Università degli studi di Catania
La tassa sui rifiuti: capacità contributiva e tributi ambientali
Abstract
dc:descriptionLe sempre maggiori interazioni tra sostenibilità ambientale e diritto, che contraddistinguono i nostri giorni, hanno riguardano e riguardano anche ed inevitabilmente il diritto tributario. Anzi, e a dispetto di quello che in prima battuta può forse pensarsi, se si vogliono favorire comportamenti virtuosi per l’ambiente e penalizzare condotte dannose per lo stesso, il diritto tributario risulta molto efficace. Ciò se solo se ne colgano e se ne sfruttino le potenzialità su entrambi i versanti che lo connotano: le entrate, ovvero i tributi e le spese, ovvero le agevolazioni. E si può parlare, se si vuole, di un "diritto tributario ambientale" ovvero, per usare una formula icastica, di un "diritto tributario green". Naturalmente con questa prospettiva e in funzione di ragionamenti che siano condotti de iure condito e diano risultati efficaci in sede applicativa, non si può non guardare a singoli istituti o fattispecie. Nello specifico la tassa sui rifiuti si presenta come un osservatorio privilegiato. Ciò specie se si considerano le numerose trasformazioni che l’hanno contraddistinta nei suoi circa novant’anni di vita e che si sono intensificate negli ultimi decenni (al punto di farle cambiare finanche il nome per ben cinque volte nell’arco di vent’anni), e se ne tentano comparazioni con ordinamenti vicini che sembrano prenderci a modello. In particolare, ci si riferisce all’ordinamento spagnolo che ha recentemente introdotto una nuova forma di tassazione dei rifiuti che sembra riprodurre quella italiana. Risulta allora interessante studiarne le principali caratteristiche e modalità di applicazione della tassa sui rifiuti, per poi confrontarle con la normativa spagnola, valutando eventuali vantaggi o svantaggi derivanti dalle diverse discipline in materia di gestione dei rifiuti. Per condurre un’analisi di questo tipo, è fondamentale, in via preliminare, esaminare le basi del diritto tributario, prestando particolare attenzione al principio di capacità contributiva e adottando una prospettiva evolutiva degli indici di ricchezza. Nell'attuale contesto socioeconomico, infatti, non è più possibile limitarsi ai tradizionali parametri di ricchezza. Questi devono evolversi, includendo anche “nuovi indici” che, pur non rientrando nella concezione tradizionale, apportano un valore aggiunto (seppur non convenzionale) a chi li possiede o produce. L’inquinamento, in quest'ottica, può essere considerato un “nuovo indice” di capacità contributiva, poiché incide sulla qualità della vita e dell'ambiente, rappresentando una forma di “ricchezza” negativa che dovrebbe essere presa in considerazione nel sistema tributario per incentivare comportamenti più sostenibili. Questa conclusione diventa premessa per giustificare l’istituzione di tributi ambientali in senso stretto, che siano di derivazione europea. Ed allora, seguendo un approccio di tipo deduttivo, dal generale (tributi ambientali) al particolare (tassa sui rifiuti), si vuole offrire un'ampia panoramica della tassa sui rifiuti, esaminandone il suo rapporto con il principio di capacità contributiva, specie con riguardo alla disciplina delle agevolazioni fiscali, analizzando, poi, il suo potenziale nel promuovere una gestione sostenibile dei rifiuti e nell'incentivare pratiche virtuose di riduzione e riciclo.
Degree
thesis:*- Grantor dc:publisher
- Università degli studi di Catania
- Year dc:date
- 2025
Author and committee
dc:creator, dc:contributor.*- Author dc:creator
-
- MARANO, ALESSIA
- Contributors dc:contributor
-
- GUIDARA, ANTONIO
Subjects
dc:subject × 13Rights
dc:rights- Statement dc:rights
-
- info:eu-repo/semantics/openAccess
- license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright
- license uri:iris.PUB02
- Language dc:language
- ita
Identifiers
dc:identifier.*- Handle dc:identifier
- https://hdl.handle.net/20.500.11769/690753
- OAI identifier oai:identifier
- oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/690753