romanzo, con particolare attenzione alla diatopia, che presenta maggiori problematiche. In questa fase si proporrà un analisi comparata del testo in italiano e in francese, in modo da evidenziare, nel passaggio da una lingua all'altra, le scelte traduttive. Si terrà conto quindi delle difficoltà che tale operazione presuppone, sia per le peculiarità tipiche della lingua di partenza e di quella di arrivo, sia perché nell'italiano di Goliarda Sapienza sono presenti varietà regionali che non hanno corrispettivo in francese. Da tale analisi si evince che Nathalie Castagné (escludendo il solo personaggio di Nina, per la quale utilizza una lingua popolare, resa prevalentemente tramite l'argot), usa una lingua standard, che poco si discosta dall asse normativo. Nel quinto capitolo si cercherà di tracciare un quadro quanto più esauriente possibile delle variazioni stilistico-espressive all'interno del romanzo L'arte della gioia. Parallelamente, verranno indagate le scelte traduttive della Castagnè, che come si cercherà di dimostrare non sempre riesce a riprodurre in francese l'ampia gamma di registri presenti nel testo di partenza. Il sesto capitolo prende le mosse dalla conclusione che Nathalie Castagné abbia orientato la traduzione verso una resa del francese standard. Si è cercato quindi di proporre una traduzione alternativa di alcuni passi, nel tentativo di restituire al testo originale quelle sfumature linguistiche che non sembra di poter cogliere nel romanzo pubblicato in Francia.","abstract_html":"L&#x27;arte delle gioia è stato per la sua scrittrice, Goliarda Sapienza, una sorta di libro maledetto. Dopo una gestazione di dieci anni, infatti, la scrittrice ne trascorre altri venti nel vano tentativo di farlo pubblicare, riducendosi per questa ragione alla miseria. Il romanzo viene pubblicato integralmente solo nel 1998, due anni dopo la morte della Sapienza. Il senso di estatico appagamento seguito alla casuale lettura del romanzo, la grande curiosità relativa alle sue vicende editoriali e linguistiche sono all origine di questo lavoro che non può esimersi dal volere indagare quello che pare uno degli assi portanti del romanzo: la lingua. Da qui l&#x27;inevitabile necessità di analizzare le forme di questo passaggio, nel tentativo di comprenderle e darne conto. Per raggiungere tale scopo, si è deciso di dare al lavoro una struttura in sei capitoli, nel primo dei quali ci si accosta alle teorie traduttologiche dalle origini ai giorni nostri, soffermandosi con maggiore intento analitico al periodo che muove dal 1950, che segna la fase scientifica degli studi sulla traduzione. La prima parte del secondo capitolo si propone di ripercorrere le politiche linguistiche in Francia dal Medioevo in poi, in modo da poter cogliere, da un punto di vista storico, l&#x27;evoluzione non solo della lingua ufficiale, ma anche delle parlate regionali. La seconda parte del capitolo affronta, di conseguenza, la questione della vitalità dei dialetti nella Francia metropolitana, andando a osservarli sia nella loro distribuzione geografica che nelle situazioni in cui oggi sono ancora utilizzati. Nel terzo capitolo, dopo aver cercato di offrire una panoramica dell&#x27;impianto linguistico sul quale si è innestata la traduzione dell&#x27;Arte della gioia, è il romanzo a essere oggetto di analisi. Si passano pertanto in rassegna la biografia dell autrice, la trama, i personaggi, la storia editoriale sia in Italia che in Francia, per finire con la biografia della traduttrice, Nathalie Castagné, e con una relazione, da me rielaborata e arricchita di considerazioni relative alla prospettiva della traduzione, di un incontro-intervista avvenuto a Montpellier nel giugno 2011. Nel quarto capitolo si propone un analisi sociolinguistica per dimensioni di variazione (diamesica, diastratica, diafasica, diatopica) dell&#x27;intero romanzo, con particolare attenzione alla diatopia, che presenta maggiori problematiche. In questa fase si proporrà un analisi comparata del testo in italiano e in francese, in modo da evidenziare, nel passaggio da una lingua all&#x27;altra, le scelte traduttive. Si terrà conto quindi delle difficoltà che tale operazione presuppone, sia per le peculiarità tipiche della lingua di partenza e di quella di arrivo, sia perché nell&#x27;italiano di Goliarda Sapienza sono presenti varietà regionali che non hanno corrispettivo in francese. Da tale analisi si evince che Nathalie Castagné (escludendo il solo personaggio di Nina, per la quale utilizza una lingua popolare, resa prevalentemente tramite l&#x27;argot), usa una lingua standard, che poco si discosta dall asse normativo. Nel quinto capitolo si cercherà di tracciare un quadro quanto più esauriente possibile delle variazioni stilistico-espressive all&#x27;interno del romanzo L&#x27;arte della gioia. Parallelamente, verranno indagate le scelte traduttive della Castagnè, che come si cercherà di dimostrare non sempre riesce a riprodurre in francese l&#x27;ampia gamma di registri presenti nel testo di partenza. Il sesto capitolo prende le mosse dalla conclusione che Nathalie Castagné abbia orientato la traduzione verso una resa del francese standard. Si è cercato quindi di proporre una traduzione alternativa di alcuni passi, nel tentativo di restituire al testo originale quelle sfumature linguistiche che non sembra di poter cogliere nel romanzo pubblicato in Francia.","abstract_has_math":false,"creators":["BONACCORSO, MARIA VALERIA"],"institution":"Università degli studi di Catania","degree_name":null,"degree_level":null,"degree_discipline":null,"degree_department":null,"school":null,"contributors":["MARCHETTI, Maria Ersilia","PULEIO, Maria Teresa"],"advisors":[],"committee_chairs":[],"committee_members":[],"year":2011,"date_issued":"2011-12-10","date_published":"2011-12-10","updated_at":"2026-07-24T01:34:53Z","subjects":["translation, sociolinguistique, traduction,"],"languages":["ita"],"rights":["info:eu-repo/semantics/openAccess","license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright","license uri:iris.PUB02"],"rights_urls":[],"identifier_entries":[]},"links":{"outbound_url":"https://hdl.handle.net/20.500.11769/585415","outbound_label":"Handle","outbound_source":"dc:identifier"},"metadata_groups":[{"id":"people","label":"People","entries":[{"key":"dc:contributor","label":"Contributor","values":["Bonaccorso, MARIA VALERIA","MARCHETTI, Maria Ersilia","PULEIO, Maria Teresa"]},{"key":"dc:creator","label":"Author","values":["BONACCORSO, MARIA VALERIA"]}]},{"id":"academic_context","label":"Academic Context","entries":[{"key":"dc:date","label":"Dc Date","values":["2011-12-10"]},{"key":"dc:publisher","label":"Institution","values":["Università degli studi di Catania","place:Catania"]},{"key":"dc:type","label":"Dc Type","values":["info:eu-repo/semantics/doctoralThesis"]}]},{"id":"subjects_keywords","label":"Subjects and Keywords","entries":[{"key":"dc:subject","label":"Dc Subject","values":["translation, sociolinguistique, traduction,"]}]},{"id":"language_rights","label":"Language and Rights","entries":[{"key":"dc:language","label":"Dc Language","values":["ita"]},{"key":"dc:rights","label":"Dc Rights","values":["info:eu-repo/semantics/openAccess","license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright","license uri:iris.PUB02"]}]},{"id":"identifiers","label":"Identifiers","entries":[{"key":"dc:identifier","label":"Identifier","values":["https://hdl.handle.net/20.500.11769/585415"]}]},{"id":"additional","label":"Additional Metadata","entries":[{"key":"dc:description","label":"Description","values":["L'arte delle gioia è stato per la sua scrittrice, Goliarda Sapienza, una sorta di libro maledetto. Dopo una gestazione di dieci anni, infatti, la scrittrice ne trascorre altri venti nel vano tentativo di farlo pubblicare, riducendosi per questa ragione alla miseria. Il romanzo viene pubblicato integralmente solo nel 1998, due anni dopo la morte della Sapienza. Il senso di estatico appagamento seguito alla casuale lettura del romanzo, la grande curiosità relativa alle sue vicende editoriali e linguistiche sono all origine di questo lavoro che non può esimersi dal volere indagare quello che pare uno degli assi portanti del romanzo: la lingua. Da qui l'inevitabile necessità di analizzare le forme di questo passaggio, nel tentativo di comprenderle e darne conto. Per raggiungere tale scopo, si è deciso di dare al lavoro una struttura in sei capitoli, nel primo dei quali ci si accosta alle teorie traduttologiche dalle origini ai giorni nostri, soffermandosi con maggiore intento analitico al periodo che muove dal 1950, che segna la fase scientifica degli studi sulla traduzione. La prima parte del secondo capitolo si propone di ripercorrere le politiche linguistiche in Francia dal Medioevo in poi, in modo da poter cogliere, da un punto di vista storico, l'evoluzione non solo della lingua