Università degli studi di Catania
La persona giuridica amministratore di società di capitali
Abstract
dc:descriptionABSTRACT La tesi affronta il tema della persona giuridica nominata amministratore di società di capitali, alla luce della lenta ma crescente diffusione che tale figura ha registrato negli ultimi vent’anni, sia in Italia, che nei principali ordinamenti europei; e ciò con l’obiettivo di delineare un regime giuridico che, per un verso, garantisca il rispetto di principi indisponibili e regole imperative, previste per ciascun tipo societario e, per altro verso, consenta il corretto ed efficiente svolgimento della funzione amministrativa, anche quando questa è affidata ad una società. Definitivamente superati, in senso affermativo, i dubbi di ammissibilità della fattispecie che a lungo hanno caratterizzato il dibattito dottrinale e giurisprudenziale sul tema, lo studio si concentra sulle ragioni per le quali, nell’attuale contesto socioeconomico, la nomina di una persona giuridica dovrebbe preferirsi, rispetto alla tradizionale scelta di riservare l’incarico amministrativo ad una o più persone fisiche. A tal riguardo, è ormai consolidata l’idea di una funzione amministrativa declinata sempre più in senso oggettivo che soggettivo, attraverso la progressiva specificazione degli obblighi e dei compiti degli amministratori “articolati nel contenuto e procedimentalizzati nelle tecniche”, in modo coerente con la crescente complessità dell’organizzazione di impresa. A fronte della riferita tendenza di “oggettivizzazione” della funzione amministrativa, in cui l’aspetto fiduciario scolorisce in favore della qualità del “servizio”, si considera particolarmente opportuno il sorgere di società qualificate sul piano organizzativo e patrimoniale, aventi come fine lo svolgimento di attività gestoria di altre società. E infatti, la complessità in cui si articola la gestione della “nuova” impresa societaria, difficilmente si presta ad essere risolta da una (o più) persone fisiche, piuttosto mostrandosi propizia a tale scopo la dimensione della persona giuridica, quale soggetto naturalmente in grado di combinare simbioticamente l’apporto di persone fisiche e di strutture organizzative, tra le quali assumono rilievo sempre maggiore gli strumenti di intelligenza artificiale (IA). Su tali premesse, il presente lavoro procede sulla strada, già correttamente tracciata, di uno studio della figura della persona giuridica amministratore pienamente incentrato sui profili di disciplina, partendo dalle soluzioni previste dalla normativa europea sulla persona giuridica amministratore del Gruppo Europeo di Interesse Economico (GEIE) e della Società Europea (SE), che la giurisprudenza di merito e una parte della dottrina ritengono applicabili per analogia alle società di diritto comune. Dall’analisi critica di tali soluzioni, emerge un quadro di disciplina solo apparentemente soddisfacente che, per un verso, si basa su regole risalenti (quelle del Geie e della SE) e forse superate, applicate “in blocco” alle società di capitali, senza tener conto delle differenze, a tratti significative, esistenti tra diversi tipi capitalistici, tanto nei principi ispiratori, quanto nelle regole di disciplina; per altro verso, esso si mostra gravemente incompleto, rispetto ai numerosi problemi che l’applicazione delle regole sulla funzione amministrativa, in caso di nomina di una persona giuridica, inevitabilmente pone, prestandosi, pertanto, ad un nuovo impegno dell’interprete. Per tali ragioni, il presente lavoro si propone di ricercare soluzioni alternative rispetto allo stato dell’arte, confortato dal dato comparatistico per cui, negli altri ordinamenti, la regola sull’obbligo di designazione, da parte della società amministratrice, di una sola persona fisica non trova applicazione in modo generalizzato e costituisce bensì un meccanismo in grado di risolvere criticità peculiari, legate a taluni modelli di amministrazione e ad esigenze di trasparenza degli assetti di governance nei confronti dei terzi. In tal senso, particolare attenzione meritano le regole sulla funzione amministrativa nella s.p.a. ed, in particolare, i principi sottesi al metodo collegiale di cui si fornisce un’interpretazione evolutiva, nel tentativo di lasciare alla società amministratrice maggiore libertà nell’organizzazione e nell’esecuzione dell’incarico gestorio. Da ultimo, viene posta l’attenzione sul delicato tema della responsabilità della persona giuridica amministratore e delle persone che per queste agiscono, quale terreno di confronto tra diverse tesi proposte sia dalla dottrina che dalla giurisprudenza. Dall’analisi delle diverse soluzioni proposte, emerge con forza la preoccupazione di garantire l’efficacia del sistema della responsabilità civile, anche nella sua componente sanzionatorio-deterrente, evidentemente compromessa nel caso in cui l’obbligazione risarcitoria per la mala gestio restasse in capo alla sola società amministratrice. Da qui l’esigenza di affiancare alla responsabilità della società amministratrice, la responsabilità solidale di chi, in concreto, abbia per conto di questa amministrato, attraverso soluzioni da ricercarsi non solo nella disciplina civilistica del mandato, ma in ambiti di disciplina più strettamente connessi al diritto societario, in cui affiorano regole che già sanzionano la persona giuridica e i soggetti che per questa agiscono, per i danni cagionati ad un altro ente nell’esercizio di attività "lato sensu" gestoria.
Degree
thesis:*- Grantor dc:publisher
- Università degli studi di Catania
- Year dc:date
- 2021
Author and committee
dc:creator, dc:contributor.*- Author dc:creator
-
- GALLUCCIO, GIUSEPPE
- Contributors dc:contributor
-
- SANFILIPPO, Pierpaolo Michele
Subjects
dc:subject × 2Rights
dc:rights- Statement dc:rights
-
- info:eu-repo/semantics/openAccess
- license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright
- license uri:iris.PUB02
- Language dc:language
- ita
Identifiers
dc:identifier.*- Handle dc:identifier
- https://hdl.handle.net/20.500.11769/581785
- OAI identifier oai:identifier
- oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/581785