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Università degli Studi di Milano

FORENSIC TOXICOLOGY IN UNCONVENTIONAL BIOLOGICAL MATRICES: THEEMERGING ARCHAEOTOXICOLOGICAL FIELD APPLIED TO BONE REMAINS ANDBRAIN TISSUE IN ANCIENT POPULATIONS

Abstract

dc:description

La tossicologia forense è una branca specializzata della tossicologia che svolge un ruolo cruciale nelle scienze forensi, rilevando e interpretando la presenza di sostanze esogene all'interno di matrici biologiche a fini medico-legali. La tossicologia forense include analisi sia qualitative che quantitative: le prime confermano la presenza di molecole, mentre le seconde ne valutano le concentrazioni per determinare il loro possibile ruolo e le implicazioni nei casi forensi. Ad esempio, la concentrazione di un farmaco può essere valutata per accertare se questo abbia contribuito a un'intossicazione letale. Le analisi tossicologiche forensi si basano tradizionalmente su matrici biologiche convenzionali, come sangue, urina e campioni viscerali. Tuttavia, queste matrici possono non essere sempre disponibili, soprattutto in caso di avanzata decomposizione e completa scheletrizzazione. In tali situazioni, i tossicologi forensi si concentrano su matrici non convenzionali, che includono ossa, unghie, capelli, denti e, in alcuni casi, anche tessuti e resti inclusi in paraffina. Le ossa, essendo una delle matrici biologiche più durevoli, possono trattenere le molecole di interesse tossicologico per un lungo periodo, anche dopo la decomposizione di altri tessuti. Questa caratteristica rende il tessuto osseo una risorsa inestimabile nei casi in cui i resti scheletrici siano l’unica matrice disponibile per le analisi. Nonostante il potenziale, la tossicologia forense applicata su osso è meno studiata e compresa rispetto alla sua applicazione su altre matrici, presentando sfide significative sia nelle tecniche di estrazione che nell'interpretazione dei dati. Sebbene il potenziale della matrice ossea sia noto, le informazioni disponibili in letteratura sull'uso di matrici biologiche non convenzionali, come il tessuto osseo, sono limitate. Analogamente, si sa poco su come preparare il tessuto osseo e su come estrarre e interpretare gli xenobiotici presenti in esso. Per colmare questa lacuna, l'obiettivo principale di questo progetto di dottorato si è concentrato sulla rilevazione di analiti di interesse tossicologico in resti scheletrici umani, sia forensi che archeologici, cercando di sviluppare una procedura di estrazione ossea efficiente per massimizzare l'indagine tossicologica e l'interpretazione dei dati. Dopo aver ottimizzato il metodo di estrazione, la tossicologia su osso è stata affiancata dalla microscopia per comprendere meglio come e in che misura le molecole possano rimanere intrappolate nel tessuto osseo e quali fattori possano influenzarne la rilevazione. Pertanto, un obiettivo secondario del progetto è stato valutare se i cambiamenti microstrutturali o le influenze microtafonomiche (ossia i processi che interessano i resti post-mortem) potessero influenzare i risultati tossicologici, con l'intento di perfezionare ulteriormente l'interpretazione dei dati ottenuti grazie a nuove ed efficaci tecniche di estrazione. Con la continua evoluzione della tossicologia forense (grazie a nuove tecniche di estrazione e interpretazione della matrice ossea) e la sua integrazione con altre discipline, come l'antropologia forense, si promette di migliorare la nostra capacità di ricostruire la vita e l'identità degli individui a partire dai resti scheletrici, sia in contesti forensi contemporanei che storici. Inoltre, il campo emergente dell'archeotossicologia amplia ulteriormente l'applicazione della tossicologia forense, permettendo di indagare pratiche mediche e abitudini sociali del passato attraverso resti antichi. Il progetto Ca' Granda, terzo obiettivo di questo progetto, esemplifica il potenziale di questo approccio interdisciplinare, offrendo una finestra sulla vita degli individui milanesi dell'età moderna (1600) e sottolineando l'importanza della tossicologia forense nelle indagini contemporanee e storiche. Infine, il quarto e ultimo obiettivo è stato ampliare il tradizionale concetto di profilo biologico degli individui scheletrizzati, ricostruito attraverso l'indagine antropologica, integrandolo con il profilo tossicologico. L'antropologia forense si concentra solitamente sulla ricostruzione di un profilo biologico basato su quattro descrittori fondamentali: sesso, età alla morte, origine biogeografica e statura. Tuttavia, i progressi nei metodi empirici e tecnologici permettono oggi di ricostruire in modo molto più dettagliato le esperienze di vita e lo stato di salute dei soggetti studiati a partire dai resti scheletrici. Incorporando, quindi, la tossicologia forense e l'analisi delle malattie e delle lesioni ossee, l'antropologia forense può espandersi oltre il tradizionale profilo biologico, verso il concetto di "profilo bioculturale". Questo approccio include non solo dati biologici di base, ma anche informazioni sulla salute, le abitudini e lo stile di vita dell'individuo, contribuendo ulteriormente al processo di identificazione.

Degree

thesis:*
Grantor dc:publisher
Università degli Studi di Milano
Year dc:date
2025

Author and committee

dc:creator, dc:contributor.*
Author dc:creator
  • GIORDANO, GAIA
Contributors dc:contributor
  • tutor primo e secondo anno: F. Sardanelli ; tutor terzo anno: F. Secchi ; co- tutor: C. Cattaneo ; supervisore: D. Di Candia ; coordinator: C. Sforza
  • G. Giordano
  • SECCHI, FRANCESCO
  • DI CANDIA, DOMENICO
  • SFORZA, CHIARELLA

Subjects

dc:subject × 7

Rights

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Statement dc:rights
  • info:eu-repo/semantics/openAccess
Language dc:language
eng

Identifiers

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OAI identifier oai:identifier
oai:air.unimi.it:2434/1131037

Chain of custody

source
Harvested from
Università degli Studi di Milano
Base URL
air.unimi.it/oai/request
Last updated
2026-07-27
Source record
OAI-PMH GetRecord
citation

GIORDANO, GAIA. FORENSIC TOXICOLOGY IN UNCONVENTIONAL BIOLOGICAL MATRICES: THEEMERGING ARCHAEOTOXICOLOGICAL FIELD APPLIED TO BONE REMAINS ANDBRAIN TISSUE IN ANCIENT POPULATIONS. Università degli Studi di Milano, 2025. https://hdl.handle.net/2434/1131037