Università degli studi di Catania
Frans Hemsterhuis: antimaterialismo e scienza dell’anima
Abstract
dc:descriptionQuesto lavoro di ricerca si articola in due parti. La prima prende in esame la pars destruens della riflessione filosofica hemsterhuisiana, la quale si presenta, innanzitutto, come una forma di antimaterialismo. La ricostruzione della congerie culturale europea del XVIII secolo in relazione allo sviluppo di tendenze materialistiche, nella pluralità di declinazioni che tali istanze hanno assunto, persegue lo scopo di contestualizzare il pensiero hemsterhuisiano entro le coordinate concettuali del dibattito filosofico europeo, mettendone in rilievo l’impatto anche al di fuori dei confini olandesi. La riflessione hemsterhuisiana si sviluppa in un contesto culturale nel quale si andavano affermando le diverse istanze del materialismo filosofico moderno, nella direzione della formulazione di una prospettiva monista che riduceva la realtà alla sola materia, eliminando così ogni riferimento all’anima e a Dio. Per di più, il concetto stesso di materia veniva ripensato, soprattutto nel contesto delle scienze della vita, alla luce di modelli organicistici che consentivano di superare la concezione cartesiana di una materia inerte attraverso l’attribuzione alla materia stessa di un principio di movimento e di organizzazione intrinseco. Tali tendenze materialistiche trovavano applicazione anche nell’ambito della psicologia settecentesca, laddove le operazioni tradizionalmente attribuite all’anima, in quanto principio di attività autonomo ed eterogeneo rispetto al corpo materiale, venivano ora ricondotte alla fisiologia e, in ultimo, all’anatomia, entro una radicalizzazione dell’ipotesi lockiana della thinking matter che avrà grande fortuna nel corso del XVIII secolo. A questo scenario assai eterogeneo, sebbene accomunato dall’affermazione di istanze materialistiche più o meno radicali e riduzionistiche, Hemsterhuis contrapponeva una riflessione filosofica intorno all’esistenza di essenze immateriali, alle quali ricondurre l’attività e l’organizzazione dell’universo e, nel caso dell’uomo, il pensiero e la facoltà di autodeterminarsi. La seconda parte di questo lavoro prende in esame la pars construens della filosofia hemsterhuisiana, la quale consiste nell’articolazione di un peculiare immaterialismo. Nello specifico, tale «teoria sull’immateriale» si configura come la base di un progetto di fondazione della psicologia come scienza autonoma, a partire dal rifiuto del riduzionismo materialistico e dal riconoscimento della face morale dell’universo. La scienza dell’anima viene pensata, innanzitutto, a partire dall’individuazione del suo oggetto precipuo (l’anima/io), di un metodo (il «trèfle») e di un lessico specifico (si pensi alla nozione di «velleité»), con lo scopo etico-pedagogico di intervenire nella realizzazione della felicità dell’uomo mediante l’educazione e il perfezionamento della proporzione tra le sue facoltà intellettuali, e anche attraverso il riconoscimento della sua interezza in quanto essere «anfibio», sia fisico sia morale.
Degree
thesis:*- Grantor dc:publisher
- Università degli studi di Catania
- Year dc:date
- 2024
Author and committee
dc:creator, dc:contributor.*- Author dc:creator
-
- GALLETTA, VIVIANA
- Contributors dc:contributor
-
- MAGNANO SAN LIO, Giancarlo
Subjects
dc:subject × 9Rights
dc:rights- Statement dc:rights
-
- info:eu-repo/semantics/openAccess
- license:PUBBLICO - Pubblico con Copyright
- license uri:iris.PUB02
- Language dc:language
- ita
Identifiers
dc:identifier.*- Handle dc:identifier
- https://hdl.handle.net/20.500.11769/641491
- OAI identifier oai:identifier
- oai:www.iris.unict.it:20.500.11769/641491