ufficiale, ma anche delle parlate regionali. La seconda parte del capitolo affronta, di conseguenza, la questione della vitalità dei dialetti nella Francia metropolitana, andando a osservarli sia nella loro distribuzione geografica che nelle situazioni in cui oggi sono ancora utilizzati. Nel terzo capitolo, dopo aver cercato di offrire una panoramica dell'impianto linguistico sul quale si è innestata la traduzione dell'Arte della gioia, è il romanzo a essere oggetto di analisi. Si passano pertanto in rassegna la biografia dell autrice, la trama, i personaggi, la storia editoriale sia in Italia che in Francia, per finire con la biografia della traduttrice, Nathalie Castagné, e con una relazione, da me rielaborata e arricchita di considerazioni relative alla prospettiva della traduzione, di un incontro-intervista avvenuto a Montpellier nel giugno 2011. Nel quarto capitolo si propone un analisi sociolinguistica per dimensioni di variazione (diamesica, diastratica, diafasica, diatopica) dell'intero romanzo, con particolare attenzione alla diatopia, che presenta maggiori problematiche. In questa fase si proporrà un analisi comparata del testo in italiano e in francese, in modo da evidenziare, nel passaggio da una lingua all'altra, le scelte traduttive. Si terrà conto quindi delle difficoltà che tale operazione presuppone, sia per le peculiarità tipiche della lingua di partenza e di quella di arrivo, sia perché nell'italiano di Goliarda Sapienza sono presenti varietà regionali che non hanno corrispettivo in francese. Da tale analisi si evince che Nathalie Castagné (escludendo il solo personaggio di Nina, per la quale utilizza una lingua popolare, resa prevalentemente tramite l'argot), usa una lingua standard, che poco si discosta dall asse normativo. Nel quinto capitolo si cercherà di tracciare un quadro quanto più esauriente possibile delle variazioni stilistico-espressive all'interno del romanzo L'arte della gioia. Parallelamente, verranno indagate le scelte traduttive della Castagnè, che come si cercherà di dimostrare non sempre riesce a riprodurre in francese l'ampia gamma di registri presenti nel testo di partenza. Il sesto capitolo prende le mosse dalla conclusione che Nathalie Castagné abbia orientato la traduzione verso una resa del francese standard. Si è cercato quindi di proporre una traduzione alternativa di alcuni passi, nel tentativo di restituire al testo originale quelle sfumature linguistiche che non sembra di poter cogliere nel romanzo pubblicato in Francia.","L'art de la joie a été pour son autrice, Goliarda Sapienza, une sorte de livre maudit. Après l'avoir écrit pendant près de dix ans, l'écrivaine en a passés encore vingt pour essayer de le faire publier, en arrivant, pour la cause, au seuil de la misère. Le roman a été publié de manière intégrale seulement en 1998, deux ans après la mort de son autrice, mais jusqu en 2005 il est passé inaperçu. A cette date il a été publié en France, où il a obtenu un grand succès de public. Une grande admiration envers cet ouvrage, la curiosité à propos de son histoire éditoriale et linguistique sont à l'origine de cette étude. Ce qui a frappé le plus notre imagination est l'aspect le plus discutable et en même temps incontestable : l'utilisation du dialecte qui s élève à l'universalité, reconnue et acceptée seulement lorsqu elle passe au travers d'une autre langue (le français). C est à partir de cette constatation que l'on a choisi d analyser les formes du passage de l'italien au français, dans l'espoir de pouvoir trouver des explications. Pour y arriver nous avons choisi di donner à cette étude une structure en six chapitres. Le premier traite des théories sur la traduction dès les origines jusqu à nos jours. Le deuxième analyse les politiques linguistiques en France à partir du Moyen-âge, en essayant de comprendre l'évolution du français et de ses dialectes. Ces dernières sont examinés un par un, en considérant leur vitalité, leur distribution géographique et les contextes dans lesquels ils sont aujourd hui utilisés. Le troisième chapitre s occupe plus spécifiquement du roman, L'art de la joie, dont ont analyse la langue, le récit, les personnages, l'histoire éditoriale en Italie et en France, la biographie de l'autrice, la biographie de la traductrice, Nathalie Castagné, dont on reporte aussi des extraits d'une interviewe qu elle nous a concédé en juin 2011à Montpellier. Le quatrième chapitre offre une analyse