Università degli studi di Catania
Osservatorio sulle povertà educative. Paradigmi, modelli di progettazione e processi formativi
Abstract
dc:descriptionLa dissertazione si colloca entro uno scenario pedagogico segnato dall’urgenza di disporre di dispositivi capaci di rendere intelligibili, attraverso pratiche osservative rigorose, le molteplici forme delle deprivazioni di opportunità che attraversano i contesti formativi. Il sintagma povertà educative si presenta infatti come un oggetto stratificato, non immediatamente visibile, che richiede di essere costruito teoricamente ancor prima che rilevato empiricamente; anche perché l’oggetto stesso non coincide con una semplice mancanza di risorse materiali né con l’assenza di competenze misurabili secondo indicatori standardizzati, ma rappresenta un intreccio di vulnerabilità che investe dimensioni culturali, sociali, simboliche e relazionali della vita educativa, generando condizioni di esclusione che spesso si riproducono nel tempo e nello spazio. La volontà di esplorare le possibilità del sapere pedagogico, quando esso assume la progettazione non come applicazione di protocolli già definiti ma come forma di indagine che dà senso alle pratiche e le orienta verso la giustizia sociale, è un’altra direttrice di senso che ha generato la ricerca. La costruzione dell’Osservatorio appartiene a tale itinerario, perché rappresenta la concretizzazione di un’ipotesi pedagogica precisa, e cioè che la conoscenza educativa, quando radicata nella riflessività e nella partecipazione, possa generare cambiamento e produrre forme di emancipazione. Gli obiettivi del lavoro si sviluppano dunque lungo tre assi: a) la ricostruzione, delineando un percorso teorico che attraversa le principali tradizioni della pedagogia laica, della natura dell’osservazione come atto al cuore di una geometria tra i vertici epistemico-etico-politico, così da mostrare come la pratica osservativa e la teoria che la sorregge siano alla base imprescindibile per qualunque progetto di ricerca educativa; b) la definizione in maniera rigorosa dell’oggetto povertà educative, in modo tale da poterne scandagliare con precisione la struttura concettuale, i marchi teorici che hanno segnato i vari tentativi di una definizione unitaria, i connotati con cui è possibile riconoscere un fenomeno afferente alla sfera plurale delle deprivazioni e delle interdizioni educative, e le condizioni con cui le stesse povertà educative possono essere rese osservabili in modo scientifico e pedagogicamente fondato; c) la progettazione dell’Osservatorio così che questo sappia tradurre tali riflessioni in un dispositivo capace di osservare, interpretare e intervenire sui fenomeni educativi legati alla vulnerabilità, secondo un ragionamento epistemico che non separi teoria e prassi ma le assuma come momenti di un’unica azione di conoscenza. Per rispondere a questa triplice esigenza, la metodologia ha guardato alle necessità e ai bisogni sposando i framework consolidati della ricerca qualitativa e dell’investigazione teorico-riflessiva, attraversando la ricognizione della letteratura, per ciascuna delle tre direttrici, con sguardo sistematico. Contemporaneamente, non si è persa di vista la dimensione delle esperienze esistenti, tanto delle pratiche di osservazione quanto delle categorie emergenti di deprivazione educativa. La ricerca ha risposto alle domande postesi durante la sua formulazione dimostrando la possibilità di elaborare un modello pedagogico di Osservatorio sulle povertà educative che coniughi rigore scientifico, responsabilità etica e finalizzazione di una teoria del cambiamento. I risultati dell’indagine convergono nella formalizzazione di un Osservatorio sostenibile e replicabile, epistemologicamente fondato, capace di restituire visibilità alle latenze proprie delle povertà educative e allo stesso tempo di orientare interventi territoriali. Le ricadute applicative riguardano la possibilità di dotare comunita e istituzioni che contribuisce ad un ragionamento sia sui processi formativi emancipatori che sulla costruzione di politiche educative che contrastino le forme di esclusione, senza perdere di vista la dimensione storica e intersezionale della vulnerabilità educativa.
Degree
thesis:*- Grantor dc:publisher
- Università degli studi di Catania
- Year dc:date
- 2026
Author and committee
dc:creator, dc:contributor.*- Author dc:creator
-
- LIOTTA, EMANUELE
- Contributors dc:contributor
-
- TOMARCHIO, Maria
Subjects
dc:subject × 10Rights
dc:rights- Statement dc:rights
-
- info:eu-repo/semantics/openAccess
- license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright
- license uri:iris.PUB02
- Language dc:language
- ita
Identifiers
dc:identifier.*- Handle dc:identifier
- https://hdl.handle.net/20.500.11769/724769
- OAI identifier oai:identifier
- oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/724769