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L'ipotesi di questo studio è che in pazienti con diabete mellito di tipo II e cardiopatia ischemica un incremento della frequenza di somministrazione dell'aspirina determina una maggiore inibizione piastrinica rispetto ad un aumento della dose.","abstract_html":"I pazienti con diabete mellito di tipo II presentano ridotti effetti farmacodinamici piastrinici indotti dall&#x27;aspirina. Ciò potrebbe dipendere dal loro aumentato turnover piastrinico, che potrebbe a sua volta escludere una proporzione delle piastrine circolanti da una adeguata esposizione all&#x27;azione dell&#x27;aspirina. 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