{"id":{"repo_id":"catania","oai_identifier":"oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/583775"},"canonical_url":"https://search.dev.ndltd.org/etd/catania/oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/583775","repository":{"repo_id":"catania","name":"Università degli Studi di Catania","base_url":"https://www.iris.unict.it/oai/request"},"display":{"title":"Danno cerebrale nel pretermine con di stress respiratorio:studio clinico retrospettivo comparato al quadro ecografico","abstract":"Attualmente l 1,5% delle nascite sono pretermine. Il miglioramento dell'assistenza ai neonati prematuri ha portato ad un aumento della loro sopravvivenza a oltre il 90% Purtroppo non si è osservato un miglioramento analogo per quanto riguarda la morbilità neurologica. I prematuri che sopravvivono possono presentare sequele neurologiche gravi nel 10% circa dei casi e sequele neurologiche più lievi nel 25-50% dei casi Il danno cerebrale nel pretermine si manifesta con un danno ipossico-ischemico a livello della sostanza bianca, le cui lesioni fondamentali sono l emorragia peri-intraventricolare e la leucomalacia periventricolare. Lo studio retrospettivo condotto è stato effettuato su un campione di 20 neonati, con età gestazionale inferiore od uguale alle 32 settimane, ricoverati per prematurità e distress respiratorio presso l UTIN dell Azienda Opsedaliero-Universitaria Policlinico di Catania, nel periodo compreso tra il mese di Luglio 2010 e il mese di Agosto 2011. Nel nostro studio abbiamo valutato l incidenza di danno cerebrale nei prematuri sotto l età gestazionale di 32 settimane, affetti da distress respiratorio correlandolo all anamnesi gravidica ed ai dati clinici e terapeutici durante il ricovero. Su 20 prematuri il 45% ha sviluppato un danno cerebrale, in 3 casi IVH, in 6 casi PVL. Sia nei neonati con PVL che in quelli con IVH si è evidenziata un età gestazionale un peso alla nascita ed un punteggio Apgar più bassi rispetto ai neonati con quadro cerbrale normale. I neonati che hanno sviluppato PVL e IVH hanno avuto una percentuale maggiore di incidenza di corioamniosite Nei neonati con IVH si è riscontrata una percentuale inferiore di profilassi steroidea materna. Il confronto tra i diversi parametri clinici misurati al momento dell ammissione non evidenzia differenze significative, tra i tre gruppi di pazienti. Si è evidenziato un maggiore ricorso ad emotrasfusioni e all utilizzo di amine adrenergiche e fenobarbital nei pazienti con IVH Il numero di giorni di degenza è risultato significativamente maggiore nel gruppo di prematuri che hanno sviluppato IVH. Per quanto concerne la necessità di supporto ventilatorio per il distress respiratorio si evidenzia che i pazienti che hanno presentato IVH o PVL sono stati sottoposti ad intubazione oro-tracheale e a ventilazione meccanica assistita (AC-ET) nella quasi totalità dei casi.","abstract_html":"Attualmente l 1,5% delle nascite sono pretermine. Il miglioramento dell&#x27;assistenza ai neonati prematuri ha portato ad un aumento della loro sopravvivenza a oltre il 90% Purtroppo non si è osservato un miglioramento analogo per quanto riguarda la morbilità neurologica. I prematuri che sopravvivono possono presentare sequele neurologiche gravi nel 10% circa dei casi e sequele neurologiche più lievi nel 25-50% dei casi Il danno cerebrale nel pretermine si manifesta con un danno ipossico-ischemico a livello della sostanza bianca, le cui lesioni fondamentali sono l emorragia peri-intraventricolare e la leucomalacia periventricolare. 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