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Quando l'ingiustizia deriva dalla illegittimità o infondatezza dell'imposizione il nostro ordinamento garantisce la possibilità di sottoporre al vaglio di un giudice la validità dell'atto impositivo salvo che questo non sia divenuto definitivo. Oggetto di studio del presente lavoro è dunque il potere della Pubblica Amministrazione in generale e di quella Finanziaria in particolare di riesaminare i propri atti con finalità di sanatoria e/o di rimozione totale o parziale dei medesimi che, secondo l opinione maggioritaria, è espressione del potere di autotutela decisoria e si concreta in una attività di secondo grado con esiti che possono essere demolitori, confermativi o conservativi dell atto scrutinato. Ancora più nello specifico si intende indagare la natura della posizione giuridica dei soggetti coinvolti nel rapporto d imposta in presenza di atti impositivi i quali, ancorché resisi definitivi, manifestano una pretesa insussistente e, di conseguenza, la eventuale sindacabilità, in sede giurisdizionale, del diniego di annullamento in autotutela da parte dell Amministrazione Finanziaria.","abstract_html":"L&#x27;uomo non patisce solo la fame, il freddo e la malattia, ma anche l&#x27;ingiustizia, laddove l ingiustizia si traduce nella lesione di un interesse giuridico protetto è possibile, di regola, rimediare il torto subito mediante forme di tutela etero-giustiziali ad opera di soggetti predeterminati e diversi da quelli che vantano la titolarità dell interesse leso. 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