sociolinguistique du roman dans les variations diamésiques, diaphasiques, diastratiques et diatopiques. En même temps il sera proposé une analyse comparative entre la version italienne et sa traduction en français, pour mettre en évidence les choix faits par Nathalie Castagné. Le cinquième chapitre essaie de tracer un cadre exhaustif des variations stylistiques et expressives à l'intérieur de L'arte della gioia, qui parfois offre un grand décalage aux niveaux des registres linguistiques. A ce propos on essaiera de démontrer que la traduction de Nathalie Castagné parfois n arrive pas à reproduire la vaste gamme de registres linguistiques présents dans le texte de départ. Le sixième chapitre nait de la volonté de proposer une traduction alternative à celle de Nathalie Castagné, qui ne semble pas très à l'aise avec les passages dans le texte original où la présence d'insertions dialectales est plus importante. Grâce à la collaboration de Marc Duysinx, secrétaire de la Société de Langue et de Littérature Wallonnes, nous avons essayé de restituer à certains passages du texte original des nuances que la traduction envers le français semblait avoir effacées."]},{"key":"dc:title","label":"Title","values":["L'acte de traduire L'arte della gioia"]}]}],"canonical_facts":{"dc:contributor":["Bonaccorso, MARIA VALERIA","MARCHETTI, Maria Ersilia","PULEIO, Maria Teresa"],"dc:creator":["BONACCORSO, MARIA VALERIA"],"dc:date":["2011-12-10"],"dc:description":["L'arte delle gioia è stato per la sua scrittrice, Goliarda Sapienza, una sorta di libro maledetto. Dopo una gestazione di dieci anni, infatti, la scrittrice ne trascorre altri venti nel vano tentativo di farlo pubblicare, riducendosi per questa ragione alla miseria. Il romanzo viene pubblicato integralmente solo nel 1998, due anni dopo la morte della Sapienza. Il senso di estatico appagamento seguito alla casuale lettura del romanzo, la grande curiosità relativa alle sue vicende editoriali e linguistiche sono all origine di questo lavoro che non può esimersi dal volere indagare quello che pare uno degli assi portanti del romanzo: la lingua. Da qui l'inevitabile necessità di analizzare le forme di questo passaggio, nel tentativo di comprenderle e darne conto. Per raggiungere tale scopo, si è deciso di dare al lavoro una struttura in sei capitoli, nel primo dei quali ci si accosta alle teorie traduttologiche dalle origini ai giorni nostri, soffermandosi con maggiore intento analitico al periodo che muove dal 1950, che segna la fase scientifica degli studi sulla traduzione. La prima parte del secondo capitolo si propone di ripercorrere le politiche linguistiche in Francia dal Medioevo in poi, in modo da poter cogliere, da un punto di vista storico, l'evoluzione non solo della lingua ufficiale, ma anche delle parlate regionali. La seconda parte del capitolo affronta, di conseguenza, la questione della vitalità dei dialetti nella Francia metropolitana, andando a osservarli sia nella loro distribuzione geografica che nelle situazioni in cui oggi sono ancora utilizzati. Nel terzo capitolo, dopo aver cercato di offrire una panoramica dell'impianto linguistico sul quale si è innestata la traduzione dell'Arte della gioia, è il romanzo a essere oggetto di analisi. Si passano pertanto in rassegna la biografia dell autrice, la trama, i personaggi, la storia editoriale sia in Italia che in Francia, per finire con la biografia della traduttrice, Nathalie Castagné, e con una relazione, da me rielaborata e arricchita di considerazioni relative alla prospettiva della traduzione, di un incontro-intervista avvenuto a Montpellier nel giugno 2011. Nel quarto capitolo si propone un analisi sociolinguistica per dimensioni di variazione (diamesica, diastratica, diafasica, diatopica) dell'intero romanzo, con particolare attenzione alla diatopia, che presenta maggiori problematiche. In questa fase si proporrà un analisi comparata del testo in italiano e in francese, in modo da evidenziare, nel passaggio da una lingua all'altra, le scelte traduttive. Si terrà conto quindi delle difficoltà che tale operazione presuppone, sia per le peculiarità tipiche della lingua di partenza e di quella di arrivo, sia perché nell'italiano di Goliarda Sapienza sono presenti varietà regionali che non hanno corrispettivo in francese. Da tale analisi si evince che Nathalie Castagné (escludendo il solo personaggio di Nina, per la quale utilizza una lingua popolare, resa