Università degli studi di Catania
La conservazione dell'architettura storica nei processi di ricostruzione post-sisma. Esperienze italiane a confronto (1968-2009)
Abstract
dc:descriptionNel gennaio del 1968 un terremoto con effetti di grado X MCS, colpisce una vasta area della Sicilia Occidentale devastando la costellazione di piccoli centri rurali medievali e secenteschi della Valle del Belice; è la prima catastrofe sismica dell’Italia repubblicana e nella tragica cadenza con la quale nei decenni successivi si succederanno – con una media di un terremoto distruttivo ogni cinque anni – eventi sismici di intensità paragonabile, il terremoto del 1968 può essere individuato quale punto di avvio di un ininterrotto processo di sperimentazione che condurrà alla progressiva evoluzione del governo delle crisi sismiche. Nel contesto di tale percorso evolutivo, caratterizzato da una complessità di analisi che deriva dalla molteplicità di ambiti disciplinari e competenze chiamate in causa nell’emergenza sismica, il presente lavoro assume una prospettiva di analisi prettamente conservativa tentando di delineare i passaggi attraverso i quali la conservazione dei tessuti edilizi storici abbia trovato di volta in volta declinazione all’interno dei susseguenti processi di ricostruzione. La vulnerabilità sismica dell’edilizia muraria – materia preponderante, se non esclusiva, di quei tessuti – sembra infatti porre, ancora oggi, una insanabile contraddizione rispetto alla volontà di garantire la sopravvivenza del patrimonio storico in un contesto territoriale così sismicamente ‘ostile’. Generando condizioni di danneggiamento tanto severe quanto generalizzate ed esasperando, dunque, le comuni problematiche di conservazione dell’edilizia storica, gli eventi sismici – al pari degli scenari post-bellici – sembrano talvolta mettere in discussione le stesse posizioni della materia del restauro. Si sollevano così riflessioni che chiamano in causa le questioni strutturali della disciplina e che si declinano secondo il versante storico-umanistico del ‘cosa’ e ‘perché’ conservare e quello tecnico-scientifico del ‘come’ conservare; versanti che solo in tempi relativamente recenti sembrano infine aver trovato nuovamente posto – dopo un periodo di sostanziale separazione – all’interno di un medesimo e organico approccio alla conservazione. Attraverso l’analisi comparativa di alcune esperienze di ricostruzione italiane e mediante la trattazione approfondita di casi studio e tematiche emblematiche di quelle esperienze, le intenzioni specifiche del presente lavoro si riconoscono, dunque, nell’obiettivo di analizzare in che termini la materia del restauro si sia di volta in volta espressa – anche mediante una ridefinizione delle proprie posizioni – nei confronti delle esigenze della ricostruzione o, viceversa, in che modo ne abbia informato le strategie e gli obiettivi generali; allo stesso tempo la ricerca intende evidenziare in che misura proprio sotto l’impulso delle problematiche sollevate dalle esperienze di ricostruzione e dalle contestuali questioni relative alla vulnerabilità dell’edilizia storica si sia infine operata la definitiva ricucitura dei due versanti disciplinari sopra citati.
Degree
thesis:*- Grantor dc:publisher
- Università degli studi di Catania
- Year dc:date
- 2025
Author and committee
dc:creator, dc:contributor.*- Author dc:creator
-
- MACCA, VALENTINA
- Contributors dc:contributor
-
- CAROCCI, CATERINA
Subjects
dc:subject × 6Rights
dc:rights- Statement dc:rights
-
- info:eu-repo/semantics/openAccess
- license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright
- license uri:iris.PUB02
- Language dc:language
- ita
Identifiers
dc:identifier.*- Handle dc:identifier
- https://hdl.handle.net/20.500.11769/690694
- OAI identifier oai:identifier
- oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/690694