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Università degli Studi di Milano

«UN ARCHIVIO VIVO» PER «UNA STORIA IMMEDIATA». L'ISTITUTO ERNESTO DE MARTINO NELLO SCENARIO INTERNAZIONALE

Abstract

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La tesi ricostruisce la storia dell’Istituto Ernesto de Martino (IEdM) inquadrandola nel più ampio scenario di scoperta delle fonti orali, segnato da pratiche e riflessioni condivise che – in forme spesso non strutturate ed episodiche – attraversano reti transnazionali di ricercatori, enti, artisti e intellettuali attivi nella loro documentazione e valorizzazione. L’Istituto è analizzato sia come luogo di elaborazione culturale, con un proprio indirizzo di politica culturale, sia come archivio «politico», la cui genesi, impostazione ed evoluzione sono lette alla luce del contesto italiano e internazionale. L’impianto e lo sviluppo della tesi corrono lungo due direttrici principali: da un lato, la messa a fuoco della rete di rapporti che l’IEdM stabilisce con soggetti di affine vocazione in paesi europei ed extraeuropei; dall’altro, l’indagine sulla nascita e la diffusione della oral history, con particolare attenzione ai possibili legami tra i suoi promotori e l’esperienza dell’Istituto. L’indagine si muove in prospettiva transnazionale e comparata, con un impianto che incrocia storia culturale e degli intellettuali, microstoria in chiave translocale, sound studies e riflessioni sull’archival activism, assumendo la registrazione come processo culturale e il sapere come «in transito» tra contesti e collettivi di pensiero. La tesi si articola in un’introduzione metodologica, un quadro storico sulle premesse italiane e internazionali dell’uso delle testimonianze sonore, un’analisi in profondità del mandato culturale dell’IEdM con la ricostruzione del suo network di contatti, un capitolo conclusivo sugli anni Settanta-Ottanta e sui rapporti tra l’Istituto e la cosiddetta «scuola italiana di storia orale». La base documentaria comprende corrispondenza, carte progettuali, materiali a stampa, fondi sonori dell’IEdM e quindici interviste raccolte tra il 2023 e il 2024. La ricerca d’archivio si estende a istituti con sede in Germania, Ungheria, Regno Unito e Svizzera, seguendo i fili della circolazione di libri, dischi, nastri e bollettini. I risultati mostrano il superamento dell’immagine «autarchica» dell’Istituto. Esso intrattiene scambi con un ampio ventaglio di paesi – in particolare Stati Uniti, Gran Bretagna, Repubblica Democratica Tedesca, Ungheria, Cuba e Cina – entro le coordinate di una cultura internazionalista antifascista e terzomondista, ed entra in contatto con enti e intellettuali che, in alcuni contesti, le storiografie nazionali riconoscono come casi pionieristici nella diffusione della oral history. Le dinamiche transnazionali non si configurano come importazioni unidirezionali, ma come scambi orizzontali nei quali transitano libri, bollettini, formati discografici, script radiofonici e saggi teorici, contribuendo a generare un orizzonte di riferimenti transnazionali. Per quanto riguarda la politica culturale dell’IEdM, emerge la centralità della nastroteca, fondata su un imperativo dell’archiviazione delle forme di espressività dei soggetti «non egemonici»: un mandato dalla natura duplice, in cui dimensione politica e dimensione culturale risultano inscindibilmente intrecciate. Analizzare l’attività dell’IEdM significa osservare una pratica che va dalla raccolta alla descrizione, dalla conservazione alla rielaborazione collettiva e alla circolazione pubblica delle fonti – e che concepisce la registrazione come processo culturale e il sapere come «in transito» tra contesti e gruppi di intellettuali-militanti. Questo impianto è messo a fuoco attraverso l’analisi delle prime campagne di ricerca, dell’esperimento discografico degli Archivi Sonori e degli interventi in alcuni quartieri cittadini. Nel quadro dell’affermazione della storia orale in Italia dalla metà degli anni Settanta, si ricostruisce il ruolo giocato dall’IEdM in un’arena segnata da una tensione costante tra circuito militante e istanze di legittimazione accademica. Adottando una prospettiva non teleologica sullo sviluppo della storia orale – in dialogo con le riflessioni di Graham Smith, Linda Shopes e Daniel Kerr – la tesi mette in luce anticipazioni e permanenze nelle modalità di intendere la fonte sonora, la sua narratività e l’intersoggettività dell’intervista, e propone una rilettura della traiettoria della oral history in Italia, evidenziando continuità, frizioni e processi di scambio e circolazione.

Degree

thesis:*
Grantor dc:publisher
Università degli Studi di Milano
Year dc:date
2026

Author and committee

dc:creator, dc:contributor.*
Author dc:creator
  • PARIS, CHIARA
Contributors dc:contributor
  • tutor: I. M. L. Piazzoni
  • F. Guidali ; coordinatore: P. Grillo
  • C. Paris
  • PIAZZONI, IRENE MARIA LUISA
  • GRILLO, PAOLO

Subjects

dc:subject × 9

Rights

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Statement dc:rights
  • info:eu-repo/semantics/embargoedAccess
  • license:Creative commons
  • license uri:http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/
Language dc:language
ita

Identifiers

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OAI identifier oai:identifier
oai:air.unimi.it:2434/1210117

Chain of custody

source
Harvested from
Università degli Studi di Milano
Base URL
air.unimi.it/oai/request
Last updated
2026-07-27
Source record
OAI-PMH GetRecord
citation

PARIS, CHIARA. «UN ARCHIVIO VIVO» PER «UNA STORIA IMMEDIATA». L'ISTITUTO ERNESTO DE MARTINO NELLO SCENARIO INTERNAZIONALE. Università degli Studi di Milano, 2026. https://hdl.handle.net/2434/1210117