prevalentemente tramite l'argot), usa una lingua standard, che poco si discosta dall asse normativo. Nel quinto capitolo si cercherà di tracciare un quadro quanto più esauriente possibile delle variazioni stilistico-espressive all'interno del romanzo L'arte della gioia. Parallelamente, verranno indagate le scelte traduttive della Castagnè, che come si cercherà di dimostrare non sempre riesce a riprodurre in francese l'ampia gamma di registri presenti nel testo di partenza. Il sesto capitolo prende le mosse dalla conclusione che Nathalie Castagné abbia orientato la traduzione verso una resa del francese standard. Si è cercato quindi di proporre una traduzione alternativa di alcuni passi, nel tentativo di restituire al testo originale quelle sfumature linguistiche che non sembra di poter cogliere nel romanzo pubblicato in Francia.","L'art de la joie a été pour son autrice, Goliarda Sapienza, une sorte de livre maudit. Après l'avoir écrit pendant près de dix ans, l'écrivaine en a passés encore vingt pour essayer de le faire publier, en arrivant, pour la cause, au seuil de la misère. Le roman a été publié de manière intégrale seulement en 1998, deux ans après la mort de son autrice, mais jusqu en 2005 il est passé inaperçu. A cette date il a été publié en France, où il a obtenu un grand succès de public. Une grande admiration envers cet ouvrage, la curiosité à propos de son histoire éditoriale et linguistique sont à l'origine de cette étude. Ce qui a frappé le plus notre imagination est l'aspect le plus discutable et en même temps incontestable : l'utilisation du dialecte qui s élève à l'universalité, reconnue et acceptée seulement lorsqu elle passe au travers d'une autre langue (le français). C est à partir de cette constatation que l'on a choisi d analyser les formes du passage de l'italien au français, dans l'espoir de pouvoir trouver des explications. Pour y arriver nous avons choisi di donner à cette étude une structure en six chapitres. Le premier traite des théories sur la traduction dès les origines jusqu à nos jours. Le deuxième analyse les politiques linguistiques en France à partir du Moyen-âge, en essayant de comprendre l'évolution du français et de ses dialectes. Ces dernières sont examinés un par un, en considérant leur vitalité, leur distribution géographique et les contextes dans lesquels ils sont aujourd hui utilisés. Le troisième chapitre s occupe plus spécifiquement du roman, L'art de la joie, dont ont analyse la langue, le récit, les personnages, l'histoire éditoriale en Italie et en France, la biographie de l'autrice, la biographie de la traductrice, Nathalie Castagné, dont on reporte aussi des extraits d'une interviewe qu elle nous a concédé en juin 2011à Montpellier. Le quatrième chapitre offre une analyse sociolinguistique du roman dans les variations diamésiques, diaphasiques, diastratiques et diatopiques. En même temps il sera proposé une analyse comparative entre la version italienne et sa traduction en français, pour mettre en évidence les choix faits par Nathalie Castagné. Le cinquième chapitre essaie de tracer un cadre exhaustif des variations stylistiques et expressives à l'intérieur de L'arte della gioia, qui parfois offre un grand décalage aux niveaux des registres linguistiques. A ce propos on essaiera de démontrer que la traduction de Nathalie Castagné parfois n arrive pas à reproduire la vaste gamme de registres linguistiques présents dans le texte de départ. Le sixième chapitre nait de la volonté de proposer une traduction alternative à celle de Nathalie Castagné, qui ne semble pas très à l'aise avec les passages dans le texte original où la présence d'insertions dialectales est plus importante. Grâce à la collaboration de Marc Duysinx, secrétaire de la Société de Langue et de Littérature Wallonnes, nous avons essayé de restituer à certains passages du texte original des nuances que la traduction envers le français semblait avoir effacées."],"dc:identifier":["https://hdl.handle.net/20.500.11769/585415"],"dc:language":["ita"],"dc:publisher":["Università degli studi di Catania","place:Catania"],"dc:rights":["info:eu-repo/semantics/openAccess","license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright","license uri:iris.PUB02"],"dc:subject":["translation, sociolinguistique, traduction,"],"dc:title":["L'acte de traduire L'arte della gioia"],"dc:type":["info:eu-repo/semantics/doctoralThesis"]},"updated_at":"2026-07-24T01:34:53Z"}