Università degli studi di Catania
Caratterizzazione chimica e microstrutturale di minerali fibrosi ad alto impatto per l'inquinamento ambientale
Abstract
dc:descriptionAl giorno d’oggi, è ampiamente dimostrato dalla comunità scientifica che l’esposizione ambientale all’asbesto provoca l’insorgenza di problemi di salute. Con il termine asbesto si intende una categoria di sei minerali silicatici (crisotilo, tremolite, actinolite, amosite, crocidolite, antofillite), ampiamente utilizzati nel passato per la produzione di materiali contenenti asbesto. In Italia, la normativa vigente (L. 257/92) vieta l’estrazione, l’uso e la commercializzazione dell’asbesto e di tutti i materiali contenenti asbesto. Tuttavia, la salute dell’Uomo è ancora a rischio a causa dell’esposizione ambientale agli affioramenti naturali di asbesto (NOA). Con il termine NOA si intendono i minerali dell’asbesto presenti in depositi geologici naturali (rocce e suoli) che a causa dell’attività antropica (p.es. costruzione di strade) o per processi naturali (p.es. erosione) possono essere disturbati e rilasciare fibre di asbesto nell’ambiente. Il rischio per la salute è rappresentato dalla potenziale inalazione di fibre respirabili (L > 5μm, D< 3 μm, L/D≥ 3; WHO, 1986) che riescono a penetrare nei polmoni e causare diverse patologie (IARC, 2009). Oltre le caratteristiche morfometriche delle fibre (morfologia, dimensioni, area di superfice, densità) un altro importante fattore che influenza il potenziale tossico delle stesse è rappresentato dalla loro composizione geochimica. Le fibre di asbesto hanno la capacità di ospitare elementi potenzialmente tossici (PTEs) nella loro struttura che possono essere liberati all’interno dei polmoni per via dei processi di dissoluzione cui è soggetta la fibra una volta inalata, e causare l’insorgenza di tumori (Schereier et al., 2987; Wei et al., 2014). Pertanto, il presente lavoro di tesi è basato sulla caratterizzazione mineralogica e geochimica di rocce serpentinitiche e dei suoli da esse derivati, affioranti nell’Appennino meridionale (Calabria e Basilicata) così come sulla caratterizzazione chimica di tre fibre di asbesto (crisotilo, tremolite e actinolite) estratte dai campioni di serpentinite. Il principale scopo dello studio è stato quello di definire: i) la presenza di minerali dell’asbesto nell’area di studio, ii) i parametri morfometrici (morfologia, dimensioni) delle fibre in modo da identificare quelle respirabili e quindi potenzialmente dannose per l’Uomo, iii) la concentrazione degli elementi potenzialmente tossici (PTEs) inizialmente sulle rocce e i suoli contenenti asbesto, e successivamente in fibre isolate. I risultati hanno mostrato la presenza del crisotilo, della tremolite e dell’actinolite sia nelle rocce che nei suoli studiati, oltre quella di alcune specie asbestiformi quali il serpentino poligonale e l’antigorite fibrosa. Le dimensioni delle fibre rinvenute rientrano tra quelle delle fibre regolamentate e quindi definibili come respirabili (WHO, 1986). Dalla caratterizzazione geochimica dei campioni, emerge che sia le serpentiniti che i suoli contengono elementi potenzialmente tossici quali il Cr, V, Co e Ni con concentrazioni che eccedono le soglie limite di concentrazione definite dalla legge italiana (D.lgs 152/2006) per i siti ad uso Verde pubblico, privato e residenziale (Co, V) e per i siti ad uso commerciale e industriale (Cr, Ni). Analogamente, la caratterizzazione chimica delle fibre isolate di asbesto ha mostrato alti livelli di concentrazione di elementi potenzialmente tossici (Cr, Ni, Co, Cu, Zn, V, As, Ti; PTEs) nella loro struttura che possono essere rilasciati all’interno dell’organismo una volta che le fibre vengono inalate. Pertanto, quello che si evince dai risultati ottenuti dal presente lavoro di tesi è che il rischio per la salute cui sono esposte le popolazioni che vivono in aree in cui affiorano le rocce serpentinitiche è rappresentato sia dalla presenza di minerali dell’asbesto che dalla presenza di elementi potenzialmente tossici. In questo scenario, emerge quanto la mappatura del territorio sia un elemento di estrema importanza al fine di ridurre il rischio dell’esposizione ambientale agli affioramenti naturali di asbesto.
Degree
thesis:*- Grantor dc:publisher
- Università degli studi di Catania
- Year dc:date
- 2022
Author and committee
dc:creator, dc:contributor.*- Author dc:creator
-
- RICCHIUTI, CLAUDIA
- Contributors dc:contributor
-
- PUNTURO, Rosalda
Subjects
dc:subject × 2Rights
dc:rights- Statement dc:rights
-
- info:eu-repo/semantics/openAccess
- license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright
- license uri:iris.PUB02
- Language dc:language
- ita
Identifiers
dc:identifier.*- Handle dc:identifier
- https://hdl.handle.net/20.500.11769/581377
- OAI identifier oai:identifier
- oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/581377